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Gianmaria Buccellati “Gioielli Preziosi” con matita e carta a quadretti

Dalla sua costituzione nel 2008 la Fondazione Gianmaria Buccellati, presieduta dalla vedova Rosa Maria Bresciani Buccellati, è promotrice di mostre, conferenze, seminari, prestigiose iniziative editoriali, con l’obiettivo di contribuire alla diffusione, alla ricerca e alla conservazione delle tecniche orafe e incisorie che hanno caratterizzato il periodo dal 1500 al 1700, nonché di sostenere i nuovi talenti del design del gioiello.

Ed è stato proprio nella sede di uno degli “incubatori” di nuovi talenti del design che, a tre anni dalla sua scomparsa, l’arte di uno dei più noti gioiellieri italiani è stata raccontata in uno special talk – introdotto da Alessandra Quattordio, giornalista e docente di storia del gioiello, e dalla presidente Buccellati – che ha attraversato un intero secolo di storia dell’arte orafa milanese.


Gianmaria Buccellati
Gianmaria Buccellati

LOCANDINA BUCCELLATIGuidati dalla storica dell’arte Paola Venturelli, invitati e allievi della Scuola di Moda IED Milano hanno compiuto un vero e proprio viaggio con e sulla Fondazione Gianmaria Buccellati – custode di gioielli unici, oggetti ornamentali e disegni preparatori a firma di Mario e Gianmaria Buccellati: pezzi in grado di esprimere l’incredibile abilità nell’applicare le tecniche orafe antiche e la profonda conoscenza delle diverse espressioni artistiche da cui trarre ispirazione.

Il primo – Mario – fu il fondatore nel 1919 dell’omonima maison di fama mondiale; il secondo, il figlio Gianmaria, è considerato tra i massimi protagonisti dell’alta oreficeria italiana e internazionale del XX secolo, appassionato sostenitore della promozione dell’educazione e della tutela della cultura come motori di crescita sociale.


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A partire dal 1968, dopo una visita al Tesoro dei Granduchi a Palazzo Pitti in Firenze (già Museo degli Argenti), la creatività di Gianmaria si stacca completamente dalla concezione del gioiello come ornamento per dare vita a opere uniche, irripetibili e non commercializzate, destinate a rappresentare la bellezza in assoluto, proprio come accadeva prima della nascita dei musei quando erano le Wunderkammer di re e principi a raccogliere i tesori d’arte. Sono opere che, come tutti i suoi gioielli, nascevano dagli accurati disegni a matita, rigorosamente su carta a quadretti, e con puntuali annotazioni per quei suoi artigiani che le avrebbero eseguite.


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Sino alla fine del 2019 sarà possibile ammirare alcune delle sue coppe in una teca dedicata proprio fra il Tesoro dei Granduchi a Firenze.


*Foto dal volume “Buccellati – Art in Gold, Silver & Gems”, editore Skira.

 


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