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Gioielli, il design italiano in mostra a Parigi

Dal 2 al 25 aprile l’esposizione “La matière su bijou” organizzata dal collettivo 70m2Paris tra carta, legno, ceramica, silicone, foglie, ritagli e metalli

Gioiello di Susanna Baldacci
Gioiello di Susanna Baldacci

Quattordici designer del gioiello si mettono in gioco con la mostra “La matière du bijou”, esposizione organizzata dal collettivo 70m2Paris, gruppo di architetti ed artisti italiani che hanno l’obiettivo di promuovere la creatività made in Italy fuori dai confini nazionali. Inaugurerà il 2 aprile a Parigi, nella galleria Maître Albert: le loro opere resteranno visibili fino al 25 aprile. La serata di inaugurazione sarà caratterizzata dalla degustazione di vini e prodotti italiani.

Stenia Scarselli
Stenia Scarselli

Materiali che si arrendono a forme impensabili, prendono vita o la cambiano, che si trasformano, si inventano un nuovo uso, che scherzano con il lusso e ammiccano al prezioso: tutto questo è possibile grazie alla fantasia e al sapiente lavoro degli artisti italiani presenti alla mostra. Carta, legno, ceramica, silicone, foglie, ritagli di pvc che diventano collane, anelli, pendenti, bracciali, ma anche oro, argento, vetro, che flirtano con ebano, cuoio, resina per unirsi e dar vita ad accessori originali, giocosi e raffinati al tempo stesso.

Silvia Beccaria
Silvia Beccaria

Filo conduttore della mostra è la sperimentazione e la ricerca che gli artisti italiani hanno seguito per la realizzazione delle creazioni esposte, reinterpretando materiali e antiche lavorazioni. Lo studio di volumi, la varietà di forme, le sovrapposizioni di colori, le superfici, le trasparenze, le incrinature della materia, i riflessi, gli intrecci stupiscono e incantano in tutte queste realizzazioni, vere e proprie piccole opere d’arte da indossare. La perizia artigianale, le capacità scultoree e la cura del dettaglio, qualità che caratterizzano la gioielleria contemporanea italiana, si ritrovano in questa raccolta di pezzi unici.

Sabina Feroci
Sabina Feroci

Il collettivo 70m2Paris è curatore della mostra e ideatore dell’allestimento: il gruppo è formato dagli architetti Marco Lulli e Marta Righeschi dello studio livornese 70m2 con Valeria Bellucci (architetto), Enrico Bertelli (artista), Simona Saffioti (comunicazione) e Patrizia Tonello (artista). Partner di 70m2Paris per questa occasione è la Galleria Maître-Albert che è stata recentemente sede di mostre di pittura e scultura ed ora apre le sue porte al gioiello contemporaneo italiano.

Maria Diana
Maria Diana

In mostra le opere di Susanna Baldacci, Silvia Beccaria, Caterina Crepax, Corrado De Meo, Maria Diana, Sabina Feroci, Mama, Manuganda; Gigi Mariani, Chiara Scarpitti, Stenia Scarselli, Angela Simone, Camilla Teglio, Caterina Zucchi. Susanna Baldacci utilizza da sempre, per i suoi gioielli, metalli preziosi ed ebano, spesso perle, ma negli ultimi anni questi materiali dialogano con il colore lavorando con resine e acrilici.

Manuganda di Manuela Gandini
Manuganda di Manuela Gandini

Nelle creazioni di Silvia Beccaria la definizione di “fibra” viene estesa sino ad includere prodotti industriali anonimi, marginali, come pvc, gomma, plastica, lattice, poliuretano. Caterina Crepax ha grande attenzione per il riciclo, utilizzando materiali di scarto come scontrini fiscali, bordi traforati dei fogli del computer o avanzi di lavoro delle tipografie. Corrado De Meo con il suo lavoro, affronta il tema della “Materia”: i suoi gioielli sono presenti nelle collezioni permanenti di Palazzo Pitti e della Fondazione Cominelli.

Mama di Petrini e Speranza
Mama di Petrini e Speranza

Maria Diana, architetto e designer di gioielli contemporanei che ha esposto al Victoria and Albert Museum (Londra), alla Pedrera (Barcellona) e al Mitsukoshi (Tokyo), utilizza per le sue creazioni materiali ceramici come il grès, la ceramica e la porcellana. Sabrina Feroci si esprime attraverso la pittura, la scultura e la grafica, mentre la ricerca di Manuela Gandini (brand Manuganda) unisce materiali non usuali quali il titanio, la gomma e il nylon a tecniche innovative come la modellazione 3D, la prototipazione rapida, il taglio chimico insieme alle tradizionali tecniche di oreficeria.

Gigi Mariani
Gigi Mariani

L’incontro tra Emy Petrini, floral designer, e Beatrice Speranza, fotografa, ha portato alla nascita del brand Mama votato a creare piccoli gioielli capaci di unire natura, design e fotografia. Gigi Mariani realizza le sue creazioni utilizzando anche antiche tecniche come l’applicazione in modo materico del Niello o la Granulazione oppure le ossidazioni. Le opere di Chiara Scarpitti si muovono verso una visione del design come punto di intersezione tra industria e artigianato, tecnologia e umanità.

Corrado De Meo
Corrado De Meo

Nei gioielli di Stenia Scarselli le forme tridimensionali e architettoniche potrebbero essere ingrandite per trasformarsi in vere e proprie sculture: argento e oro accostati a legno, in prevalenza ebano, perle e qualche diamante; il colore è presente solo sotto forma di smalto. Angela Simone  usa tecniche antiche come il “quilling” (è il gesto di arrotolare), carte di pesi e grammature differenti per realizzare perle sorprendenti.

Chiara Scarpitti
Chiara Scarpitti

Il materiale di partenza di Camiglia Teglio è il legno, perfetto link tra la carta ed il corpo alla ricerca di pattern e textures. Studiozero-Vetro è il marchio di gioielli realizzati attraverso la lavorazione a lume che da vita a pezzi unici in vetro: i pezzi di Caterina Zucchi sorprendono per gli accostamenti di colore.

Caterina Zucchi
Caterina Zucchi
Caterina Crepax
Caterina Crepax
Camilla Teglio
Camilla Teglio
Angela Simone
Angela Simone

1 commento

  1. Molto bravi…!


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