di


Grace Kelly: Il Cigno

Sebastian Rosenberg, ParisBerlin fotogroup

Dopo Monaco, Parigi e Mosca è arrivata a Roma “Gli anni di Grace Kelly, Principessa di Monaco”, una mostra che ha infuso nuova classe alla capitale celebrando la donna che meglio ha incarnato la regalità, intesa come nobiltà, grazia ed eleganza.
Di scena, la vita pubblica e privata della amata Grace Kelly, icona di bellezza ed eleganza che da attrice statunitense divenne moglie del principe Ranieri III di Monaco, fino al 1982 anno della sua tragica prematura scomparsa.

Sebastian Rosenberg, ParisBerlin fotogroup

Palazzo Ruspoli ha offerto un’occasione singolare per sfogliare un album emozionante e rivivere un’epoca segnata da una bellezza che ancora oggi non conosce rivali. Realizzato con il sostegno della Fondazione Memmo e curato da Frederic Mitterrand, Ministro della Cultura e della Comunicazione della Repubblica Francese, il percorso si è articolato tra le fotografie artistiche che portano le firme di Howell Conant, Cecil Beaton, Irwing Penn; la corrispondenza che intrecciò con nomi di spicco come Jackie Kennedy, Maria Callas, Alfred Hitchcock, Cary Grant; cover ed articoli di magazine; filmati tratti da pellicole famose e da momenti di vita privata; un luccicante Oscar meritato per l’interpretazione de La ragazza di campagna; abiti ed accessori griffati Christian Dior, Oleg Cassini, Givenchy, Balenciaga, Chanel, nonché Hermès che per lei creò la famosa Kelly bag ancora oggi di gran moda; oggetti personali; il delizioso abito da sposa da lei indossato ma realizzato 125 anni prima per una antenata dei Ranieri, una rarità anche nel velo tempestato di migliaia di perle, e, soprattutto, gli splendidi gioielli appositamente creati per lei dai più importanti maestri orafi di allora che rispondono al nome di Cartier e di Van Cleef & Arpels, gioie che nella linea dei metalli e nel gioco delle pietre disegnano con incredibile attualità quel periodo storico.

Una cascata di diamanti di toccante bellezza, pietre di vario taglio ma di uguale purezza per la coppia di orecchini a pendente su montatura in platino firmati Van Cliff & Arpels. Appartenuto alla Principessa Charlotte e indossato dalla Principessa Grace in occasione del Ballo del Centenario, nel 1966, il diadema in platino e oro bianco tempestato di diamanti e perle a gocce realizzato dalla Maison Cartier, una eccellenza che sembra scivolata via dalle pagine di un libro di fiabe. È un fitto reticolo di diamanti il bracciale articolato della Van Cleef & Arpels.

“19 aprile 1956” grazioso passa-foulard con corona montato in oro.
Seppure incrostato di rubini e diamanti Fred, ha una linea decisamente meno impegnativa il pendente montato su catena in oro giallo che riproduce il segno zodiacale dello scorpione.

C’è tanta regalità nel collier a tre giri in perle e diamanti che si completa con il bracciale, l’anello e la coppia di orecchini creati dalla Van Cleef & Arpels. Importante nella lavorazione e nella scelta dei colori la spilla a rosone ornata di diamanti e rubini a taglio baguette della Maison Boucheron. Sta nella purissima trasparenza della spilla in cristallo, oro giallo e diamanti della Maison Gérard tutta la raffinatezza che il gioiello sprigiona.
Gioielli da sogno che da soli raccontano questa incantevole storia.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *