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Gioiellerie italiane, sempre più spazio al bijou

Giuseppe Aquilino (Federpreziosi): “È giusto sperimentare nuovi prodotti”. Cristian Preiata (Homi): “Ci candidiamo a diventare la casa del Bijoux”

Vetrina gioielleria

Due prodotti complementari, la gioielleria preziosa e il bijou firmato. Due oggetti dalle anime differenti che rispondono a esigenze diverse, di frequente avvertite dalla stessa persona in base all’occasione per sfoggiarli, al modo in cui si sente, al messaggio che vuole trasmettere. Una tendenza ben fotografata da una recentissima indagine di Euromonitor International, che esplora la passione degli italiani – più viva che mai – per gli oggetti che adornano il corpo e completano l’immagine.  Uno studio che racconta una ripresa del mercato, con acquisti di gioielli e orologi d’alta gamma in crescita del 3% nel 2015, con una attrazione sempre più marcata per i “bijoux” firmati, grazie al buon rapporto prodotto-prezzo. Un segmento in espansione tanto da spingere molti produttori di gioielleria a esplorare con linee complementari anche questo nuovo prodotto.

aquilinoUn fenomeno nuovo, guardato con interesse anche dalle gioiellerie. “Molti negozi si stanno approcciando con crescente interesse a questo prodotto – spiega Giuseppe Aquilino, (in foto a sinistra), presidente di Federpreziosi Confcommercio, la federazione che riunisce a livello nazionale dettaglianti, grossisti, rappresentanti, commercianti di pietre preziose, artigiani e fabbricanti -. È qualcosa di nuovo, che guardiamo con curiosità: a gennaio, a VicenzaOro, presenteremo una indagine sull’andamento delle vendite natalizie che forse potrà dirci qualcosa in più sulla quota di mercato coperta da questa fascia di oggetti”.

Il bijou è dunque un prodotto attraente: non sostituisce il gioiello, ma risponde a una necessità diversa. “Oggi c’è l’effetto moda – prosegue Aquilino -: la donna vuole apparire e mostrarsi in modo nuovo, essere colorata senza spendere cifre eccessive. Se il mercato risponde in modo positivo, il dettaglio è pronto ad ascoltare questa nuova esigenza. Quando il settore affronta un momento di difficoltà la soluzione è cercare di sperimentare il più possibile, essere aperti e confrontarsi”.

Che il gioiello-moda acquisti fette di mercato in aumento è testimoniato anche dalla crescente attenzione che il comparto fieristico gli presta. È il caso, per esempio, di HOMI Milano, il Salone degli stili di vita che da quattro edizioni ha suddiviso, con un nuovo concept espositivo, la propria offerta merceologica in dieci satelliti, uno dei quali è “Fashion&Jewels”.

Cristian PreiataAl suo interno, un numero sempre in aumento di aziende orafe che sperimentano il bijou di fascia medio-alta, un prodotto sempre più sofisticato e originale. “Il nostro obiettivo è quello di diventare la Casa del Bijoux – spiega Cristian Preiata, Exhibition Director HOMI (in foto a destra) -: il mercato è cambiato e oggi il cambiamento dei gusti e delle aspettative ha trascinato in questa nuova era anche il punto vendita al dettaglio. Il bijoux di fascia alta e medio-alta ha come luogo privilegiato di destinazione, crediamo, le vetrine delle gioiellerie”.

Due interi padiglioni di HOMI dedicati al segmento, con un numero di aziende che, a inizio 2016 (dal 29 gennaio al 1° febbraio), toccherà quota 500, quasi il 30% dell’intera manifestazione. Spazio espositivo ma anche iniziative mirate: HOMI SPERIMENTA, nata come sezione unica per i giovani designer e oggi sdoppiata in due anime, quella del bijoux e quella dell’accessorio moda; la selezione di bijoux partecipanti al contest Artistar Jewels e il secondo capitolo della mostra dedicata alla storia del bijoux, a cura di Alba Cappellieri e Lino Raggio, che questa volta esplora l’arco temporale della bigiotteria italiana tra gli anni Ottanta e il Duemila.

“Non abbiamo ancora dati certificati ma il mood è evidente e si sta consolidando – prosegue Preiata -: a HOMI la presenza dei dettaglianti è in crescita, e questo ci dice che l’attenzione esiste. La richiesta c’è, il gioielliere risponde e le aziende presenti a HOMI sono in grado di soddisfare la domanda. Un risultato frutto di un lungo lavoro  per intercettare una esigenza nuova, che stiamo portando avanti in Italia, ma anche nelle declinazioni di HOMI all’estero. Come per esempio negli Usa, mercato tornato ad una crescita a doppia cifra: a maggio saremo presenti alla International Contemporary Furniture Fair di New York con una formula che possa rispondere alle richieste dei buyer statunitensi. Cosa ci chiedono? Arredo e design italiano, ma sempre più spesso anche accessorio made in Italy”.


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