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Intesa Sanpaolo: Gioiello, fatturati in crescita ma export rallenta

Per oreficeria e bigiotteria made in Italy la ricerca congiunta con Intesa Sanpaolo evidenzia un calo delle esportazioni, Stati Uniti esclusi

Produzione e fatturati restano in crescita, ma il 2018 ha segnato un rallentamento dell’export: emerge dall’ultimo rapporto congiunto tra Club degli Orafi Italia e Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Secondo la fotografia scattata dall’Istat l’anno appena concluso ha visto un +8,4% e un +4,6% di crescita rispettivamente per la produzione e il fatturato (che in termini di valore ha raggiunto quota 8,3 miliardi) di oreficeria e bigiotteria.

Non altrettanto bene l’export che registra un vistoso rallentamento, accelerato dalla dinamica del cambio e da quella delle quotazioni dei preziosi: nella media del 2018, le vendite estere sono calate in valore dell’1,7% per l’aggregato che include anche la bigiotteria e del 2,7% per i gioielli in metalli preziosi.

Club Intesa Sanpaolo_ExportDal segno negativo si sono salvati solo gli Usa dove il gioiello italiano è cresciuto del 2%, dato che posiziona il paese al secondo posto nella classifica delle destinazioni dopo la Svizzera (sostanzialmente stabile, mantiene una quota del 20,2%). Seguono Hong Kong (-4,3%) ed Emirati Arabi Uniti (-16,1%). Brusco calo (-5,8%) anche in Francia, dopo il boom del 2017.

Quanto ai singoli distretti, in cima resta posizionata Alessandria con il suo polo produttivo di Valenza, l’unico in crescita con 2,1 miliardi di export e un +2,2%, seguita da Arezzo (-0,8%) e Vicenza (-4,6%)-

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Gabriele Aprea

“Il 2018 si presenta come un anno a luci e ombre per il settore orafo italiano – commenta Gabriele Aprea, Presidente del Club degli Orafi Italia -, complice anche l’andamento dei prezzi dei preziosi, l’evoluzione del cambio e la presenza di una domanda mondiale non brillante, dove pesano le difficoltà del Medio Oriente, Emirati Arabi Uniti in primis, e di altri mercati importanti come la Turchia, paese che tra l’altro è uno dei nostri concorrenti più temibili in questo momento, visto anche il vantaggio competitivo dato dalla forte svalutazione. In questo scenario, a fronte di una domanda interna che non dà segnali di recupero, bisogna a nostro avviso monitorare attentamente i flussi di importazione. Il nostro settore ha storicamente un saldo positivo e tra i più elevati in ambito manifatturiero. Il 2018 ha visto una lieve diminuzione del saldo che, sebbene non preoccupante, ci porta ancora una volta a sottolineare l’importanza di supportare il Made in Italy del gioiello ad affrontare uno scenario competitivo internazionale complesso e iniquo che vede contrapporre l’alta qualità dei nostri prodotti, a prodotti di qualità altalenante realizzati con politiche di sfruttamento umano e ambientale, insostenibili ed eticamente inaccettabili. È auspicabile che una volta per tutte l’Europa si faccia portavoce di tali iniquità e si confronti a livello internazionale per l’adozione di adeguate misure atte a valorizzare le eccellenze manifatturiere di ogni Paese membro”.

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Stefania Trenti

“Il quadro che emerge dai dati dell’intero 2018 – precisa Stefania Trenti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – evidenziano un rallentamento che appare in parte fisiologico dopo l’exploit dell’anno precedente. La forte incertezza che sta caratterizzando lo scenario internazionale prospetta un 2019 non facile per il settore: tradizionalmente, infatti, l’incertezza fa aumentare i prezzi dei preziosi e ridurre la domanda di gioielli. Non mancheranno, tuttavia, le opportunità di crescita che molte imprese italiane riusciranno a cogliere. sono infatti da sottolineare le buone performance competitive dei gioielli Made in Italy in molti mercati, in particolare negli USA.

 


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