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GemGenève, una seconda edizione come nuova luce di eccellenza

Il salone ginevrino si riconferma come l’appuntamento imperdibile nel panorama del gioiello e delle pietre preziose

2019 © G.Maillot-point-of-views.ch

Una seconda edizione, ancora una volta forte della volontà di Thomas Faerber e Ronny Totah – i fondatori – di creare un “salotto” più che una semplice fiera, e soprattutto una riconferma dei capisaldi della precedente : la magica simbiosi tra i commercianti in pietre, il gioiello vintage e il gioiello contemporaneo e lo spazio alla cultura e alla conoscenza.

L’inaugurazione dell’evento


GemGenève si colloca in una nuova luce di eccellenza nel mondo del gioiello e delle pietre preziose
, aprendo le sue porte ancora una volta a maggio, con date chiave nel panorama fieristico ginevrino ed elvetico, in perfetta sequenza tra il SIHH di gennaio e l’EPHJ di giugno in attesa dei cambiamenti del 2020 con il sodalizio tra SIHH e Baselworld.

Un salone che inizia ad avere un appeal e respiro internazionali con il 63% di visitatori provenienti dall’estero. L’atmosfera che si respirava per questa edizione era senz’altro molto diversa rispetto all’anno passato, un fervore ed un’attenzione maturi e consapevoli sulla parte di proposta creativa e senz’altro un’offerta di gemme e pietre molto esclusiva.

GemGenève si è leggermente ingrandita di circa il 42% rispetto all’anno scorso e il Salone si è svolto ancora una volta in contemporanea con le presentazioni di Christie’s e Sotheby’s delle collezioni di gioielli, con le aste in atto in questi giorni e in programma a New York a giugno.

Shirley Temple Blue Bird diamond, Windsor Jewelers

Tra le gemme rare, il diamante Blue Bird (9,30 carati Flawless) regalato all’età di dodici anni all’attrice Shirley Temple dal padre, per suggellare il successo del film omonimo. Il taglio cushion lo rende particolarmente intrigante e dà una profondità particolare al colore di per sé già estremamente raro in quella dimensione.

La preziosa gemma appartiene alla collezione di Windsor Jewellery di New York, noti commercianti di gioielli vintage e questo diamante blu è particolarmente raro proprio per la sua taglia e profondità di colore.

Il leit motif di GemGenève quest’anno è stato “Find and Feel”, proprio su volontà di uno dei fondatori Ronny Totah, il quale durante il discorso di apertura cita “in un’era estremamente digitale, nulla può sostituire l’esperienza di toccare e sentire le gemme e i gioielli, parlando in prima persona con esperti e appassionati del settore”.

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I fondatori di GemGenève Thomas Faerber e Ronny Totah

Azzeccato quindi parlare di “trova e senti” proprio perché l’intenzione è quella di offrire ai visitatori l’opportunità di trovare e toccare con mano le pietre preziose e semi preziose più rare e al tempo stesso dare uno sguardo ai gioielli d’epoca , scoprire l’area dedicata ai designer emergenti e trovare soprattutto il tempo di soffermarsi ad ascoltare le varie conferenze.

Quest’anno lo spazio dei designer era diviso tra la parte Vivarium ed Emerging talents.

Vivarium ospitava 11 designers di alta gioielleria scelti dalla storica del gioiello Vivienne Becker. Un’area fortemente voluta dai due fondatori i quali, proprio per la loro passione per il gioiello e le gemme rare, ritengono che si debba dare spazio ai giovani talenti e permettere loro di avere una voce importante nel campo del design e della ricerca.

Ming, Lapis Pool Ring Navy

Ogni singolo designer si presentava quindi con un punto di vista stilistico ben preciso, con un alto livello di sofisticatezza in termini di concetto, design e manifattura. La scelta è stata fatta volutamente a livello internazionale e i designer provenivano dalla Russia, Inghilterra, Francia, Svizzera e Stati Uniti.

Cora Sheibani

Particolarmente interessanti a mio avviso, Alexandra Jefford che dal suo background artistico è arrivata ad estrapolare una vena creativa che la spinge a creare gioielli con una forte enfasi sul volume e l’ergonomia, in una costruzione estremamente particolare delle forme e dei volumi.

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Alexandra Jefford - Anvil Bracelet (oro giallo e bianco 18ct, con pavé di diamanti)

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Alexandra Jefford - Lunchbox Blue ring (Onice. oro bianco 18 ct e zaffiro naturale blue Ceylon)

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Alexandra Jefford - Isamu Ring (oro bianco e giallo 18 ct, con Tahitian Pearl e Citrino)

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Alexandra Jefford - Horizon Cufflinks (oro giallo 18 ct)

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Alexandra Jefford - Guggenheim Ring (oro giallo 18 ct, diamanti gialli e berillo

Tatiana Verstraeten, con le sue collezioni è riuscita a catturarmi per la leggerezza e morbidezza delle linee di diamanti in vari tagli, proponendo gioielli dalla lucentezza affascinante, estremamente femminili e dalle forme insolite.

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Tatiana Verstraeten - Collana Vienne, oro giallo 18 ct, diamanti, pietre di luna e smalto iridescente

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Tatiana Verstraeten - Orecchini Vienne, oro giallo 18 ct, diamanti, pietre di luna e smalto iridescente

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Tatiana Verstraeten - Collana Barbara, oro bianco 18 ct e diamanti

Nadia Morgenthaler e le sue ispirazioni antiche e la forza delle perle e pietre di colore è riuscita ancora una volta ad incantarmi proprio per la sua capacità di restare legata alla sua forte identità stilistica e costante ricerca delle tecniche produttive.

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Nadia Morgenthaler - Perle naturali, cristallo di rocca e diamanti

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Nadia Morgenthaler - Perle naturali, diamanti e platino

Accanto ai designer di Vivarium, lo spazio dedicato agli Emerging Talents (Syz Fireworks, Ena Hiro, Pierre d’Alexis, Horowicz Fine jewellery): quattro giovani designer svizzeri scelti anche quest’anno dai due fondatori a significare la loro volontà di portare avanti sempre nuove sfide nel mondo del design e dare spazio alle nuove leve.

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Emerging Talents - Syz Fireworks

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Emerging Talents - Pierre d'Alexis

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Emerging Talents - Horowicz

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Emerging Talents - Ena Hiro

Le quattro giornate del salone sono state animate da varie conferenze tenute da Vivienne Becker storica del gioiello inglese, Amanda Triossi, italiana ed importante curatrice di mostre e esperta del gioiello, Vanessa Cron, storica del gioiello e consulente per Christie’s e Johanna Hardy, dalla trentennale esperienza nel settore ed esperta per Sotheby’s.

Amanda Triossi

Le loro conferenze avevano l’obiettivo di accompagnare i visitatori nel magico mondo del gioiello con un’attenzione specifica alla storia e al tempo stesso uno sguardo particolare alle tecniche di lavorazione e alla specificità delle pietre.

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Head, scuola del design del gioiello di Ginevra

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Head, scuola del design del gioiello di Ginevra. La vincitrice, Charlotte Angeloz

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Head, scuola del design del gioiello di Ginevra. La vincitrice, Charlotte Angeloz

Anche questa edizione di GemGenève ha dato ulteriore spazio alla Head, scuola del design del gioiello di Ginevra con un progetto realizzato assieme alla Haute Ecole de Joaiellerie di Parigi. Il pubblico ha potuto votare direttamente durante il salone il proprio gioiello preferito e la vincitrice è stata Charlotte Angeloz che avrà la possibilità di frequentare sei mei di formazione presso SSEF, l’Istituto Gemmologico Svizzero.

Insomma, un salone che vale la pena di visitare proprio per la sua offerta particolare e di alto calibro, una panoramica attenta per gli esperti di settore ma soprattutto anche per il grande pubblico. A mio avviso, una boccata di aria fresca e di assoluto piacere sia estetico che di qualità in un momento in cui questi aspetti fondamentali vengono ogni tanto a mancare.

Dehres – Supreme Vivid Pink pearshape Diamond

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