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Gioielli, il prezzo dell’oro scende e i consumi si impennano superando i 100 miliardi

Per il World Gold Council nel 2013 raggiunto il +17%. Il secondo semestre ha trainato anche i mercati occidentali, negli Usa importazioni record da Cina, India e Italia

Il più grande aumento registrato dal 1997: il consumo di gioielli è cresciuto nel 2013 del 17% (a 100 miliardi), grazie alla reazione positiva dei consumatori all’abbassamento del prezzo dell’oro. E’ una delle evidenze emerse dal report annuale condotto periodicamente da World Gold Council, che stima il volume della domanda di preziosi in oltre 2200 tonnellate. Buona anche la performance nel settore degli investimenti, con una domanda di lingotti e monete salita a un massimo storico di 1,654.1 tonnellate.

Il 2013 si è dunque rivelato l’anno del consumatore, con la domanda di gioielli in oro vicina ai livelli pre-crisi e quella record per investimenti (complessivamente +21%) . Il risultato totale delle due voci è stato 3,756.1 tonnellate per un valore di 170 miliardi di dollari. Il mercato dell’oro si è così polarizzato: dal punto di vista geografico, i consumatori cinesi hanno stabilito un nuovo record, mentre l’India ha mostrato resistenza a fronte delle restrizioni alle importazioni volute dal governo. Il forte calo del prezzo dell’oro nel secondo trimestre ha suscitato una risposta forte e rapida da parte dei consumatori in Asia e nel Medio Oriente, un effetto che si è esteso anche verso i mercati occidentali nell’ultimo trimestre dell’anno.

I consumatori hanno dunque inscenato una impressionante dimostrazione di forza: gran parte della crescita è stata concentrato nella prima parte dell’anno, ovviamente in seguito al forte calo del prezzo nei mesi di aprile e giugno, che hanno spinto una reazione rapida e forte da parte dei consumatori dei mercati più sensibili, come l’India e la Cina. La seconda metà dell’anno ha visto proseguire questo trend a livello globale, in particolare nel settore della gioielleria.

La crescita cinese della domanda nel 2013 è stata segnata da un aumento sia nella produzione sia nella capacità della rete di vendita al dettaglio. Tuttavia, le aspettative sui prezzi si sono stabilizzate, con il risultato che la domanda cinese è attualmente stabile. I Consumatori indiani hanno nuovamente espresso la loro forte affinità con l’oro anche nel 2013 : la domanda di 974.8t è stata il terzo volume più alto dell’anno, nonostante l’introduzione di misure volte a limitare la domanda.

Dazi sull’importazione più elevati, quote rigorose di import e restrizioni sui prestiti in oro hanno portato ad una contrazione dell’offerta nel mercato domestico. Tuttavia, il mercato dell’oro indiano è stato alimentato da una serie di fonti alternative, compreso l’oro riciclato, la produzione interna e importazioni non ufficiali. Le stime sull’entità del contrabbando di oro in India variano significativamente da fonte a fonte: gli analisti hanno suggerito che potrebbe trattarsi di una cifra tra le 20 e le 30 tonnellate al mese, mentre il ministro delle Finanze indiano è molto più cauto, parlando di un volume tra 1 e 3 tonnellate. Il WGC avanza un’ipotesi di 150-200 tonnellate per il 2013. L’Oro non ufficiale senza dubbio continuerà a integrare gli afflussi ufficiali: il dato viene confermato da una ricerca condotta per conto del World Gold Council, che mostra che i consumatori sia in India e Cina intendono spendere in gioielli d’oro nel corso dei prossimi 12 mesi agli stessi ritmi.

Il quarto trimestre è stato notevole anche per la domanda dei consumatori occidentali, in particolare nel settore della gioielleria. A differenza di quanto accaduto nei mercati orientali, i consumatori di Europa e Stati Uniti non hanno reagito immediatamente al forte calo del prezzo nel secondo trimestre. Negli Usa in particolare sono stati generati volumi annuali di domanda vicini ai livelli osservati l’ultima volta nel 2010, e il primo aumento annuale dal 2001. Le importazioni di gioielli in oro negli Stati Uniti sono aumentate per la prima volta dal 2005, con una significativa crescita di volumi nelle importazioni da India, Cina e Italia.


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