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Gioiello vicentino, l’export torna a crescere

Un focus della Confartigianato provinciale evidenzia un +4,1%. Intervista al vicepresidente della categoria Metalli Preziosi: “L’innovazione passa anche attraverso il web”

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Focus sul comparto vicentino del gioiello nell’ambito di una ricerca firmata Confartigianato Vicenza e incentrata sulla situazione dell’export delle micro e piccole imprese della provincia. Nel 2015, le esportazioni del distretto orafo hanno toccato 1.477 milioni di euro, pari all’8,7% dell’export manifatturiero vicentino e a quasi un quarto (22,6%) delle esportazioni orafe italiane.

Nel corso dell’ultimo anno, la dinamica tendenziale ha visto una crescita pari a +4,1%, prima variazione positiva dopo le leggere flessioni registrate nel 2013 (-1,8%) e nel 2014 (-0,1%). I prodotti sono destinati sempre in primis verso Hong Kongprimo partner commerciale del gioiello vicentino (282,4 milioni di euro, pari al 19,1% dell’export del settore); seguono gli Emirati Arabi Uniti (228,4 milioni, il 15,5%) e gli Stati Uniti (circa 200 milioni di euro, pari al 13,5%). Da soli, questi tre mercati rappresentano la metà (48,1%) delle esportazioni orafe vicentine.

Nella crescita del 4,1% dell’export orafo si nota l’aumento dell’11,5% registrato dai mercati UE (che rappresentano solo un quinto, il 19,7%, dell’export del settore), mentre l’export destinato ai mercati extra UE, che rappresentano l’80,3%, ha segnato una crescita più contenuta (+2,4%).

La buona performance dei mercati europei è dovuta alle forti crescite registrate in Regno Unito (+27,1%, pari a +9,7 milioni), Romania (+14,9%, pari a +7,8 milioni), Polonia (+20%, pari a +2,6 milioni) e Belgio (+18,5%, pari a +1,6 milioni). Tra i principali mercati di destinazione, si osservano le crescite maggiori per Messico (+55,1%), Sud Africa (+42,4%), Regno Unito (+27,1%), Giordania (+25,9%) e Romania (+14,9%).

Nella valutazione delle esportazioni orafe, fa sapere Confartigianato Vicenza, è importante tener conto dell’andamento dei prezzi di produzione, il cui indice medio annuo ha subito continui aumenti. Il trend di crescita si è interrotto nel 2013 (-5%) e ha visto una sostanziale invariabilità nel 2014. Nel 2015 l’indice dei prezzi di produzione del settore è tornato ad aumentare, segnando un +3,7% rispetto al 2014.

Intervista a Paolo Costa, Vicepresidente Provinciale Categoria Metalli Preziosi di Confartigianato Vicenza

Confartigianato Vicenza_Paolo CostaL’export dell’oreficeria vicentina porta dunque il segno positivo. A fornire una interpretazione di questi dati a Preziosa Magazine è Paolo Costa, Vicepresidente Provinciale Categoria Metalli Preziosi di Confartigianato Vicenza (in foto a sinistra). “I positivi dati export registrati dal sistema orafo vicentino per il 2015 sono il risultato di una serie complessa di condizioni di scenario internazionale che sono determinanti – spiega – anche per il mantenimento futuro di queste performance. Mi riferisco al prezzo dell’oro sceso da circa un anno, e rimasto sufficientemente stabile, e al significativo rafforzamento del dollaro; già in queste ultime settimane abbiamo registrato un leggero arresto del trend a seguito di alcuni scostamenti dei suddetti valori”.

Quali sono i fattori interni che favoriscono la competitività?
“Senza dubbio una costante capacità di innovazione delle piccole imprese che si esprime in un’innovazione di prodotto in termini di design, ma anche e soprattutto di tecniche con l’uso delle nuove tecnologia digitali (stampa 3D) che ci aiutano a coniugare nuovi effetti, originalità di forme e leggerezza sui pesi. Vicenza e le sue piccole imprese hanno saputo mantenere un posizionamento di prodotto di fascia medio alto andando a cercare anche piccole nicchie di mercato che riconoscono un valore aggiunto, e in questo valore aggiunto acquista sempre più significato la garanzia di un prodotto tracciato”.

Quanto ai mercati di destinazione, in che direzione bisogna guardare?
“L’area di Hong Kong  (19,1% delle esportazioni orafe, + 2,3%) si conferma nodo strategico dell’area asiatica su cui da tempo le piccole imprese sono attive, sia individualmente sia in forma organizzata partecipando alle principale fiere; l’area degli Emirati Arabi (15,5% dell’export, -2,1%) con Dubai storico centro di distribuzione per il medio oriente e il nord Africa, un po’ penalizzato dalle turbolenze politiche dell’area; gli Stati Uniti (13,5% dell’export, +10,3%) che rimangono un mercato strategico in grado di apprezzare la qualità artigianale; non ultima, l’area UE che rappresenta il 19,7% dell’export dove la crescita è stata più significativa in mercati maturi come Belgio (+18,5%) e Regno Unito (+27,1%), ma anche in aree come Romania (+14,9%) e Polonia (+20%) che sviluppano performance  vivaci”.

E per il futuro cosa bisogna attendersi?
“La domanda continuerà a provenire dai mercati esteri e, pertanto rimane la necessità di spingere ulteriormente sulla leva dell’internazionalizzazione. Se lo scenario economico-finanziario mantiene una stabilità, ci aiutano gli strumenti di promozione off line e on line forse ancora non appieno sfruttati. Per Offline intendo le fiere, che sono ancora il principale strumento, là dove sanno trasformarsi, in funzione alle esigenze di acquisto dei buyer, ma che sanno anche valorizzare la nostra offerta, di piccola serie, dal design raffinato tipicamente italiano. Confartigianato punta da tempo a organizzare, alle fiere internazionali come Vicenza, Hong Kong e Las Vegas, la presenza delle piccole imprese in forme di collettive che valorizzano l’artigianalità, il bello ben fatto,  permettendo di offrire un servizio e di attivare, dove possibile, abbattimenti dei costi di partecipazione”.

L’innovazione può passare attraverso il web? 
“Senza dubbio: bisogna guardare ai nuovi strumenti di marketing on line. Per il 2016 vogliamo puntare come categoria anche a fornire supporti alle imprese nel definire strategie di web marketing B2B con l’utilizzo di social media. Stiamo definendo un percorso di formazione consulenza  che accompagni le aziende verso un uso consapevole ed efficace del mezzo digitale, per raccontarsi meglio in rete, per curare meglio le relazioni con i clienti, per spendere meglio in risorse di marketing online e offline”.


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