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Gruppo Richemont, grandi cambiamenti ai vertici. Da marzo lascia l’Ad Rupert

Prenderanno il suo posto Bernard Fornas e Richard Lepeu. Stanislas de Quecize da Van Cleef & Arpels a Cartier

Johann Rupert

Grandi cambiamenti ai vertici del colosso del lusso Richemont. Il prossimo 31 marzo saranno effettive le dimissioni di Johann Rupert, attuale amministratore delegato e presidente esecutivo, che ha ricoperto per circa tre anni la carica che fu di Norbert Platt fino all’addio, nel 2010, per motivi di salute.

Stanislas de Quercize

Ma la rivoluzione gestionale non riguarda soltanto la Compagnia madre, ma anche le società del gruppo. Dal primo gennaio Stanislas de Quecize (al momento a capo di Van Cleef & Arpels) succederà a Bernard Fornas come amministratore delegato di Cartier: da quella data, infatti, Fornas, insieme a Richard Lepeu (attualmente vicedirettore generale) prenderanno il posto di Rupert in qualità di amministratori delegati del gruppo.

In particolare, il ruolo di Fornas sarà quello di supervisionare le maison che fanno parte del Gruppo (tanto per citarne qualcuna, Jaeger-LeCoultre, Van Cleef & Arpels e Piaget), mentre Lepeu sottenderà alle funzioni centrali. Il Senior Executive Committee sarà completato da Gary Saage, Chief Financial Officer.

Bernard Fornas

Entreranno a far parte del comitato di gestione del Gruppo con effetto immediato Lutz Bethge, amministratore di Montblanc; Hans-Peter Bichelmeier, direttore delle operazioni del gruppo; Stanislas de Quercize; Georges Kern, Ceo di IWC Schaffhausen; Jérôme Lambert, amministratore di Jaeger-LeCoultre, e Philippe Léopold-Metzger, Ceo Piaget.

Restano invece al loro posto  fino alla fine dell’anno finanziario in corso Giampiero Bodino, Group Art Director, Alan Grieve, direttore dei Corporate Affairs; Eloy Michotte, direttore Corporate Finance, e Jan Rupert, direttore esecutivo.

Richard Lepeu

Contestualmente, Richemont ha riferito che, nei sei mesi conclusi al 30 settembre 2012, le vendite sono cresciute del 21 per cento anno su anno a 6,49 miliardi di dollari (5,1 miliardi di euro). Gli utili sono aumentati del 52 per cento a 1,37 miliardi di dollari (1.080 milioni di euro).

Bene la divisione Gioielli con un +20 per cento che equivale a 3,31 miliardi di dollari (2.610 milioni di euro), e ancora meglio in percentuale i marchi del segmento Orologi: + 25 per cento, 1,85 miliardi dollari. Soddisfacente la performance europea, sostenuta dal turismo asiatico e grande impulso è arrivato dal retail (+26 per cento) contro un +17 per cento dell’ingrosso.


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