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Gerardo Sacco, 50 anni di passione orafa: sabato in Calabria un incontro con l’artista

Al Museo Arte Contemporanea di Acri (Cosenza) un pomeriggio dedicato alla storia del Maestro: in esposizione 12 gioielli

Cinquant’anni di arte orafa, cinquant’anni trascorsi tra botteghe, laboratori e riconoscimenti internazionali: è la storia di Gerardo Sacco, nato a Crotone nel 1940 e da sempre dedito alla creazione di gioielli in oro e argento. Per celebrare la sua passione e la sua lunga carriera nel settore un incontro al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri, Palazzo Sanseverino-Falcone, provincia di Cosenza), sabato primo giugno a partire dalle 18.

Dall’esordio come ragazzo di bottega, all’esperienza di perfezionamento nella lavorazione dell’oro a Valenza Po, fino alla nascita della sua prima bottega-laboratorio, nel 1969, e ai numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali che si sono susseguiti fino a oggi: il percorso di Gerardo Sacco, che ha esaltato con i suoi gioielli la bellezza di star come  Liz Taylor, Isabella Rossellini, Monica Bellucci e Elena Sofia Ricci, è sempre stato contraddistinto da un’intensa passione e un’acuta creatività che lo hanno portato ad essere l’orafo calabrese più noto al mondo.

“Fu seguendo un artigiano del luogo che iniziò la mia avventura fantastica – ha raccontato il Maestro orafo dei suoi esordi (nella foto a sinistra) – . Mi prese con sé a lavorare e ad apprendere i segreti della materia, così la mia vita cambiò. Non mi sembrava vero. Mi trasferì a Valenza a ventidue anni con il cuore gonfio di speranze, fino ad allora chiuse nel cassetto, e lì lavorai sodo per raffinare la mia passione. Con i soldi del salario guadagnati in fabbrica, riuscivo a pagarmi i corsi serali presso l’Istituto Cellini; incastonavo ogni gemma con cura, cesellavo l’oro, l’argento e con essi parte della mia anima”.

Oltre che nel Complesso del Vittoriano, a Roma, e all’interno dei Musei Vaticani, le creazioni di Gerardo Sacco hanno trovato spazio in numerosi grandi eventi organizzati da diversi Istituti Italiani di Cultura all’Estero, come quelli di Bruxelles, Lisbona, Copenaghen e Madrid. All’incontro di sabato prenderanno parte, oltre al Maestro Sacco, il Prof. Ottavio Cavalcanti, antropologo e docente universitario presso l’Università della Calabria, e Silvio Vigliaturo, direttore artistico del MACA. Storia sì, ma anche gioielli: l’evento sarà arricchito dall’esposizione di dodici creazioni di Gerardo Sacco.

“Mi sembra ieri, eppure son passati già 50 anni – ricorda il Maestro -. 50 anni da quel fatidico giorno in cui con tenacia
e tanto entusiasmo decisi di provare a realizzare il mio grande sogno, fare della mia passione un lavoro. E così, fra tante difficoltà, nel settembre del 1963 costituì la ditta artigianale Gerardo Sacco. Mi sembrò di toccare il cielo con un dito, avrei avuto il mio laboratorio, all’interno del quale avrei potuto far giocare la mia fantasia e la mia curiosità attraverso l’oro e l’argento. Certo quello che ricordo maggiormente di questi lunghi ed intensi 50 anni sono le tante soddisfazioni ricevute e le tante gioie provate, come tutti ho attraversato momenti molto difficili, ma oggi posso dire con fierezza ed orgoglio di aver costruito con i miei figli un’azienda sana e ricca di positività, che da sempre punta su un’attenta ricerca stilistica abbinata ad un’abile lavorazione artigianale. Ogni nostra creazione si differenzia dall’altra, anche solo per un piccolissimo particolare, consentendoci così di distinguerci dagli altri”.

Un rapporto intenso con il mondo del teatro, del cinema e della televisione, ma anche con quello dell’arte sacra. “Personalmente ciò che cerco di fare con i miei gioielli è sempre ‘raccontare’ una storia”, spiega Gerardo Sacco. E sabato, ad Acri, sarà la sua storia ad essere raccontata.


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