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Gioielli del Novecento, l’ultima fatica di Alba Cappellieri

Pendente Sylvia, 1900, Henri Vever

Il gioiello e le sue mutazioni, tra culture differenti e sbrigliate fantasie, dagli inizi del ‘900 ad oggi, dagli Stati Uniti all’Italia passando per la Francia, la Russia, l’Inghilterra, la Germania, l’Olanda e i Paesi del Nord.

Alba Cappellieri, professore associato alla Facoltà di Design del Politecnico di Milano nonché responsabile del Laboratorio di Design del Gioiello e direttore del Corso di Alto Perfezionamento di Design del Gioiello, compie un lunghissimo viaggio nel mondo orafo dall’Art Nouveau al design contemporaneo in Europa e negli Stati Uniti, incontrando le interpretazioni di Lalique, Vever, Fouquet, Cartier, Boucheron, Tiffany, Mario Buccellati, Fabergé, Van Cleef & Arpels, Bulgari fino a toccare il gioiello contemporaneo. Le storie del gioiello -e non una sola storia, come si è tenuto a sottolineare nell’introduzione- in una ricca galleria di immagini felicemente descritte da didascalie tecniche e glossario. Il prestigioso volume, di 248 pagine, è presentato in tre differenti edizioni: italiano, francese ed inglese. Skira editore.

Spilla libellula, 1904, Tiffany & Co. su disegno di Louis Comfort Tiffany

Braccialetto Gufi, 1900-1901, René Lalique

Ornamento per capelli, 1902, Cartier

Uovo dell'incoronazione, 1897, Mikhael Perkhin per la manifattura Carl Fabergé

Collana, 1967-1968, Bulgari

Spilla American Flag, 1900-1910, Tiffany & Co.


1 commento

  1. Coppola Luigi says:

    Tutte le immagini dei gioielli pubblicate (Bulgari – Cartier – Tiffany ecc. ecc.) confrontate con gli oggetti realizzati oggi dalle stesse case dimostrano che mani ( Artigiani) come quelle di allora non ve nesono più!!!!!!!sia nella creazione che nelle finiturer degli oggetti. Il perchè di tutto ciò é semplice da capire , oggi vi sarebbero ancora elementi con quste doti (creatività – manualità – ecc. ecc. )ma non vi sono le condizioni economiche per poterli portare ai livelli dell’Artigiano 900 !!!! ne il personale atto (e molto scarso !!) all’insegnamento perchè non pagato dalle grandi Aziende che non hanno voluto investire in questo senso e perchè le stesse negli anni passati si sono preoccupate di sezionae tutta la trafila di questo mestiere riducendo quindi un operaio che viene chiamato orafo capace solo o di disegnare (cosa già rara ) o solo di saper fondere e saldare o solo di sapere incastonare o solo di sapere lucidare e pulire gli oggetti e quasi nessuno a traforare mentre (a mio modesto parere) si dovrebbe chiamare ORAFO colui che tutte queste cose le deve sapere fare da solo !!!!!e per arrivare a tutto ciò non bastano i 3 anni di apprendistato!!!! .Per di più non credo che questa categoria si debba catalogare(senza nulla togliere a questo) nel settore dei metalmeccanici sia per il contratto di lavoro che per il resto che non voglio stare ad annoiare .


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