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GemGenève apre le sue porte a Palexpo a Ginevra

Per la prima volta a Ginevra una fiera incentrata esclusivamente sull’alta gioielleria

INun’atmosfera ovattata, estremamente famigliare, si apre per la prima volta a Ginevra una fiera incentrata esclusivamente sull’alta gioielleria antica e contemporanea e sulle pietre preziose.

La città elvetica ritrova così l’anello mancante nella filiera fieristica con una data importante, quella di maggio, in perfetta sequenza tra il SIHH di gennaio e l’EPHJ di giugno.

Ginevra è da sempre capitale della gioielleria grazie alle case d’asta e ai sofisticati laboratori di manifattura ed è la sede dei più importanti commercianti di pietre.

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GemGenève debutta proprio nelle stesse giornate in cui le case d’asta Christie’s e Sotheby’s presentano ai compratori le collezioni di alta gioielleria. Nella serata inaugurale della nuova manifestazione, gli ospiti hanno potuto ammirare in anteprima le collezioni e le magiche pietre che sarebbero andate all’asta qualche giorno dopo.

Sorge tuttavia spontanea la domanda: “Perché una nuova fiera e soprattutto con quali obiettivi?”

Senz’altro l’aver voluto una fiera a Ginevra risponde all’esigenza di riconcentrare l’universo dell’alta gioielleria nella cittadina elvetica, da sempre riconosciuta principalmente per l’alta orologeria – non a caso il poinçon di Ginevra è ancora più di valore di quello Suisse made – ma non dobbiamo dimenticare che da secoli la città è culla di tantissimi laboratori che producono pezzi unici per la famosa Place Vendôme.

I fondatori, Thomas Faerber & Ronny Totah
I fondatori, Thomas Faerber & Ronny Totah

I due fondatori sono Ronny Totah e Thomas Faerber. Totah, da sempre si occupa del commercio di diamanti e pietre preziose mentre Faerber si occupa di gioielli antichi e le sue collezioni sono conosciute per la bellezza eccezionale, la rarità e il valore e significati storici. Totah ha una passione per gli zaffiri Kashmir e le perle naturali. È una persona molto attiva nell’universo del commercio delle pietre preziose ed è Vice presidente dell’Associazione svizzera dei “Precious Stone Merchants”. Faerber è stato insignito della medaglia come Cavaliere dell’ordine dell’Arte e delle Lettere. La nascita di quest’esposizione rappresenta per Totah un “rimedio” alle fiere di settore presenti a livello internazionale, ormai diventate anonime e senza un cuore.

GemGenève nasce proprio grazie ad un pensiero comune dei due fondatori, che da tempo accarezzavano l’idea di creare un salotto del gioiello dove potessero dialogare assieme i fornitori di pietre preziose, gli antiquari e i giovani designer.

Secondo Faerber si sentiva l’esigenza di una fiera che non fosse grande ma di altissima qualità e che rappresentasse appieno la loro industria.

 

È proprio per mantenere questo sentimento di piacere e di convivialità che i due co-fondatori non hanno voluto creare la solita querelle dello stand più bello o nella posizione migliore, andando fin dall’inizio a disegnare una mappa delle location con quattro punti chiave e per ognuno di essi un posizionamento degli espositori equo e pragmatico.

Non a caso il motto della stessa esposizione è “seek and find”, una sorta di labirinto dove il visitatore può andare alla ricerca di tutte queste bellezze un po’ alla cieca per scoprire ciò che meglio rispecchia i suoi gusti.

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Eh sì, perché a GemGenève l’idea è quella di passeggiare tra gli stand senza un ordine preciso, i produttori di pietre e gli antiquari sono mescolati tra loro e al centro del tutto ci sono i nuovi designer, e HeadGenève, la scuola del design del gioiello con sede a Ginevra, e la presentazione dei lavori fatti dagli studenti bachelor sul tema della perla sotto la direzione artistica della designer Mélanie Georgacopoulos e Tiffany Bähler, docente e designer.

Ronny Totah definisce questo progetto e questa fiera come un esempio che si può creare qualcosa di diverso nel panorama del gioiello, portando una ventata di aria fresca e soprattutto integrando all’idea di questo salone una componente molto famigliare che fa sentire il visitatore a casa e rilassato.

 

Nella nostra conversazione mi è venuto spontaneo definire questo salone una risposta molto bespoken al lusso, una sorta di salotto letterario del gioiello dove convivono tra loro le pietre (forza motrice dell’alta gioielleria) il gioiello antico (come riferimento storico) e la vitalità dei giovani designer (il futuro). Per questa prima edizione gli espositori sono 187, si vocifera che già cinquanta siano in lista d’attesa ma Thomas Faerber mi fa notare che non è detto che questi cinquanta saranno scelti mentre altri espositori saranno invitati a partecipare proprio per mantenere alta l’asticella sulla scelta di chi potrà far parte della prossima edizione di maggio 2019.

Il salone è aperto al pubblico proprio per offrire una visione democratica del gioiello.

 

A questo proposito durante la giornata sono state previste delle conferenze di circa quaranta minuti ciascuna di Amanda Triossi e Vanessa Cron, storiche del gioiello, e di Vivienne Becker.

asteriscoVivienne ha curato la parte dedicata ai giovani designer e ha supportato il lavoro di comunicazione svolto egregiamente da Jasmine Vidal.

Da sempre Vivienne ha una sua visione ben definita del mondo del gioiello costantemente alla ricerca di quei talenti particolari che hanno l’innata capacità di interpretare il gioiello in modo individuale, grazie alla costante ricerca delle pietre, delle tecniche di lavorazione e relative finiture.

Per questa prima edizione la selezione ha ospitato nove designer. La scelta è stata fatta su criteri alquanto selettivi.

Un forte punto di vista creativo, niente di derivativo o déjà vu, comprensione della tradizione del gioiello antico ma con una visione moderna e contemporanea, collezioni per un pubblico privato.

Il parterre di questi giovani designer incorpora varie nazionalità ma soprattutto una visione distinta per ognuno di loro, senza sovrapposizioni e con identità di prodotto e creazione ben definita.

 

GemGenève si presenta quindi come la vetrina della bellezza e il fulcro di sinergia tra le pietre, il design e la manifattura con uno sguardo attento al passato. Il desiderio dei fondatori è quello di alimentare il business pur con la consapevolezza che non ci sarà un ritorno commerciale immediato.

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Al tempo e ai numeri quindi la risposta se questa nuova fiera diventerà un interessante palcoscenico per la gioielleria internazionale. Il fatto che resti limitata a un numero ristretto di espositori lascia auspicare che i fondatori vogliano mantenere la connotazione di salotto intimo ma le prossime edizioni ci diranno di più. Non a caso SIHH ha iniziato a creare un interessante tessuto di business per l’orologio su Ginevra e questa quieta cittadina elvetica ha un passato e un patrimonio non indifferente nel settore dell’alta gioielleria. Il fatto che le stesse case d’asta abbiano dato un benvenuto così positivo alla manifestazione testimoniano che questo nuovo progetto ha delle basi molto solide e senz’altro un messaggio più a lungo termine sul futuro dell’alta gioielleria. Andremo sempre più verso la creazione di pezzi unici con il rafforzarsi di una clientela privata super elitaria?

 


asteriscoContemporary
designer showcase

 

Uno spazio curato da Vivienne Becker, storica e giornalista del gioiello e creatrice di Vivarium, la prima piattaforma che mette in risalto designer con un forte punto di vista creativo nel panorama dell’alta gioielleria contemporanea. Nove i designer selezionati, tutti alquanto giovani ma con un interessante approccio creativo.

Vivienne Becker
Vivienne Becker

Gli organizzatori di GemGenève hanno fortemente voluto dare spazio a questi giovani proprio per dimostrare come, in un mondo globalizzato, questi artisti indipendenti riescano a distinguersi per un lavoro estremamente originale scaturito da un immaginario vasto che li porta a creare al di là dei parametri della gioielleria tradizionale.

Un messaggio di apertura ad un nuovo mondo creativo che accomuna il mondo delle pietre preziose e quello del gioiello.

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Emmanuel Tarpin

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Emmanuel Tarpin

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Nadia Morgenthaler

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Nadia Morgenthaler

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Nadia Morgenthaler

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Cora Sheibani

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Cora Sheibani

Questi i designers protagonisti: Belmacz by Julia Muggenburg, tedesca ma con base a Londra – Sean Gilson, americano – Hannah Martin, inglese – Nadia Morgenthaler, svizzera – Ninotchka Jewels, russi – Fabio Salini, italiano – Cora Sheibani, svizzera-inglese – Emmanuel Tarpin, francese – Alexander Tenzo, russo


Style of Jolie

Una collezione frutto della collaborazione filantropica tra il designer-gioielliere Robert Procop e l’attrice Angelina Jolie. Creata nel 2012, la collezione include pezzi unici di gioielleria in smeraldo e pezzi speciali grazie all’uso di pietre rarissime.

Procop, Style of Jolie
Procop, Style of Jolie

In occasione di GemGenève è stata presentata la collezione Zahara, disegnata dalla figlia di Angelina e Brad Pitt, Zahara.

Procop, Style of Jolie
Procop, Style of Jolie

Il 100% del profitto sulla vendita di queste collezioni andrà alla Charity co-fondata dall’attrice volta alla costruzione di un progetto educativo per i bambini vittime di guerre. Quest’ associazione ha già costruito due scuole elementari in Afghanistan.

gemgeneve.com

 

 

 


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