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Gioielli d’Italia, l’Italia s’è desta

Isabella Hund

In un momento il cui l’attenzione è concentrata sull’Italia e i suoi requisiti, sono tante le riflessioni che il pensiero italiano induce a fare. Quali sono gli elementi che possono essere “riconosciuti” al modo italiano di fare ricerca nel gioiello contemporaneo? Esiste un approccio cosiddetto italiano che abbia una netta impronta d’identità nazionale? E’ quello su cui s’interroga e prova a dare una sua versione la mostra “New Directions on Italian Contemporary Jewellery, Galerie Isabella Hund- Schmuck, Monaco dal 18 marzo.

I tratti della ricerca italiana, dall’aspetto tecnico alla fase creativa del gioiello con tecniche antiche reinterpretate saranno oggetto di questa mostra. Accomunati da una formazione tecnica tradizionale, svolta presso il dipartimento di oreficeria di un istituto d’arte oppure presso laboratori orafi, i nove artisti partecipanti si confrontano principalmente con l’oro e l’argento, con i quali elaborano la struttura del pezzo. Emergono così i caratteri peculiari delle singole personalità, elaborando un proprio discorso sul gioiello. Nei gioielli di Adrean Bloomard e nelle costruzioni di Fabrizio Tridenti appaiono scenari deflagrati, compressi, magmatici da archeologia industriale. L’oro come materia malleabile è il protagonista dei pezzi di Patrizia Bonati, che lo plasma per creare gioielli interscambiabili: un orecchino può essere indossato anche come spilla, una collana può diventare un bracciale; nei lavori di Lucia Davanzo sempre l’oro ma anche l’argento ossidato, sotto forma di filo, coesistono per accentuare il loro contrasto cromatico. La composizione costituita da elementi che si ripetono con sottili variazioni, caratterizza i pezzi di Elisabetta Dupré, mentre giochi di rispondenza formale animano i lavori di Maurizio Stagni. L’arte è dialogo tra la matericità di resine colorate e gli interventi segnici sul metallo di ossidazioni e polvere d’oro nei gioielli di Maria Rosa Franzin. L’importanza della materia si riscontra nelle spille Ciottoli di Stefano Zanini, che appaiono incentrate su natura – artificio, sia negli anelli di Rita Marcangelo dove spicca il rapporto fra rigidità e leggerezza.

ADREAN BLOOMARD. Collana, oro, rame, smalti 2009
Elisabetta Dupré. Collana,argento,oro, 2008
FABRIZIO TRIDENTI. Anello, alluminio, pittura acrilica 2010
LUCIA DAVANZO Orecchini, oro, nylon, ossidazione 2007
MARIA ROSA FRANZIN Spilla, oro 999, argento, resina 2010
MAURIZIO STAGNI Spilla, argento, stampa su seta, 2010
PATRIZIA BONATI Spilla, oro, smalti, 2008
RITA MARCANGELO Anelli, argento, seta bruciata, acrilici 2009
STEFANO ZANINI Spille, argento, oro bianco 2010

1 commento

  1. eliot says:

    bellissime opere, eccezionali


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