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Giovanni Ferraris: Daisy, Ice, Novecento, Primavera, Silvana e Velvet

Come nell’arte dell’enterlacement i gioielli Ferraris, nella loro complessa totalità, sanno evidenziare ogni particolare. È quasi un lavoro di squadra dove tutti gli elementi contribuiscono alla realizzazione di un incantevole capolavoro.

Sono il frutto di un personale codice espressivo in cui i diamanti cedono il passo facendosi complici del pavoneggiamento di imponenti gemme che, sfaccettatissime, dilatano il loro sfavillio in nuance che sembrano rubare i colori del mare, delle sabbie, dei fiori facendosi protagoniste assolute lì dove non se ne incontrano di più piccole, affiancate tanto strettamente da formare un full pavé. Gioielli importanti, vistosamente sobri, dove il metallo non è più naturale sostegno ma si fa ricamo, ramificazione di piante rare, intreccio morbido e intricato, danzanti tentacoli di piovra.

È l’unicità di uno stile che accomuna le sei collezioni, Daisy, Ice, Novecento, Primavera, Silvana e Velvet tutte diverse per struttura e godimento estetico, al di là della preziosità che entra in gioco. E così grandi perle, candide o ambrate, svettano nel mezzo di corolle i cui petali di puri diamanti sembrano verosimilmente smossi da una delicata brezza; pietre rare sormontano viluppi d’oro ed enfatizzando l’eleganza con delicati contrasti cromatici; la regalità di pregevolezze si insegue in un gioco ininterrotto di serpentine e spire, di arabeschi sottili ed impalpabili; un brio di note e trasparenze colorate echeggia rallegrato dalla provocante giocosità cromatica di gocce di pioggia d’altri mondi.

Ed infine, la particolare texture di una maglia rigida per anelli che nei bracciali si snoda per fasciare il polso come sottile velluto, appunto, con inserti di pietre nere e diamanti che creano una felice armonia librante come note sfuggite ad uno spartito.

Quelle di Ferraris sono idee che proiettano una non comune plasticità di forme e geometrie tanto personali e tanto ravvisabili, symbol di una sofisticata femminilità.


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