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Gioielli e Rubini Art Dèco al di sopra delle aspettative alle aste di Ginevra

A maggio i protagonisti assoluti delle meravigliose aste di gioielli di Ginevra sono stati i gioielli Art Dèco, tra cui anche una collana un tempo appartenuta a una persona dell’aristocrazia americana amica della Duchessa di Windsor, e pietre preziose di straordinaria rarità, in particolare rubini e smeraldi.

Molti lotti di gioielli presentati hanno di gran lunga superato le stime di partenza, soprattutto quelli con preziosi firmati dalle case di gioielli più rinomate e pietre preziose e diamanti colorati di estrema rarità.

Durante l’asta Christie’s del 15 maggio tenutasi al Four Seasons Hotel des Bergues il lotto più ambito conteneva un rubino di 22,86 carati di eccezionale rarità montato su un anello di Harry Winston.

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L’anello, che era stato di proprietà di una principessa, ha innescato un vivace meccanismo di offerte e controfferte al termine del quale l’anello è stato venduto ad un acquirente anonimo per 7,2 milioni di dollari, ben al di sopra della stima pre-vendita di 2-3 milioni!

Rahul Kadakia

Non è facile trovare rubini di grandi dimensioni” ha spiegato il banditore d’aste Rahul Kadakia a Preziosa Magazine in un’intervista dopo la vendita e ha commentato: “un rubino di circa 23 carati, taglio old-mine, provenienza reale, Harry Winston, tutti questi elementi creano la situazione perfetta per un’asta”.

Un’altra pietra preziosa che ha ottenuto grande successo è stato un diamante giallo con taglio a brillante di 118,05 carati che ha fatto registrare la cifra di 7,09 milioni di dollari, quasi il triplo rispetto alla stima stilata prima della vendita; “si tratta di un diamante davvero speciale“come ha commentato Kadakia, Responsabile capo dell’area gioielli di Christie’s a livello internazionale.

La vendita del prezioso, un’antica pietra con taglio a cuscino, è stata caratterizzata anche da un elemento personale: la pietra è stata acquistata dalla famiglia di Sam Abram, un importante esponente del commercio scomparso di recente, più precisamente dai suoi figli” e dopo la vendita la pietra è stata chiamata il Diamante SIBA, in onore dell’azienda di famiglia.

PERLE DI PRIM’ORDINE

Le perle sono state molto richieste durante l’asta, con un lotto d’eccellenza costituito da un magnifico sautoir di 110 perle naturali che si è aggiudicato un commerciante internazionale dopo una lunga battaglia tra offerenti alla cifra di 5,77 milioni di dollari, ben oltre i 2,5-3,5 milioni di dollari stimati prima della vendita.

Una cifra così importante è stata raggiunta grazie al connubio tra la provenienza d’eccellenza e la straordinaria rarità; come ha spiegato Kadakia “Sono dimensioni molto significative: le perle centrali hanno una dimensione di circa 15 mm, si tratta di perle naturali di acqua salata con una gradazione molto piccola” e questo ha sicuramente rappresentato una ventata di novità per il mercato.

Era di proprietà di una dama appartenente a una famiglia nobiliare, che ha tenuto in suo possesso le perle per molto tempo” e facendo riferimento alla rarità delle perle medesime Kadakia aggiunge “Stiamo parlando di dimensioni difficilmente disponibili sul mercato a causa dell’inquinamento degli oceani”.

Peter Reiter, gemmologo che per decenni ha seguito in prima persona le vendite di Ginevra, ha spiegato che si tratta di un sautoir eccezionale e non facilmente replicabile nell’imminente; ha concluso poi affermando che “Qualora dovesse tornare rapidamente sul mercato, faticherebbe a raggiungere lo stesso prezzo”.

PROVENIENZA REALE

Tra i fiori all’occhiello in termini di vendite non va dimenticato uno smeraldo estremamente raro e di provenienza reale. Si tratta dello Smeraldo Imperiale del Granduca Vladimir di Russia, una collana di smeraldi colombiani a forma di pera dal peso di 75,61 carati, presentata in una teca di vetro nella sala d’aste e venduta per 4,34 milioni di dollari, ben al di sopra della stima di 2,3-3,5 milioni.

Le pietre colorate della miglior qualità stanno tutte similmente registrando un rialzo nella quotazione (in termini di valore) quando sono di qualità comparabile” commenta Kadakia.

I pezzi firmati dalle case di gioielli più rinomate, come Van Cleef & Arpels, Cartier, Harry Winston e Bulgari, hanno portato a vendite dai prezzi straordinari.

Di prim’ordine la collana di diamanti e rubini firmata Van Cleef & Arpels che è stata battuta per 2,4 milioni di dollari, cifra di gran lunga superiore ai 400.000-600.000 dollari stimati; mentre il bracciale abbinato di diamanti e rubini sempre della medesima casa di gioielli si è aggiudicato 1,58 milioni di dollari, superando di 10 volte la valutazione stilata in precedenza.

Un’ampia selezione di rubini: rubini abbinati dal peso di circa 150 carati, di dimensioni perfettamente graduate, in antico materiale della Birmania, posti in una collana che porta la firma di Van Cleef & Arpels che venne probabilmente creata negli anni ’50 o ’60 in cui vi era abbondanza di materiale più fine da assemblare. Questo si che è un momento perfetto per un’asta” spiega Kadakia.

Tra i diamanti, da non dimenticare il JONKER V, un anello di diamanti con grado di colore D, dal taglio rettangolare e dal peso di 25,27 carati, di Harry Winston, battuto per 3,02 milioni di dollari rimanendo in linea con le stime.

Degno di nota è il lavoro del disegnatore contemporaneo JAR di istanza a Parigi che ha superato gli altri in termini di vendite; la collana multigemme firmata JAR (Joel Arthur Rosenthal) è stata battuta per la cifra di 380.000 dollari superando la valutazione di 100.000-150.000 dollari.

Al fascino che ruota attorno a questi preziosi sicuramente contribuisce il prestigio di JAR, così complesso da definire; come ci fa notare Kadakia “Provate ad andare a comprare qualcosa da lui. Provate ad andare al suo atelier (JAR sulla Place Vendome), suonare il campanello e vedere cosa succede. Non riuscirete a entrare! È questa l’aurea di prestigio di cui parlavo”.

ART DÈCO OLTRE LE STIME

Il 14 maggio all’asta Sotheby’s tenutasi al Mandarin Oriental sono stati venduti alcuni pezzi di Art Dèco a somme davvero eccezionali.

Il miglior lotto è costituito da una collana di smeraldi e diamanti risalente agli anni ’30 di proprietà di Helene Beaumont, una socialite americana e cara amica della Duchessa di Windsor, che è stata battuta per 3,6 milioni di dollari in linea con la stima di partenza, ma a più del doppio del prezzo raggiunto quando venne venduta per la prima volta all’asta nel 1994.

Se si pensa ai capolavori di gioielleria del 20° secolo, viene subito in mente l’Art Dèco” commenta David Bennett, banditore d’aste e presidente worldwide dell’area gioielli di Sotheby’s, che si era occupato della vendita della collana la scorsa volta subito dopo la Guerra del Golfo, un periodo difficile per il mercato delle aste.

Quando parla della collana, probabilmente attribuibile alla casa di gioielli Van Cleef & Arpels, la definisce una capolavoro che una volta indossato al collo “calza a pennello, come un guanto”.

Oltre alla “collana Beaumont” la serata ha fatto registrare il successo di altri gioielli Art Dèco.

Un set di orecchini con smeraldi colombiani taglio cuscino rispettivamente del peso di 17,01 e 17,71 carati in stile Art Dèco è stato venduto a 972.934 dollari e un bracciale di Cartier del 1933, in corallo e diamanti, ha raddoppiato la stima pre-vendita raggiungendo la cifra di 148.918 dollari.

Secondo Daniela Mascetti, presidente Europa dell’area gioielli Sotheby’s, i gioielli Art Dèco possono essere facilmente indossati seguendo le mode del momento e questo non fa altro che aumentare il fascino dei pezzi di maggior rilievo che risalgono agli anni ’20 e ‘30.

La provenienza è stata un fattore chiave nella vendita del diadema in diamanti di Fabergé a 434.346, ben al di sopra della stima di partenza; il diadema venne realizzato per il matrimonio dell’ultima principessa ereditaria di Prussia, la Duchessa Cecilie von Mecklenburg-Schwerin (1886-1954), in occasione delle sue nozze con il principe ereditario Guglielmo, figlio del Kaiser Guglielmo II, a Berlino nel giugno 1905.

Se l’è aggiudicato un collezionista che era alla ricerca di questa tipologia di diadema, non necessariamente proprio il Fabergé, ma un prezioso che fosse molto pulito, semplice, non ostentatorio e carico di fascino” aggiunge Mascetti.

Tra i diamanti, vale la pena menzionare la pietra a taglio brillante , tipo IIa, grado di colore D e dal peso di 36,57 carati che è stata battuta per 5,01 milioni di dollari, in linea con il valore stimato di 4,5-5,5 milioni.

Sempre del medesimo colore e di tipo IIa, il diamante a taglio step-cut del peso di 18,86 carati montato su un anello da Harry Winston ha ottenuto 1,45 milioni di dollari, andando ben oltre la stima di partenza di 800.000-1,2 milioni.

Un anello con diamante blu dal colore intenso e dal peso di 1,01 carati firmato Tiffany è stato venduto al prezzo di 700.000 dollari polverizzando quelle che erano le stime di 150.000-250.000 dollari, mentre la vendita di un anello con diamante rosa porpora di 7,56 carati non è andata a buon fine.

Nella categoria delle pietre preziose colorate sono i rubini a far registrare i risultati più sorprendenti.

Un anello di Bulgari, con un rubino da 5,14 carati circondato da diamanti ha raggiunto un prezzo di vendita di 1,69 milioni di dollari, battendo le stime che si attestavano a 1,25-1,35 milioni, mentre un paio di orecchini a clip con diamanti e zaffiri colorati di JAR è stato battuto per 150.000 dollari superando la valutazione pre-vendita di 80.000-125.000.

Come ci spiega Elke Berr, commerciante di pietre preziose con sede a Ginevra e regolare frequentatrice delle aste: “Le aste Magnificent Jewelry di Ginevra hanno beneficiato della vicinanza della seconda edizione della manifestazione GemGeneve, che ha attratto molti acquirenti in questa città” facendo riferimento a GemGeneve, la frequentatissima fiera dedicata al mondo dei gioielli e delle pietre preziose che si è tenuta al Palexpo, nei pressi dell’aeroporto di Ginevra, dal 9 al 12 maggio proprio prima dell’inizio delle aste.


Art Deco jewels and rubies outperform at Geneva auctions

 Art Deco jewellery, including a necklace once owned by an American socialite who was a friend of the Duchess of Windsor, and rare gemstones,  notably rubies and emeralds, were star lots at the Geneva magnificent jewelry auctions in May.

Many lots surpassed pre-sale estimates, especially signed jewels from high jewelry brands and extremely rare colored gemstones and diamonds.

The top selling lot at the Christie’s sale held at the Four Seasons Hotel des Bergues on May 15, was an extraordinarily rare ruby of 22.86 carats set in a ring by Harry Winston.

Attracting dynamic bidding, the ring, which was the property of a princess, sold for $7.2 million to an anonymous buyer, well above its $2.0-3.0 million pre-sale estimate.

Rubies are not easy to find in large sizes,” chief auctioneer Rahul Kadakia told Preziosa Magazine in an interview after the sale.

A ruby of almost 23 carats, old-mine cut, with royal provenance, Harry Winston – all of that put together, this is the perfect situation for an auction.”

Another strongly performing gem was a 118.05-carat yellow brilliant-cut diamond which achieved $7.09 million, almost triple its pre-sale estimate.

One very special diamond,” said Kadakia, Christie’s International Head of Jewelry.

An old cushion stone. There was a personal element in the purchase of the stone. It was purchased by the family of Sam Abram, an important member of the trade who passed away recently. This was a purchase made by his children.

The stone was named the SIBA Diamond after the sale, in recognition of the family company.

PROMINENT PEARLS

Pearls remained in high demand at the auction, with the top lot, an exceptional sautoir of 110 natural pearls, achieving $5.77 million, snapped up by an international trade buyer after a prolonged bidding battle, far exceeding its pre-sale estimate of $2.5-3.5 million.

A combination of exceptional provenance and rarity contributed to the lofty price.

Very large sizes: the central pearls were almost 15 mm in size, natural salt water pearls with very little graduation,” Kadakia said.

It was fresh to the market.

This was from a lady from a noble family, who had it for a long time.

Referring to the rarity of the pearls, Kadakia added, “These sizes you don’t see any more because of pollution in the oceans.“

Gemmologist Peter Reiter, who has tracked the Geneva sales in person for decades, said the result for the sautoir was exceptional and was unlikely to be repeated soon.

“If it came back to the market quickly, it would struggle to make this price again,” he said.

ROYAL PROVENANCE

A supremely rare emerald with royal provenance was another top performer.

The Imperial Emerald of the Grand Duchess Vladimir of Russia, a pear-shaped Colombian emerald necklace of 75.61 carats, which was presented in a glass showcase in the salesroom, sold for $4.34 million, well above its $2.3-3.5 million estimate.

Top quality color stones are all making the same sort of uptick (in value) if they are of comparable quality,” Kadakia said.

Signed items from high jewelry brands, such as Van Cleef & Arpels, Cartier, Harry Winston and Bulgari, notched up extraordinary sales prices.

One standout was a Van Cleef & Arpels Burmese ruby and diamond necklace, which sold for $2.4 million, several times its $400,000-600,000 estimate.

A matching Van Cleef & Arpels Burmese ruby and diamond bracelet fetched $1.58 million, around 10 times its estimate.

A big selection of rubiessome 150 carats of matched rubies in perfectly graduated sizes, old Burma material, in a Van Cleef & Arpels necklace which was probably created in the 1950s or 1960s when there was a greater abundance of finer material to put together. A perfect auction moment,” Kadakia said.

Among diamonds, the JONKER V, a rectangular cut, D color diamond ring of 25.27 carats, by Harry Winston, sold for $3.02 million, within its estimate. 

Paris-based contemporary designer JAR outperformed in the sale.

A multi-gem necklace by JAR (Joel Arthur Rosenthal) sold for a hammer price of $380,000, outstripping a $100,000-150,000 estimate.

JAR’s elusive cachet contributes to his appeal.

“Try and buy something from him. Try and go to the (JAR) shop (off Place Vendome) and ring the bell and see what happens. You can’t get in! That’s the cachet,” Kadakia said.

ART DECO OUTPERFORMS 

The Sotheby’s sale, held in the Mandarin Oriental on May 14, saw a number of Art Deco pieces sell for outstanding sums.

The top lot was a 1930s emerald and diamond necklace once owned by Helene Beaumont, an American socialite and close friend of the Duchess of Windsor, which garnered $3.6 million, in line with its pre-sale estimate and more than double the price achieved when it first sold at auction in 1994.

When you think of really great jewelry of the 20thcentury, Art Deco comes to mind,” said chief auctioneer David Bennett, Sotheby’s Worldwide Jewellery Chairman, who also sold the necklace the last time, a difficult period in the auctions market just after the Gulf War. 

He referred to the necklace, possibly created by Van Cleef & Arpels, as a masterpiece, which “fits like a glove” around the neck.

In addition to the “Beaumont necklace”, the evening saw a number of further strong results for Art Deco jewels.

Set with cushion-shaped Colombian emeralds weighing 17.01 and 17.71 carats respectively, a pair of earrings in the Art Deco style sold for $972,934.

Created by Cartier in 1933, a coral and diamond bangle doubled its pre-sale estimate to sell for $148,918.

Daniela Mascetti, Sotheby’s Chairman Jewelry, Europe, said that Art Deco jewelry can be worn easily alongside today’s fashions, increasing the appeal of the most remarkable pieces from the 1920s and 1930s.

Provenance played a big part in the sale of a Faberge diamond tiara for $434,346, which was comfortably above its estimate.

The tiara was made for the wedding of the last Crown Princess of Prussia, Duchess Cecilie von Mecklenburg-Schwerin (1886-1954), on the occasion of her wedding to Crown Prince Wilhelm, son of Kaiser Wilhelm II, in Berlin in June 1905.

“It has gone to a collector who has been looking for that kind of tiara –– not necessarily Faberge, but very clean, simple, not ostentatious and with a lot of charm,” Mascetti said.

Among diamonds, a 36.57-carat D color, Type IIa brilliant-cut stone sold for $5.01 million, within its $4.5-5.5 million estimate.

Boasting the same color and Type IIa, an 18.86-carat step-cut diamond mounted as a ring by Harry Winston fetched $1.45 million, well above its $800,000-1.2 million estimate.

A fancy intense 1.01-carat blue diamond ring by Tiffany sold for a hammer price of $700,000, smashing its $150,000-250,000 estimate, while a 7.56-carat fancy purplish pink diamond ring failed to sell.

Among colored gemstones, rubies scored impressive results.

A ring by Bulgari, featuring a ruby of 5.14 carats surrounded by diamonds, sold for $1.69 million, beating its $1.25-1.35 million estimate.

A pair of colored sapphire and diamond ear clips by JAR sold for a hammer price of $150,000, surpassing a pre-sale estimate of $80,000-125,000.

The Geneva magnificent jewelry auctions benefited from the proximity of the second edition of GemGeneve, which brought more buyers here,” said Elke Berr, a Geneva-based gems dealer who regularly attends the auctions.

She was referring to GemGeneve, a well-attended gems and jewelry trade show held at Palexpo, near Geneva airport, from May 9-12, just before the auctions.

 

 


1 commento

  1. Fabio Rossini says:

    Complimenti! Non ho mai letto un post così esaustivo, specifico aggiornato ed interessante!


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