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Futuro di Arezzo Fiere, in attesa del 7 febbraio

Tra due settimane si vota l’accordo con Italian Exhibition Group: il nodo ancora da sciogliere è per quanti anni le fiere resteranno vincolate ad Arezzo

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Si avvicina la data del 7 febbraio, il giorno in cui l’Assemblea soci di Arezzo Fiere dovrà decidere sull’accordo predisposto con Italian Exhibition Group, la società nata dalla fusione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza. In questi giorni, in pieno svolgimento di Vicenzaoro, il dialogo tra le parti è proseguito: da un lato Andrea Boldi, presidente di Arezzo Fiere, che dalla sua ha gli industriali, le associazioni degli artigiani, la Confapi e anche la Camera di Commercio; dall’altro la Regione, con il 41%, che pochi giorni fa ha preso tempo sulla firma del contratto, e il Comune, che all’ultima assemblea non si sono presentati.

Il nodo principale da sciogliere ancora – e c’è un termine imposto, quello del 15 febbraio, data dopo la quale IEG potrebbe rinunciare all’accordo – è la permanenza sul territorio delle manifestazioni di Arezzo Fiere, Oroarezzo e GoldItaly. La bozza di contratto prevede lo svolgimento ad Arezzo sicuramente fino al 2021: il timore del presidente della Regione Toscana è che successivamente le rassegne possano essere spostate. Arezzo Fiere ieri ha dichiarato di avere garanzia che le fiere non saranno sradicate da Arezzo almeno fino al 2031, e probabilmente neanche in seguito.

L’accordo, secondo Arezzo Fiere, inserirebbe le manifestazioni orafe aretine in un circuito internazionale, oltre ad aiutare la società a risanare le casse, ricavando circa due milioni l’anno, compresa la cessione servizi, con cui estinguere i debiti derivanti dalla realizzazione della struttura fieristica. Il sindaco di Arezzo Ghinelli, ieri, dalle pagine del quotidiano La Nazione, comunica la propria perplessità rispetto alla soluzione intermedia proposta da Arezzo Fiere“Faremmo gestire a terzi gran parte del fatturato di Arezzo Fiere e Congressi a fronte, ovviamente, di un corrispettivo che si aggira intorno al milione di euro – ha detto al quotidiano -. Il tema diventa il pacchetto di garanzie per mantenere ad Arezzo i due eventi suddetti e per non impoverirli, altrimenti alla scadenza del contratto ci troveremmo ulteriormente spiazzati. Nella trasferta vicentina di questo fine settimana, durante gli incontri che ho avuto, il comune sentire del settore è che questa operazione sia il modo per impedire ad Arezzo Fiere e Congressi di cadere in una crisi economico-finanziaria irreversibile. La mia proposta è di cedere l’intera gestione”.

 


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