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Gruppo Richemont, a fine anno vendite in lieve aumento

I dati del trimestre ottobre-dicembre a +4%. In crescita l’Europa e i segmenti dei brand di gioielli. Stabili gli orologi

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Una mappa complessa di regioni e segmenti di vendita, ma tendenzialmente in crescita. Sono i dati del terzo trimestre del Gruppo Richemont (quello chiuso al 31 dicembre): a cambi effettivi, le vendite sono aumentate del 4% con differenze significative in base all’area. L’Europa infatti cresce, così come Medio Oriente e Americhe, che compensano la performance negativa dell’Asia Pacifico.

Il colosso del lusso, che riunisce marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, Vacheron Constantin e Montblanc, registra un calo significativo in Asia Pacifico, dove il diminuire delle vendite riflette una fase sfavorevole soprattutto a Hong Kong e Macau. Registro diverso nel Vecchio Continente, dove le vendite hanno beneficiato del ritorno di visitatori nelle principali mete turistiche, aiutato da tassi di cambio favorevoli.

Terzo trimestre Richemont

La regione delle Americhe ha continuato a registrare una buona crescita, anche se a un ritmo più lento rispetto ai primi sei mesi dell’anno fiscale: a primeggiare, i gioielli (+3%) e gli acquisti sul canale on line Net-a-porter. Positive dunque le performance della gioielleria (vendite per 1,5 miliardi di euro) soprattutto nei canali retail, più performante del wholesale.

Quanto alle maison di orologeria, cautela dei partner nel canale wholesale e prestazioni inferiori per alcuni punti vendita, in particolare a Hong Kong e Macao. A tassi attuali il segmento esce in pari. La crescita delle vendite sul periodo dei nove mesi è stata del 2% a cambi costanti e del 3% a cambi correnti. A maggio i risultati finali dell’anno, mentre l’assemblea annuale del gruppo si terrà a Ginevra il 16 settembre.


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