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Gold/Italy, visitatori stabili. Macy’s: “Il gusto italiano è ancora al top”

Secondo gli organizzatori, alla rassegna che si è appena chiusa i buyer esteri sono aumentati anche grazie al programma di incoming promosso da IEG

 

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Visitatori stabili a GOLD/ITALY, la rassegna organizzata da IEG – Italian Exhibition Group nel quartiere espositivo di Arezzo e per la prima volta con la formula del business workshop grazie a una piattaforma online riservata attraverso la quale aziende e buyer, prima della fiera, hanno potuto fissare appuntamenti mirati. In crescita la presenza di buyer esteri, anche grazie all’attività di incoming che ha visto, tra le altre, una delegazione USA guidata dalla presenza di importanti catene quali Saks Fifth Avenue, Macy’s, Jcpenney, Helzberg Diamond Shops e Richeline Group.

La rassegna è stata inaugurata sabato alla presenza di Lorenzo Cagnoni,  presidente di Italian Exhibition Group; Andrea Boldi, presidente di Arezzo Fiere e Congressi; Anna Palombi, Prefetto di Arezzo; Roberto Vasai, presidente della Provincia di Arezzo; Ivana Ciabatti, presidente di Confindustria Federorafi; Andrea Sereni, presidente della Camera di Commercio di Arezzo; Beppe Angiolini, Art Director di GOLD/ITALY; del questore Bruno Failla e del Sindaco Alessandro Ghinelli.

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L’area Cash&Carry
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Maria De Toni

Il nuovo format degli incontri pre-fissati con i buyer sembra aver raccolto il favore delle aziende espositrici. “È un ottimo trampolino di lancio per l’internazionalizzazione delle aziende orafe – ha commentato Maria Loretta De Toni, presidente della Maria De Toni srl – ed è una base di partenza utile per ampliare le proprie aree di distribuzione nel mondo ed il target del cliente da scegliere, sia per l’azienda italiana che per il cliente stesso. In futuro ci si augura che dal comparto orafo scaturisca anche un comune progetto di RETAIL nel mondo per avere un nuovo valore aggiunto del Goiello Made in Italy”.

Tre le aree espositive speciali che hanno caratterizzato la manifestazione, giunta quest’anno alla sua sesta edizione: la prima dedicata alla gioielleria, la seconda è quella del Cash & Carry, e la terza infine, denominata Gold/Italy Tech, alla tecnologia; a chiudere l’esposizione la sezione dedicata al packaging. Il primo giorno, sabato, si è concluso con la “Gold Night”, una serata di boutique aperte, eventi ed iniziative speciali nelle vie del centro storico.

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L’area Gold/Italy Tech

Creatività Made in Italy, accoglienza, bellezza: positivi i commenti dei buyer

Hanno espresso soddisfazione per il format i buyer in visita, come Frani Morrone di Quality Gold (Usa) che ha sottolineato come l’oro sia prepotentemente tornato di moda e come Gold Italy abbia saputo rappresentare questa riaffermazione che premia la creatività artistica e il design del prodotto made in Italy; ha rimarcato la qualità dell’accoglienza e la ricchezza della città anche dal punto di vista enogastronomico Phillip Gabriel Maroof, direttore creativo e designer di Royal Chain Group di New York. “Una manifestazione attrattiva per gli operatori internazionali”, così ha definito GOLD/ITALY Hanna Kinda di Hanna Frères (Libano).

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“Alla vigilia di Gold Italy, divenuta un punto di riferimento tra Arezzo e i buyers stranieri, UBI Banca ha avviato la commercializzazione dei servizi dedicati al settore su tutti i distretti orafi italiani – ha detto Silvano Manella, responsabile Macro Area Lazio, Toscana e Umbria di UBI Banca, istituto sponsor di Gold Italy – servendo un numero crescente di aziende in qualità di player qualificato per tutto il mercato dell’oro. A livello di finanziamenti al comparto stiamo assistendo ad un incremento della richiesta di prodotti a breve termine, quali ad esempio il prestito postergato. Un trend positivo che si conferma anche su Arezzo e provincia”.


I buyer Usa: “Negli Stati Uniti non esiste un solo trend: perciò la fiera ci aiuta a individuare prodotti diversi per accontentare tutti”

Particolarmente nutrita è stata la delegazione di buyer provenienti dagli Stati Uniti. Compratori di grandi gruppi e catene interessati al gioiello “Made in Italy”. Preziosa Magazine ha incontrato i rappresentanti di due colossi del dettaglio per comprendere se esiste, nel loro mercato, un trend unico per questo segmento.

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Ramona Genao-Archibald

“Nel nostro paese – dice Ramona Genao-Archibald, vicepresidente esecutivo Sales-Merchandising del Richline Group -, a fronte delle sue dimensioni e della sua varietà, è impossibile accontentare tutti con un solo tipo di prodotto. Ciò che piace lungo la costa est è estremamente lontano dal gioiello amato sulla costa ovest. Ecco perché una fiera come GOLD/ITALY ci aiuta a individuare la soluzione giusta per ciascun target. Si tratta di una vera e propria attività di ricerca del prodotto perfetto. Tra l’altro, non essendoci negli Usa la tradizione di tramandare i gioielli di madre in figlia, oggi il nostro pubblico è fatto soprattutto di donne che acquistano per se stesse: non aspettano più di riceverli in dono”.

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Kimberly Crawford (a destra) e Nina Bruno

“Il gusto italiano è ancora al top quanto a riconoscimento di creatività e manifattura di alto livello – spiega Kimberly Crawford, vicepresidente del Gruppo Macy’s Inc per la Fine Jewelry -: questo è il motivo che spinge a visitare fiere come quella aretina, dove ogni prodotto dà garanzia del Made in Italy. Poi, in questa vasta offerta, ci premuriamo di selezionare il gioiello giusto per ognuno dei nostri pubblici”. La tradizione orafa italiana non ha ancora sposato in modo massiccio il diamante sintetico: negli Stati Uniti è diverso? “Da noi, l’alternativa al naturale nata in laboratorio è già una realtà – prosegue –. È una proposta commerciale che si sta facendo sempre più spazio e chi vuole posizionarsi sul nostro mercato non può non tenerne conto”.


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