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Gioiellerie ripartenza lenta, ma qualche piccola cosa si muove

Pino Aquilino, presidente Federpreziosi: ”L’importante adesso è che la gente si riabitui ad entrare nei nostri negozi”.

«Siamo in prima, speriamo prima o poi di mettere la quinta». Si riassumono nelle parole di Lorenzo Barducci, titolare dell’omonima gioielleria di Firenze, le prime settimane di riapertura dei dettaglianti orafi italiani post-lockdown. Una ripartenza senza il turbo, per restare nella metafora motoristica, ma in molti casi lievemente migliore di quanto ci si aspettasse.

“Chi aveva qualche ordine in sospeso è venuto, ma non abbiamo avuto clienti nuovi, perché le persone purtroppo hanno altre cose a cui pensare”.

Lorenzo Barducci

«Per ora – continua Barduccichi aveva qualche ordine in sospeso è venuto, ma non abbiamo avuto clienti nuovi, perché le persone purtroppo hanno altre cose a cui pensare. Quello che si può prevedere è un ritorno alla sostanza, all’acquisto non tanto di gioiello moda, ma volto anche a capitalizzare il denaro speso. Al momento c’è il lavoro quotidiano e se la clientela più anziana non si fida ancora a venire, magari andiamo noi a prendere o a portare le riparazioni. Ci si dà da fare, ma appunto per ora siamo in prima».

Uno scenario non molto differente da quello dei suoi colleghi del resto d’Italia, ognuno con le proprie peculiarità legate al territorio più o meno turistico o toccato dal virus.

“Qualcuno passa per riparazioni o cambi di pila oppure perché ha un evento, ma non c’è la fila, anzi”.

Angelo Cielo

Situazione critica in centro a Milano, nella regione più fortemente colpita. «Il calo non solo nella gioielleria ma un po’ in tutti i settori è tra il 70 e l’80% – spiega Angelo Cielo, di Cielo 1914, che affaccia proprio su piazza Duomo – Qualcuno passa per riparazioni o cambi di pila oppure perché ha un evento, ma non c’è la fila, anzi. Il nostro cliente è per il 65% il turista straniero e adesso non ce ne sono. La prima domenica abbiamo tenuto aperto, ma non lo rifaremo, perché il ponte sarà sfruttato per andare nelle seconde case sul lago». E il problema, ovviamente, restano i pagamenti. «Il Comune ci ha spostato gli affitti a fine settembre, ma finora non ha ridotto nulla. Se la situazione non cambia, come li pagheremo? E anche dal Governo non abbiamo visto un centesimo. Intanto con i grandi gruppi stiamo facendo piani di rientro per la merce comprata fino a marzo e faccio venire i dipendenti a rotazione. Siamo qui per fare esposizione e se siamo fortunati entra qualcuno. C’è quasi più vita nei quartieri periferici, dove la clientela è quella locale».

“Stiamo facendo orario ridotto e abbiamo attuato tutte le misure di sicurezza, a partire dal plexiglass e i clienti si adeguano”

Andrea Sangalli

Sempre all’ombra della Madunina, Andrea Sangalli, che è anche presidente dell’Associazione orafa lombarda, non si discosta molto. «Tendenzialmente la clientela viene a fare o ritirare riparazioni. Abbiamo avuto un paio di vendite importanti, di cui una programmata. Stiamo facendo orario ridotto e abbiamo attuato tutte le misure di sicurezza, a partire dal plexiglass e i clienti si adeguano. Sono consapevoli che si tratta di un nuovo inizio e che potrebbero esserci orari differenti, ma questo non dà problemi. Come dico ai miei colleghi è un momento difficile, e dobbiamo essere vigili ma non angosciati».

“È stata una ripartenza positiva, pensavo peggio invece le persone sono arrivate”

Stefano Soprana

Restando al nord, vede il bicchiere mezzo pieno Stefano Soprana, dell’omonima gioielleria nel cuore di Vicenza. «È stata una ripartenza positiva, pensavo peggio invece le persone sono arrivate. Una parte sono stati quelli che avevano commissionato riparazioni, ma c’è stato anche chi è venuto per fare o farsi un regalo. Per le misure di sicurezza ci siamo affidati alle indicazioni date dalla categoria, con l’unica differenza rispetto agli altri settori del riconoscimento facciale. Ci vorrà un po’, ma credo che presto ci abitueremo alla mascherina e ho visto le persone molto attente e disponibili».

Nell’area di Roma Nord, dove c’è più disponibilità economica è andata meglio, nelle altre zone e in provincia è stata più critica”

Tiziano Tomba

A Roma la situazione è a due facce, come spiega Tiziano Tomba, delle gioiellerie Liguori, che tra città e provincia contano sei negozi. «La ripresa è stata differente a seconda del punto vendita. Nell’area di Roma Nord, dove c’è più disponibilità economica è andata meglio, nelle altre zone e in provincia è stata più critica. Durante la chiusura, poi, ci siamo un po’ difesi con l’e-commerce, che non si è fermato neanche ora. Un elemento chiave, però, è l’approccio: dopo due mesi di stop in cui siamo stati tutti martellati dalla negatività abbiamo lavorato sul cliente, chiamando quelli fidelizzati e abbiamo avuto un buon successo. Le persone hanno voglia di parlare e di tornare in negozio e non hanno problemi per le misure di sicurezza, anzi è stato tutto abbastanza naturale». Insomma, la carica per guardare avanti non manca. «Ci chiedevamo se sarebbe entrato qualcuno, quindi comunque è meglio delle aspettative, poi sappiamo che è una situazione senza precedenti. Bisogna potenziare la ricerca dei clienti e non smettere di investire, pur con oculatezza, già prima il settore non brillava, dobbiamo rimboccarci le maniche e chi lo fa può strappare un incasso accettabile».

“Dubito che prima di settembre si muoverà qualcosa. Sono sempre stato ottimista, ma adesso è difficile e non ci aiutano”

Marco Astrologo

Marco Astrologo, dell’argenteria omonima, non vede una ripresa a breve. «Il nostro negozio ha accessi aperti e la gente entra più facilmente, ma purtroppo stiamo facendo molto poco.  Le persone hanno ancora paura e tra smart working e figli a casa escono poco. Noi siamo in una zona di uffici, che è svuotata e inoltre ci sono saltati sia le bomboniere che i regali per battesimi, comunioni, cresime e matrimoni. Dubito che prima di settembre si muoverà qualcosa. Sono sempre stato ottimista, ma adesso è difficile e non ci aiutano. Forse noi commercianti dovremmo protestare tutti assieme».

“Mancano le cerimonie e la situazione generale non fa pensare a numeri positivi, ma apprezziamo che qualcosa si muova”

Mario Bartucca

Al sud sta per riaprire Mario Bartucca, di Bartucca Gioielli nel Vibonese. «Il Covid ci ha trovati all’inizio di una ristrutturazione e ha impedito alle maestranze di lavorare, quindi ripartiremo dal 3 giugno, ma durante i lavori le persone ci hanno comunque chiamati. Mancano le cerimonie e la situazione generale non fa pensare a numeri positivi, ma apprezziamo che qualcosa si muova, anche solo per batterie e riparazioni, perché testimonia che le persone non possono comunque fare a meno di noi».

“Bisogna ricreare movimento, far rivivere le vie e le piazze, aprendo non tanto con l’idea di fare affari, ma di far rivivere il territorio”

Giovan Giuseppe Lanfreschi

Chi soffre l’assenza di turisti è Giovan Giuseppe Lanfreschi, della Gioielleria Lanfreschi di Ischia. «Di solito in questo periodo Ischia è già piena di villeggianti – sottolinea – Ma con la confusione che si è creata a causa delle partenze scaglionate era comunque importante riavviare i motori e farci rivedere, pur consapevoli che non ci sarebbe stata la fila ad aspettarci. Bisogna ricreare movimento, far rivivere le vie e le piazze, aprendo non tanto con l’idea di fare affari, ma di far rivivere il territorio. La nostra isola fa il 65% di presenza turistica della Campania, tra poco dopo le diffidenze iniziali potrà ripartire anche il turismo termale, speriamo qualcosa arrivi, perché questa è stata una guerra e anche chi non ha subito conseguenze economiche e può permetterselo, nell’incertezza prima di togliersi uno sfizio ci pensa».

“Per noi, come anche per i colleghi che ho sentito, la prima settimana è stata tragica, mentre la seconda è andata meglio”

Giuseppe Aquilino

A Bari, infine, ha invece già riaperto Giuseppe Aquilino, titolare della gioielleria omonima e presidente nazionale di Federpreziosi. «Per noi, come anche per i colleghi che ho sentito, la prima settimana è stata tragica, mentre la seconda è andata meglio. Per la sicurezza, come associazione avevamo tracciato delle linee guida alle quali i negozianti si sono adeguati e non ci sono stati problemi. Al nord ho avuto segnali più positivi rispetto al centro sud ma non dobbiamo aspettarci grandi cose, ma accontentarci. L’importante adesso è che la gente si riabitui ad entrare nei nostri negozi».


1 commento

  1. Pasquale Pignatelli says:

    Abbiamo attuato le misure di sicurezza con l’apprezzamento dei nostri clienti, Chi aveva qualche ordine effettuato precedentemente è venuto puntualmente all’apertura a ritirare.
    Clienti entrano per riparazioni, cambi di batterie oppure qualcuno ha un evento da fare un regalo.

    PASQUALE PIGNATELLI GIOIELLI -Ostuni-


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