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Gia, proseguono le indagini sull’alterazione dei report

Arrestati gli ex dipendenti della TCS autori dell’attacco hacker di fine ottobre. L’Istituto precisa che sono state riconsegnate solo 175 pietre delle oltre 1000 coinvolte

diamanti

Proseguono le indagini sull’alterazione di oltre 1000 report attraverso un attacco hacker al database del GIA, avvenuto a fine ottobre. Arrestati i due ex dipendenti della società TCS – Tata Consultancy Services, impresa che supporta i database del Gemological Institute of America, e sospeso l’account cliente attraverso i quali sono stati presentati i diamanti in questione. L’indagine della polizia dell’India – qui è stata presentata infatti la maggior parte dei report alterati – prosegue per combattere la frode.

Per affrontare le questioni pratiche del commercio dopo l’annuncio delle relazioni invalidate, GIA ha lanciato un servizio di  a costo zero per qualsiasi rapporto classificazione dei diamanti emesso da novembre 2014 a ottobre 2015. Chiunque abbia un rapporto di classificazione del GIA può mettersi in contatto con l’istituto. Il servizio sarà disponibile fino al 30 gennaio 2016: il relativo diamante e la relazione originale devono essere presentati insieme con il nome del servizio “confirmation service”.

Dei 1.042 rapporti invalidati, però, al momento solo una piccola percentuale è stata riconsegnata al GIA: soltanto 175 i diamanti con report alterati sono stati restituiti per l’esame, perciò l’Istituto spinge affinché si usufruisca del servizio messo a disposizione. “La cooperazione del commercio – spiega il Gia in una  nota – è di vitale importanza per affrontare e risolvere questa frode”.

 


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