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Gitanjali, sui marchi italiani previsti investimenti di 10-15 milioni di euro

India, buone le previsioni sulla domanda di gioielli espresse da Mehul Choksi, presidente di Gitanjali, gruppo leader nel settore dei diamanti e dei gioielli quotato alla borsa di Mumbai.

Non avrà grande peso, dunque, l’aumento dei prezzi dell’oro (negli ultimi tempi ha superato stabilmente i 1.550 dollari l’oncia) sulla richiesta di preziosi in India, paese di nascita di Choksi e sede principale del gruppo. La società ha recentemente acquistato diversi marchi italiani (Stefan Hafner, IO Si, Porrati e Nouvelle Bague, le cui strutture di progettazione e produzione resteranno in Italia) e pare che l’interesse verso il mercato italiano non sia finito qui.

“Ci sono alcune aziende interessanti che occupano fasce di prodotto diverse – ha dichiarato Choksi  -. Ci sono altri marchi stimolanti che potrebbero completare il nostro portafoglio”. La società prevede di investire 10-15 milioni di euro in fase di promozione dei marchi italiani sui mercati mondiali e si attende, dai brand appena acquistati, un incremento di 100-150 milioni di ricavo entro il 2013.

Gitanjali intende inoltre aprire store e negozi multi-marca dei brand italiani e di alcune griffe indiane di alta gamma a Londra, New York e Parigi.
Quel che è già certo, a sentire Choksi, è che il gruppo mira a ristrutturare le sue attività gestendole in 5 segmenti (produzione, marchi, commercio al dettaglio in India e in generale in Asia, retail internazionale e infrastrutture) e la deadline per l’avvio di questa operazione è il mese di luglio.

La domanda di gioielli in India è cresciuta del 12% (arrivando a 206 tonnellate) nel primo trimestre 2011 ed è stato il paese dal maggiore traino rispetto al 7% di crescita a livello mondiale: dati positivi a parte, molti analisti non credono alla sostenibilità di tale crescita. In ogni caso, gli auspici per il gruppo Gitanjali sono buoni: Choksi ha manifestato l’obiettivo di far arrivare le vendite della società a circa 2 miliardi di dollari (nel 2010 il risultato è stato di 1,55 miliardi).


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