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“Gioielli all’Opera”

Un’esperienza di collaborazione che è nata con Mine Vaganti quando ho chiesto alcuni gioielli. Dopo è proseguita con Aida, un’Aida di sabbia, arcaica, dove occorrevano gioielli volutamente imperfetti, mi sono rivolto a lui e adesso sono felice, sono molto contento del risultato.”

Ho lavorato a lungo sulle pietre naturali graffiandole e rompendole ulteriormente per ricavarne l’effetto desiderato, per farle assomigliare a reperti archeologici, ma con una linea nuova. Da quando conosco Ozpetek mi sento più sicuro perché la mia arte è riconosciuta da un maestro del suo calibro, questo vale per me come stimolo a fare ancora.

A parlare Ferzan Ozpetek e Gianni De Benedittis, rispettivamente regista dell’opera di Giuseppe Verdi, e l’artista orafo che ha realizzato i gioielli di scena ora in mostra presso il Castello Carlo V di Lecce sotto il titolo “Gioielli all’Opera”. Il vernissage è stato un gran successo di critica e di pubblico, una serata cultural-glamour che ha visto la partecipazione di oltre 1500 spettatori e di tantissime personalità tra cui il sindaco Paolo Perrone, lo stesso Ferzan Ozpetek e tanti vip accorsi per ammirare queste originali opere di artigianato orafo. Coralli, madrepore, agate ed ematiti sono le materie scelte da De Benedittis che nell’insieme hanno generato un importante impatto estetico, specialmente i pettorali di Amonasro, Aida e Amneris che ha impreziosito ulteriormente con lapislazzuli e turchesi. L’allestimento di Alessandro Giuri, exhibit designer, ha saputo enfatizzare l’eleganza suggestiva dei pregiati lavori esposti, il tocco di punta si è avuto nell’ultima sala dove i bracciali in ottone e rame dei sacerdoti egizi sembrano danzare intorno alla grande piramide centrale, capovolta nel “cubo-tomba” di Radamès e Aida, sormontato da due angeli appartenuti a Carmelo Bene. La mostra resterà aperta fino al 3 luglio 2011.


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