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Gucci, Cartier e Tiffany tra i primi 100 marchi mondiali

Tra i primi 100 marchi di maggior valore non mancano produttori di gioielli come Tiffany, Cartier e Louis Vuitton. C’è spazio anche per maison italiane come Gucci nella classifica dell’azienda di consulenza Interbrand che ogni anno rilascia i “Best Global Brands“. In cima, neanche a dirlo, c’è Coca-Cola, seguita da Apple (+129 per cento), Ibm, Google e Microsoft. Per trovare il comparto del lusso bisogna arrivare al 17esimo posto: il colosso Louis Vuitton (23,577 milioni di dollari) vede crescere il valore del proprio marchio del 2 per cento in un anno. Il secondo brand del settore è un italiano: Gucci scala dell’8 per cento (9.446 milioni di dollari) a arriva al 38esimo posto, seguito al 68esimo da Cartier e al 70esimo da Tiffany & Co.

A dominare la lista, dunque, marchi tecnologici (con la new entry di Facebook) mentre brand relativi a beni di consumo più volatili hanno visto crescere la propria performance grazie all’espansione su mercati emergenti. Settore auto e finanza, invece, risentono ancora della debolezza dell’economia. Proprio il lusso sembra essere il comparto con maggiore resistenza ai rallentamenti del mercato, come dimostrato da crescite in valore soprattutto a partire dal 2011. Successo dovuto “non solo a un portafogli di prodotti e servizi di qualità alta – si legge nella nota di Interbrand -, ma anche da una forte coesione del brand, una formidabile presenza digitale e una reputazione raffinata e senza tempo”. Si tratta dunque, secondo l’azienda, di una coscienza globale in mutamento.

Per sviluppare la sua lista, Interbrand esamina tre aspetti fondamentali che contribuiscono ad un “brand value”: l’andamento finanziario dei prodotti o dei servizi; il ruolo svolto nell’influenzare la scelta del consumatore e la forza del marchio convertibile in guadagno. In un mondo in rapida evoluzione, dove esperienze di marca offline e online dei consumatori si intrecciano costantemente, i marchi leader cercano di guidare l’innovazione. “Con l’aumento della competizione globale e la minore durata di vantaggi competitivi come la tecnologia –  ha commentato Jez Frampton, amministratore di Interbrandil contributo di un marchio verso gli azionisti può solo aumentare. I 100 brand di maggior valore sono in prima linea nell’ascoltare i consumatori, i dipendenti e gli investitori, distribuendo una brand experience senza soluzione di continuità e in costante evoluzione”.


1 commento

  1. Peccato che in Italia si faccia di tutto per scoraggiare gli Italiani all’acquisto dei beni di lusso…


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