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Giappone-Ue, da oggi in vigore l’accordo di libero scambio

Saranno quasi totalmente abbattuti i dazi commerciali tra il Vecchio continente e il paese asiatico che insieme rappresentano un terzo del Pil mondiale

accordo ue giappone Juncker, Tusk e Abe-min
da sinistra: Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il premier giapponese Shinzo Abe e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, alla firma dell’accordo lo scorso luglio

Si aprono nuovi scenari per i rapporti commerciali tra Europa e Oriente: entra oggi in vigore l’accordo di libero scambio, EPA – siglato a luglio dopo anni di trattative e ratificato a dicembre – tra Ue e Giappone che, insieme, rappresentano un terzo del Pil mondiale. Un accordo che si pone in controtendenza rispetto ad altre spinte protezionistiche che riguardano gli altri colossi dell’economia mondiale, Usa e Cina. In sostanza, la nuova era degli scambi commerciali tra Europa e Giappone prevede l’eliminazione dei dazi giapponesi per il 94 per cento dei prodotti agricoli e industriali provenienti dall’Unione europea e il 99 per cento dei dazi europei sui prodotti nipponici.

La stima del governo giapponese è che l’impatto economico dell’EPA si aggira intorno ai 45,7 miliardi di dollari in più in commercio. Si tratta dell’accordo più grande di sempre in ambito commerciale firmato dall’Unione Europea: è previsto che le esportazioni del Vecchio Continente possano aumentare di oltre 13 miliardi di euro, pari al 15% dell’attuale export verso il Giappone (86 miliardi di euro, di cui 58 miliardi in beni e 28 miliardi in servizi).

Per l’Italia l’accordo avrà impatto soprattutto per l’alimentare ma anche per molti altri settori di primaria importanza per l’economia del Belpaese come la meccanica, la farmaceutica, l’arredo e la moda. “La politica ha fatto la sua parte, adesso invito le aziende a esplorare le nuove opportunità commerciali”, ha commentato il sottosegretario allo Sviluppo Michele Geraci.

Proprio alla presenza di Geraci, il 23 gennaio, durante il “Tavolo della moda” del Mise, anche la presidente di Confindustria Federorafi Ivana Ciabatti ha ribadito i possibili benefici per il comparto dei preziosi e le opportunità che si aprono per le aziende italiane. Come il vertice dell’associazione aveva peraltro spiegato a Preziosa Magazine, il Giappone, infatti, rientra tra i piani di sviluppo presentati all’inizio del 2018 all’agenzia ICE attraverso un’azione graduale per un nuovo approccio al mercato e alla distribuzione nipponica. I risultati dell’analisi promossa da Federorafi, che sarà svolta da esperti giapponesi, verrà presentata alle aziende in primavera.


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