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Gia, riconosciuto diamante sintetico classificato come naturale

Una pietra da 1,76 ct taglio brillante accompagnata da un report falsificato è stata riconosciuta come sospetta

Una pietra da 1,76 ct taglio brillante accompagnata da un report falsificato è stata riconosciuta come sospetta e sottoposta a verifica: era una gemma sintetica creata con metodo HPHT

Gia_Diamante sintetico_Photos by Troy Ardon-min
Il diamante sintetico da 1.76 ct con la falsa iscrizione GiA Photos di Troy Ardon

Aumenta la presenza di diamanti sintetici sul mercato e anche se la cosa non costituisce un problema in sé per l’industria della gioielleria – che comunque è ancora diffidente verso questo prodotto – finché, però, le pietre sintetiche non vengono vendute come naturali. Il laboratorio del Gia a Carlsbad, in California, ha scoperto un diamante taglio brillante accompagnato da un report precedente che lo classificava come naturale, scoprendo invece che si trattava di un sintetico e che il report era stato falsificato.

Un diamante rotondo taglio brillante è stato presentato per aggiornare il rapporto di classificazione: al suo interno, un numero di report GIA apparentemente emesso nel 2015 che però riguardava un diamante naturale e non trattato, che conteneva le seguenti informazioni di classificazione: 1,74 ct, taglio brillante rotondo, colore D, taglio eccellente e chiarezza VVS1. Dopo le analisi, nel nuovo report è stata descritta con queste caratteristiche: taglio brillante di 1,76 ct rotondo, con colore F, taglio eccellente e VS1 chiarezza.

L'imaging DiamondView ha mostrato la struttura di crescita sintetica e la fosforescenza blu tipica dei diamanti sintetici cresciuti con HPHT-min

Inoltre, i processi di screening del laboratorio GIA hanno determinato che il campione presentato richiedeva prove aggiuntive per determinare la sua origine. Questo esame ha rivelato che si trattava di un diamante sintetico creato con metodo HPHT. La struttura di crescita cuboctaedrica sintetica e la fosforescenza sono apparse chiaramente visibili nell’Imaging DiamondView.

A parte le discrepanze osservate nel peso (1,76 ct anziché 1,74), nel colore (F anziché D) e nella chiarezza (VS1 anziché VVS1), gli spettri FTIR hanno chiaramente dimostrato che non si trattava dello stesso diamante. Quello naturale del rapporto originale GIA era di tipo Ia con impurezze azotate aggregate, mentre il nuovo era di tipo IIb con impurezze di boro. Un attento esame del numero del rapporto inscritto sul diamante sintetico ha rivelato un carattere diverso da quello utilizzato dal GIA, dimostrando che non era un’iscrizione autentica.

“Raramente incontriamo questo tipo così palese di frode – spiegano dal laboratorio GIA -. È importante comunque che l’industria e il pubblico esercitino cautela, perché questi tipi di pratiche fuorvianti possono verificarsi. Riteniamo che il cliente abbia notato incongruenze con le informazioni del rapporto GIA e lo abbia inviato al laboratorio per un report aggiornato. Se c’è qualche dubbio o viene notata una stranezza nell’aspetto di un diamante (come un’iscrizione), la pietra dovrebbe essere inviata a un laboratorio gemmologico per una verifica”.

 


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