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Gli orafi di Confartigianato Vicenza fanno rotta sul Libano

Scopo della missione di Confartigianato, guidata da Onorio Zen, approfondire la conoscenza del paese e porre le basi per una proficua cooperazione

L’associazione, nell’ambito delle attività rivolte ai mercati esteri, con la Sezione Internazionalizzazione ha infatti organizzato una missione conoscitiva in un paese che vede Vicenza come quarta provincia esportatrice a livello italiano e seconda per quanto riguarda i prodotti orafi, dietro solo ad Arezzo, che nel 2018 ha totalizzato 56 milioni di euro. L’anno scorso, in testa ai settori merceologici più venduti nel paese dei cedri c’era infatti proprio l’orafo con un totale nel Vicentino di 16,9 milioni di euro (pari al 32,5% dell’export totale)  e un incremento del 9,9% sull’anno precedente. Negli ultimi 10 anni, poi, si è assistito ad una crescita esponenziale delle vendite del settore orafo vicentino sul mercato libanese che sono aumentate di ben otto volte, (+828,7%) rispetto al 2008, incremento doppio rispetto al +441,3% registrato a livello nazionale.

Scopo della missione di Confartigianato, guidata dal presidente del comparto orafo Onorio Zen, è stato quindi approfondire la conoscenza di questo e favorire le basi di cooperazione per nuove collaborazioni commerciali nel settore, individuando le opportunità di business. La delegazione ha partecipato a convegni istituzionali, incontri con imprese locali e visite aziendali.

Onorio Zen, presidente comparto Orafo Confartigianato Vicenza

«Durante questa visita – racconta Zen – abbiamo colto un’importante peculiarità del mercato libanese: la sua duplice valenza. Da un lato, infatti, il profilo medio del consumatore apprezza molto il valore del gioiello in oro, prova ne è che il consumo locale raggiunge livelli distintivi; dall’altro il mercato libanese è punto di rivendita e distribuzione verso il resto dell’area mediorientale, specie ora che il ruolo della piazza di Dubai va scemando».

Insomma, una vetrina per l’area mediorientale, con vari quartieri specializzati nella vendita di gioielleria e oreficeria e 2.500 punti vendita al dettaglio, riforniti attraverso alcuni importatori e grossisti.

Cosa acquistano i libanesi? In particolare orologi, anelli, orecchini, bracciali e collane in sintonia con il gusto mediorientale, caratterizzato dalla predominanza dei gioielli diamantati e incastonati con pietre. Essendo uno snodo turistico, non manca nemmeno la clientela internazionale, rappresentata da consumatori mediorientali e anche libanesi sparsi nel mondo in rientro in patria per vacanze. Anche qui, l’importanza della qualità del prodotto, soprattutto per il Made in Italy, rappresenta un forte elemento competitivo internazionale. I principali fattori di successo dei prodotti italiani sono ritenuti la tradizione nel lavoro di finissaggio, insieme all’alta qualità dei macchinari e la conseguente perfezione del prodotto. Inoltre il gusto ed il design, molto apprezzati dai clienti libanesi, consentono di far percepire i prodotti italiani come più competitivi, grazie anche al loro già buono rapporto qualità/prezzo.

E anche la competizione con la vicina Turchia vede i prodotti italiani in vantaggio. Il regime doganale libanese presenta un diverso trattamento secondo i prodotti, ma soprattutto secondo i Paesi e i manufatti dell’oreficeria italiana godono di un trattamento preferenziale, in virtù degli accordi commerciali stipulati con l’Unione Europea. La missione vicentina ha anche avuto un appoggio istituzionale.  «Durante tutta la missione siamo stati supportati dall’Ufficio Ice di Beirut – continua Zen – che ha fornito elementi basilari per comprendere le dinamiche economiche e per condurre le trattative commerciali in Libano, e più in generale in medio oriente. L’elemento innovativo introdotto da questa missione è stato il lavoro di mappatura del mercato condotto dai trade analyst a Beirut, e quindi l’evoluzione della iniziativa esplorativa declinata anche in formule e componenti culturali e tradizionali. Un modello che ha permesso una maggiore conoscenza reciproca e quindi di individuare leve commerciali originali da trasferire al mercato».

Ora, queste conoscenze saranno portate a tutti gli associati in un incontro che si terrà a luglio, a cui parteciperanno i trade analyst di Ice.

 


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