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Giovanni Di Gregorio. Il couturier del gioiello

Collezioni sartoriali e one-of-a-kind. così giovanni di gregorio prepara il terreno per conquistare nuovi mercati

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«Le grandi cose sono la somma di tante piccole cose».

Sono partiti da qui Giovanni Di Gregorio e sua moglie Laura, da tanti piccoli passi fatti con calma, passione e una grande dedizione, che in sette anni li ha portati a creare e lanciare un vero e proprio brand di Alta Gioielleria. Sì perché Di Gregorio Gioielli, che a fine 2015 ha ufficialmente inaugurato il suo primo corner a Milano nel Brian&Barry Building, già si posiziona tra i big brand di quell’alto di gamma che si concentra sulla personalizzazione del gioiello, sul ruolo primario della pietra, sull’emozione che un pezzo è in grado di trasmettere.

«Ho ereditato sicuramente un po’ di DNA da mio nonno, siciliano di Alcamo, che negli anni ’80 lanciò un concept store multibrand con un piano interamente dedicato alla gioielleria, curato da mia madre, nel quale mi piaceva spesso rifugiarmi» racconta Giovanni Di Gregorio. «E anche se la mia vita ha preso inizialmente una strada diversa, oggi mi ritrovo nuovamente a interfacciarmi con pietre uniche nel loro genere».

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C’è tanta, tantissima Sicilia nei gioielli Di Gregorio, che si riflette nei colori delle pietre, negli smeraldi macro della collezione ‘Segesta’, nei contrasti tra ametiste, zaffiri e smeraldi della ‘Scopello’, nella turchese cabochon della ‘Marzamemi’ o nelle geometrie della ‘Taormina’. Non manca l’omaggio floreale alla città di Erice con una linea omonima di ispirazione flower, e alla ‘Fabulous Trinacria’ con anelli chevalier ricca di ricami in oro e pavé di diamanti.

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«Non produco mai pensando alla vendita e al profitto, ma solo a ciò che piace a me. Fino a ora ci siamo focalizzati tanto sulle località, ma l’ispirazione può arrivare anche da un semplice mood, senza mai perdere di vista il mio amore per la pietra, che amo ‘vestire’ con trame, disegni e texture sempre diverse. L’oro? Che si veda il meno possibile. Il nostro è un gioiello sartoriale, tutto Made in Italy, ma non siamo per tutti, e la personalizzazione è ciò che rende un mio pezzo esclusivo e unico. Lavoro con tutte le pietre e a breve presenterò una linea con le tanzaniti, ma adoro lo smeraldo e tutte le carature maxi».

Tra dodici collezioni e 150 pezzi, tutti lavorati artigianalmente, si collocano alcune linee più easy-to-wear, la ‘Identity’, realizzata nei tre colori dell’oro che punta sul lettering, e la ‘Eternity’, fedine multicolor molto leggere da indossare una sull’altra, come stackable rings. (FF)

 


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