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Gianni Carità: “I gioiellieri non perdano entusiasmo e fiducia”

Settantacinque espositori che, insieme alle 400 aziende stabilmente insediate al Tarì, per due giorni metteranno in mostra le loro creazioni di bijoutteria e gioiello fashion: mancano pochi giorni all’inizio di Tarì Eventi Bijoux, il nuovo evento del Centro orafo di Marcianise dedicato agli stili e alle tendenze del gioiello e dell’accessorio moda. Domenica 25 e lunedì 26 marzo un salone dedicato ad una fascia di produzione complementare al classico prezioso, che sarà arricchito dal Bijoux Design Award, un concorso che coinvolge tutti i partecipanti: gli espositori, da un lato, che potranno esporre in anteprima nella Galleria del Design l’oggetto più innovativo delle proprie collezioni – dando contestualmente vita a una originale mostra – e i dettaglianti in visita all’evento, dall’altro, che esprimeranno la propria preferenza designando l’azienda vincitrice. Inoltre, nel tardo pomeriggio di domenica, musica e aperitivo per tutti. Per spiegare lo spirito di questo nuovo evento, il legame con il tradizionale appuntamento di Mondo Prezioso e il ruolo del Tarì nel panorama fieristico nazionale, nessuno può farlo meglio del presidente Gianni Carità, imprenditore che nella prima metà degli anni ’90 ha avuto l’intuizione di riunire in un unico luogo le aziende del comparto, dando vita al Centro Orafi che in 15 anni – è operativo dal 1996 – è diventato punto di riferimento della produzione a livello nazionale ed internazionale.

Presidente Carità, perché questo nuovo evento? è segno di una conferma di nuove tendenze e nuovi gusti del consumatore?

Tarì bijoux nasce come risposta precisa ad una precisa richiesta del mercato, che oggi vede la bigiotteria protagonista non tanto di nuovi gusti del consumatore, quanto del “bisogno” di accessorio “gioiello” più rispondente alle contenute disponibilità economiche dei consumatori. In poche parole, la crisi ha orientato maggiormente i consumi verso prodotti di fascia di prezzo più contenuta rispetto ai gioielli. A questo nuovo bisogno si è però agganciata una forte componente creativa, pertanto le numerose aziende che stanno emergendo nel settore (o le aziende più tradizionali che stanno entrando in questo nuovo mercato) hanno saputo cogliere l’opportunità anche in termini di creatività e di design. Grazie anche alla partecipazione e alla forte motivazione di tutte le aziende del Tarì in questo nuovo progetto, l’evento bijoux ha colto questo fermento e lo ha applicato ad un nuovo evento che è nato con una caratteristica di velocità e freschezza che sono stati molto apprezzati, per di più collocato in una data ottimale, in vista delle feste pasquali e della ripresa del mercato per le cerimonie”.

Quale rapporto hanno i bijoux con il gioiello “tradizionale” in oro e pietre preziose?

“I bijoux interpretano la creatività in modo più veloce, spiritoso e chiaramente più legato alle mode, mentre il gioiello coniuga il design con la preziosità dei materiali e con una “vita” completamente diversa, orientata a durare nel tempo e quindi a valorizzare molto di più le componenti di artigianalità, di qualità della manifattura, di valore del gioiello stesso. Il gioiello resta legato ai grandi eventi della vita, alle grandi emozioni, mentre il bijoux dà vivacità all’abbigliamento quotidiano”.

Come si posiziona attualmente il Tarì come polo fieristico nel calendario nazionale? Ci sono nuovi eventi in calendario?

In questi ultimi anni il ruolo del Tarì nel calendario nazionale degli eventi del settore si è molto rafforzato, ed appuntamenti come questo, nato praticamente dal nulla ma giunto a superare i 70 espositori, dimostrano che la strada è quella giusta. Dopo il Bijoux avremo come sempre a maggio dal 4 al 7 il grande e consolidato appuntamento con la gioielleria, l’evento più prestigioso dell’anno, e a seguire 10 e 11 giugno sarà la volta dell’articolo da regalo con Christmas Preview, altro evento richiesto espressamente dal trade. Non dobbiamo mai dimenticare poi che in tutte queste date gli espositori esterni vanno ad aggiungersi alle 400 aziende del Tarì, sempre regolarmente operative e pronte a recepire le richieste del mercato”.

Una Sua considerazione – da imprenditore – sull’andamento del mercato italiano.

“Il mercato italiano oggi è molto difficile da seguire e, soprattutto, da rassicurare. Stiamo orientando molto l’attività del Tarì nella direzione di comprendere ed interpretare ogni segnale ed esigenza dei dettaglianti per essere al loro fianco, ma stiamo anche cominciando a rivolgere uno sguardo più attento ai mercati esteri, coinvolgendo anche in questo tutte le aziende del Tarì in valutazioni e scelte sulle attività da svolgere”.

Quale potrebbe essere, in questa fase, la “ricetta giusta” per il gioielliere?

“Il suggerimento che ci sentiamo di dare ai gioiellieri oggi è di non perdere entusiasmo e fiducia, continuando a puntare come hanno sempre fatto sulla qualità, le competenze e su un assortimento di prodotto che si mantenga in linea con il cambiamento dei gusti e delle esigenze dei consumatori. In questo il Tarì è un punto di riferimento importantissimo, perché solo qui il dettagliante trova competenze artigianali, aziende dinamiche ed estremamente eterogenee, design e opportunità di formazione in ogni momento dell’anno”.


1 commento

  1. paolo says:

    La ideazione di questo nuovo evento è importante per due motivi: finalmente al Tarì si è compresa l’importanza del bijoux quale oggetto più rispondente ai bisogni del mercato. Ancora, questo è un evento che, sono sicuro, diventerà più importante del Macef e richiamerà tanta gente. Ficnhè eravamo legati al mondo del gioiello eravamo un po fuori strada.
    In bocca al lupo al Presidente, a Floriana, ed a tutti quanti si dedicheranno a far crescere questa nostra nuova manifestazione.
    P.V.


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