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Gia, un nuovo strumento per identificare i sintetici (anche quelli montati)

l fenomeno dei sintetici non dichiarati produce sempre maggiore preoccupazione nel comparto

Sarà disponibile entro la fine dell’anno. A maggio il colosso minerario Alrosa presenterà in anteprima il suo nuovo dispositivo portatile

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Quello dei diamanti sintetici –  quando non vengono identificati come tali – è un mondo in continua evoluzione. Come Preziosa magazine ha anticipato in un’inchiesta pubblicata sul numero cartaceo  attualmente in distribuzione e che a breve sarà riportata anche su preziosamagazine.com, il fenomeno dei sintetici non dichiarati produce sempre maggiore preoccupazione nel comparto, soprattutto quando si tratta di lotti di melèe (pietre di piccolissime dimensioni) montati su gioielli. Se il diamante sintetico è una scelta legittima del consumatore, non altrettanto legittimo è spacciarlo per naturale.

Produttori e istituti gemmologici si sono così mobilitati di fronte a questo fenomeno: tra le novità in arrivo, uno strumento portatile che il colosso minerario russo Alrosa presenterà alla prossima edizione della “Mediterranean Gemological & Jewellery Conference” organizzata a Siracusa dall’11 al 14 maggio da Certiline in collaborazione con i laboratori gemmologici IGL (grecia),  CGL-GRS (Canada) e NAJA (Stati Uniti). Il dispositivo di Alrosa (partner dell’evento, mentre main sponsor è Diamond Love Bond), presentato in anteprima mondiale, consente la distinzione immediata tra diamanti naturali, diamanti naturali trattati, diamanti sintetici e diamanti simulanti.

In queste ultime ore un ulteriore tassello all’individuazione dei sintetici è stato messo dal Gemological Institute of America, che introdurrà nel corso dell’anno un sofisticato dispositivo in grado di identificare in modo affidabile i diamanti naturali, separandoli da tutti i simulanti e dai diamanti che possono essere sintetici o trattati. La novità sta nel fatto che il device del Gia riesce ad analizzare anche pietre montate sui gioielli fino a circa 0,005 carati.

“Forse non c’è più problema più sentito, al momento, nel mondo delle gemme e dei gioielli, della possibilità di diamanti sintetici non dichiarati e inavvertitamente venduti ai consumatori – , ha detto il presidente e CEO del Gia Susan Jacques -. Questo nuovo strumento è il culmine di oltre 60 anni di ricerca del GIA sui diamanti sintetici e darà al comparto del commercio – inclusi i gioiellieri – la capacità di avere immediata fiducia nelle pietre”.

Il GIA sta inoltre conducendo ulteriori ricerche per estendere le capacità dello strumento di identificare i diamanti rosa naturali e altri materiali. “I diamanti sintetici stanno diventando sempre più diffusi sul mercato e, se dichiarati, sono una scelta legittima per i consumatori – ha commentato il vicepresidente esecutivo, direttore del Laboratorio e responsabile della ricerca Tom Moses -. Il GIA e gli altri laboratori gemmologici giocano un ruolo fondamentale nel garantirne l’individuazione“.

Il GIA ha potenziato questo servizio di identificazione in laboratorio già con il GIA DiamondCheckTM, che è stato reso disponibile nel 2014 senza alcun costo per le Borse diamanti di tutto il mondo. Lo scorso dicembre, ha introdotto il “Melee Analysis ServiceTM” per identificare rapidamente ed efficacemente i diamanti naturali non trattati da simulanti e diamanti potenzialmente trattati o sintetici.


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