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Gioielli italiani: 3,7 miliardi di vendite nei prossimi 4 anni

A crescere di più, tra i mercati emergenti, gli Emirati Arabi seguiti dalla Cina: sono i dati emersi dal Convegno Exportunity Esportare la dolce vita. Prossima tappa Valenza

Vetrina gioielleria

Non smettono di essere uno status symbol i prodotti italiani: lo si deve certo alla forza delle grandi firme, ma anche al fascino esercitato in generale dall’Italia e dal made in Italy. Il principio vale anche per la gioielleria: ecco perché, dei 230 miliardi stimati nel 2020 come prodotti belli e ben fatti importati dai mercati emergenti, ben 3,7 miliardi saranno di prodotti di oreficeria-gioielleria, con un incremento di ben 1,4 miliardi rispetto al 2014.

Tra i paesi con quote più rilevanti di aumento, gli Emirati Arabi seguiti dalla Cina: sono alcuni dei dati emersi dal nuovo studio “Esportare la Dolce vita” del Centro studi di Confindustria e Prometeia, che ha dedicato un focus speciale al settore della gioielleria, prendendo in esame le importazioni nei nuovi mercati fino al 2020. L’indagine è stata presentata durante il convegno organizzato da Confindustria Toscana Sud Delegazione di Arezzo, in collaborazione con Federorafi: già in preparazione la prossima tappa di EXPORTUNITY, in calendario a Valenza (Alessandria) giovedì 14 gennaio.

All’incontro sono intervenuti Luca Paolazzi, direttore Centro Studi di Confindustria, Samantha Lattaro dell’Agenzia ICE, Françoise Izaute di Federorafi. Il convegno è stato aperto e concluso da Ivana Ciabatti, Presidente Federorafi, e da Giordana Giordini, Presidente sezione Oreficeria e Gioielleria di Confindustria Toscana sud. Lo studio, come ha detto intervenendo Luca Paolazzi, conferma le grandi potenzialità di crescita dei prodotti – Belli e Ben Fatti – (BBF) nei prossimi 6 anni nei 30 paesi emergenti più dinamici presi in considerazione.

Nel 2020 i nuovi ricchi saranno nel mondo 655 milioni nei paesi emergenti, 174 in più rispetto al 2014. La metà di essi abiterà nei principali centri urbani di Cina, India e Indonesia. Ma la classe benestante si sta ampliando anche in paesi più vicini come la Turchia. La Cina continua ad essere un importante mercato di riferimento: tra i trenta nuovi mercati presi in considerazione, è il paese che offre le maggiori prospettive di sviluppo alla imprese del BBF. Il suo Pil avrà infatti la più alta crescita in valore assoluto nel mondo.

Nel 2013, come ha detto la presidente Federorafi Ivana Ciabatti, l’Italia è diventata il primo fornitore internazionale di BBF in Cina. Secondo l’indagine svolta nel paese, assieme all’ ICE, presso esperti e distributori dei settori BBF, qualità, ampiezza di gamma, design, stile, innovazione e artigianalità sono i punti forti dei prodotti italiani e il made in Italy è il target di riferimento nelle tendenze di moda in quel paese.

ciabatti“In un contesto come quello attuale del nostro Paese, dove esportare è diventata una necessità e non più una scelta, le azioni messe in campo da Federorafi, con la collaborazione di ICE e MISE, diventano di vitale importanza per le nostre aziende – ha dichiarato Ivana Ciabatti, presidente nazionale di Confindustria Federorafi (in foto a sinistra) – il mercato e le aziende hanno bisogno di essere aiutate sia tramite quelle riforme che aspettiamo ormai da tantissimi anni, sia con i progetti che stiamo mettendo in atto. Exportunity vuole lanciare un messaggio di positività, di cui il settore ha davvero tanto bisogno in questo periodo”.

Per le aziende più piccole e meno strutturate che vogliono esportare, Federorafi, come hanno illustrato Ivana Ciabatti e Giordana Giordini, sta lavorando sul Piano per l’Internazionalizzazione con delle specifiche linee d’intervento: accordi di Libero Scambio verso dazi zero, lo sviluppo del Piano Ordinario ICE 2016 ( Hong Kong, Mostra gioielleria Europa Orientale, incoming fiere, B2B), bando e avvio di una strategia di comunicazione istituzionale, l’avvio di un programma formazione per esperti di export. E ancora: iniziative sui nuovi mercati di attacco MiSE, come per esempio il Giappone, collaborazione con il sistema fieristico settoriale e realizzazione della piattaforma unica di rete, iniziative in collaborazione con il sistema Fashion made in Italy e prosecuzione del Piano USA per la gioielleria.

 

 


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