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Next 2018:Gioielleria? Il futuro è bio

Si chiama “biojewellery” il nuovo trend della bio-creazione in laboratorio di quelli che sono i materiali per i più preziosi accessori e amici delle donne, i gioielli


Tutto questo è emerso durante Next, conferenza internazionale su design e creatività organizzata a Milano da Altagamma presso la Triennale dove figure di spicco e importanti nomi del design Italiano e straniero si sono confrontati su quali saranno le tendenze e i temi del prossimo futuro.

Quando si pensa al design si pensa a un’idea, ad un progetto che diventa realtà: è infatti il linguaggio che anticipa il futuro, che crea qualcosa di appropriato per il domani.

A tal proposito, partendo dai saluti tra Giuseppe Sala, Andrea Illy e Stefano Boeri è risultato immediatamente chiaro come il design non riguarda più solo le interazioni fisiche tra corpo e materia, ma anche, e soprattutto, riguarda l’interazione col tempo. Il design è l’essenza della nostra epoca, è un ecosistema prezioso che ci richiede di essere aperti verso il cambiamento, di pensare a cosa verrà “dopo”.


Alla scoperta delle nuove tendenze


Ma parliamo ora di tendenze: Andrea Bell e Lisa White, WSGN azienda di ricerca dei nuovi trend con base a Londra, hanno evidenziato, nel loro intervento, quelle che saranno le principali tendenze nel mondo del design come “the Luxe of less” ossia la ricerca del semplice, dell’essenziale, o il Bio-facturing, cioè quel ramo che sta nascendo e si sta sempre più espandendo sulla creazione di materiali da coltivazioni in laboratorio, passando per le “Collaborazioni improbabili” tra moda e altri rami del design o della scienza, alla “The new consumer voices” che dichiara a gran voce la volontà dei clienti di essere “ascoltati” concludendo con “The future is emotion”, “Positive disconfort” e all’ ”All inclusive design”.

Andrea Bell - WGSN
Andrea Bell – WGSN

Grazie alla realtà sempre più multidimensionale, ci sono immense opportunità di diversificazione e di influenza tra di differenti settori.

Tutto sarà sempre più connesso al consumatore finale ad un livello sempre più personale, e in senso più ampio ad un livello prettamente sociale e ambientale, come una sorta di “altruismo attivo”, pensando al progetto e alla sua realizzazione in modo più intelligente e consapevole, non necessariamente nuovo. Inoltre un’attenzione sempre maggiore ai problemi ambientali e alle condizioni in cui viviamo porterà a un approccio improntato sul benessere ed il confort, con una forte attenzione alla filiera di produzione ed ai materiali usati, il meno impattanti possibile a livello ambientale.

Supportare l’attivismo dei propri consumatori risulterà un elemento fondamentale per il successo del brand, in quanto i futuri clienti non guarderanno solo al prodotto, ma più all’immagine di insieme, spesso acquistando in modo più consapevole oggetti ed accessori che possano avere una durata nel tempo, piuttosto che rivolgendosi alla “fast fashion“.

I brand dovranno quindi avere un occhio di riguardo ai concetti di rigenerazione o riutilizzo di ciò che già esiste. Il passato rimane una componente importante, ma nel futuro si prospetta sempre di più attenzione al valore del tempo e dell’agire bene nel proprio tempo.

Lisa White - WGSN
Lisa White – WGSN

Diamante sintetico, la risposta del mondo del gioiello al bio facturing


Un altro tema importante è il bio facturing e, come ha sottolineato Suzanne Lee, la capacità dell’uomo di non prelevare o deturpare ulteriormente quello che è l’ambiente esterno ed il mondo naturale, ma piuttosto riuscire a creare dal “nulla”, e per nulla si intende creare pellami, pietre preziose, materiali e tessuti da DNA, funghi, colture di batteri ed altri processi di laboratorio.

Al riguardo anche il mondo del diamante sintetico è visto come uno dei principali trend nel gioiello, e lo è già oggi, dove l’etica è la chiave fondamentale, seguita dalla perfezione e dalla cura della pietra, congiunti alla possibilità di avere inoltre costi minori sul mercato, senza intaccarne la durevolezza o la bellezza.

Dall’uso della macchina nasceranno i “materiali della nuova economia”, con delle soluzioni che avrebbero potuto sembrare quasi da “poteri soprannaturali” e che invece ad oggi risultano essere opzioni più che valide in molti settori del Design e del Lusso (come la Falabella proposta da Stella Mcartney con l’utilizzo di una pelle derivante dai funghi o Adidas che presenterà sul mercato delle scarpe da ginnastica fatte interamente da un filato prodotto in laboratorio partendo dal DNA della seta del ragno ecc).


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In futuro l’acquisto sarà sempre più un’esperienza emozionale


La Moda, l’accessorio, secondo WSGN per i consumatori del futuro, la “generazione M” sarà più un lifestyle che un trend. Inclusività sarà la parola chiave del futuro del lusso, i giovani consumatori vorranno essere invitati a ballare durante il party, non essere semplicemente invitati al party, vorranno essere resi partecipi e la moda sarà sempre più attenta a fornire loro la possibilità dell’espressione di se stessi. Sia il CEO di Bally che Bizzarro, CEO di Gucci, confermano che il futuro sarà del Lusso inclusivo piuttosto che esclusivo, che le persone vorranno essere ricordate.

Si cerca la passione, il coinvolgimento, fin dall’esperienza in boutique, si devono trasmettere emozioni positive, bisogna far sentire il cliente e i dipendenti parte di un disegno più grande in cui tutti possano partecipare attivamente, cercando sempre di più contenuti e valori dietro il prodotto. “Nelle nostre boutique vogliamo commessi che vogliono essere ricordati – ha dichiarato Bizzarro”.

Marco Bizzarro - Gucci
Marco Bizzarro – Gucci

Un altro punto su cui è importante soffermarsi è la questione del digitale, si è sempre più spinti dentro quest’era dove tutto ormai passa dal tecnologico che, per antitesi, si sta cominciando a cercare la parte reale, tattile ed emozionale delle cose. Questo porterà nel futuro alla ricerca di materiali che seguiranno per esempio il proprio stato emozionale mutando in base ad esso, o all’uso sempre maggiore di texture tattili o alla creazione di sensazioni fisiche grazie ai materiali.

Il futuro è ancora emozione, esperienze che creino empatia, i consumatori compreranno sempre più rispetto al proprio mood ed a come un determinato acquisto li farà sentire più che per l’oggetto in sé.

Anche nel gioiello si cercherà una storia, un significato più profondo del mero ornamento, qualcosa che dia un valore intrinseco all’oggetto stesso e a chi lo indossa. Si spingerà sull’acceleratore per superare i limiti attuali della produzione e del Design e si cercheranno alternative ecologiche ed ecosostenibili per il mondo dei materiali e delle filiere produttive. Questo concetto è stato chiamato “clean consuption”, e sta a sottolineare l’intelligenza emotiva del cliente del futuro, che farà sempre più scelte etiche e sostenibili. Scelte che saranno anche di tendenza, di riutilizzo e di ricerca di nuovi materiali a impatto ambientale zero. I materiali cambieranno, non sarà più solo la loro preziosità a dare valore al gioiello, ma saranno sempre più materiali di nuovo utilizzo e creazione quelli che interesseranno le generazioni future e che andranno ad affiancare i classici “preziosi”.

La parte estetica sarà comunque una componente fondamentale, in parallelo però all’uso e all’attenzione per tutto quello che è la salute soggettiva e della società. Le nuove generazioni hanno uno sguardo ottimistico nei confronti del futuro, riscrivendo però le regole del lusso e del consumismo, non dando più attenzione solo all’oggetto. Viviamo in un mondo digitale che cambia in modo veloce e continuo, dove la moda è invasa dal design e dove il vero cambiamento, come sostengono sia Starck che Bizzarro, sta nella capacità delle compagnie di relazionarsi ai consumatori ed al futuro in modo diverso, riscrivendo le regole del lusso e della produzione rispetto al passato. Servono persone di talento, serve stimolarle e soprattutto si deve lasciar loro la libertà di espressione della propria creatività, incoraggiando le possibilità di subire influenze anche da settori esterni al design.

Il design, l’ingegneria, la scienza e l’arte saranno campi di lavoro sempre più interconnessi e che si influenzeranno in modo sempre maggiore tra di loro. Un altro importante tema affrontato nei diversi dibattiti è stato quello dell’influenza occidentale sulle compagnie e sui prodotti orientali.


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Nipa Doshi e John Jay parlano infatti della voce dei nuovi consumatori, sottolineando come sia importante in un momento storico come il nostro, non dimenticare le origini e le tradizioni, unendo sempre più le capacità artigianali e il saper fare artigiano delle arti più antiche con la macchina, intesa come strumento di produzione. Bisogna amare le tradizioni, la propria storia e la propria cultura guardando però al presente e senza farsi influenzare eccessivamente dalle tendenze della massa, in quanto i consumatori del futuro saranno spesso portati a cercare prodotti di nicchia che li faranno sentire unici.

Infine si sottolinea l’importanza dei nuovi mercati e della fidelizzazione del cliente, dove le parole chiave saranno: diversificazione, senso etico e creatività, con il concetto di bellezza e benessere scritto a caratteri cubitali dietro ad ogni proposta di design.

L’esperienza di Next ha fornito un ampio scenario per sottolineare e comprendere meglio quello che saranno i trend e le visioni del design del futuro, per capire più in profondità come la realtà di oggi si modificherà per una nuova visione del design e delle sue regole, della moda e del futuro dei materiali e del gioiello.

 

 

 


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