di


Fratelli Piccini, una bella storia di famiglia

Un buon gioiello bisogna guardarlo da sotto”, dice, e mi spiega l’importanza dell’aggiornatura mostrandomi il complesso lavoro sul retro di un bracciale.

gioielli-fratelli-piccini-firenze-1
La gioielleria Piccini su Ponte Vecchio

Elisa Tozzi Piccini, gemmologa diplomata al GIA di Los Angeles, attuale CEO dell’azienda, è una donna talentuosa, appassionata e intraprendente che ha eccellenti doti tecniche e grande creatività ma amorevolmente riconosce a suo zio Armando – l’artista di casa che a soli 22 anni si aggiudicò il ‘Venice Biennal Prize’ con quattordici gemme incise a mano, ora esposte presso il Museo degli Argenti a Palazzo Pitti – l’amore per il bello e la voglia di fare bene che ha ereditato.

Il suo ufficio è al piano ammezzato, tra il negozio fronte strada che a sera, chiuse le spesse porte di legno, ricompone il tipico camminamento rinascimentale, e il piccolo laboratorio protetto dalla sopraelevata del Corridoio Vasariano. E qui, nel laboratorio dove i vecchi banchetti orafi continuano a fare la loro parte, orgogliosa Elisa mi indica la parete alla mia destra.

Questa è una selezione di disegni originali di mio zio Armando – li guarda ammirata poi si volta – da questa parte invece ci sono i calchi in gesso di alcune sue creazioni che potremmo definire gli antesignani del moderno autocad.

fratelli piccini gioielli firenze
Originali calchi in gessoi utilizzati da Armando Piccini

Mi precede per raggiungere la scrivania e sicura aggiunge – “Qui si lavora così, anzi, ancora così.” Le scale che mettono in comunicazione i tre livelli sono piccole e impervie ma lei si muove con l’autenticità di chi in quei luoghi ci vive da sempre, lì dove il Vasari ha lasciato la sua impronta in ogni piccolo dettaglio, lì dove storia e bellezza tuttora diventano una cosa sola chiamata eccellenza artigiana.

laboratorio-fratelli-piccini
Il laboratorio Piccini in una foto storica

Tutto è iniziato nel 1903, quando Pirro Piccini, capostipite di una famiglia di artisti artigiani gioiellieri, aprì a Ponte Vecchio una bottega.

Una di quelle unicità che si specchiano nell’Arno. La stessa che dopo 113 anni ancora attira clienti da tutto il mondo in nome di un’alta gioielleria, che si muove tra forme antiche inventate ora e forme nuove affiorate dal passato e che oggi vanta un management al femminile sotto lo sguardo attento e acuto della signora Laura Tozzi, sua mamma.

Laura Piccini con la figlia Elisa Tozzi Piccini
Laura Piccini con la figlia Elisa Tozzi Piccini
La signora Laura Tozzi con la sua famiglia
La signora Laura Tozzi con la sua famiglia

Elisa, oggi Ponte Vecchio è meta di turisti da tutto il mondo. Chi compra e cosa compra?

Un tempo ogni bottega aveva una propria identità. Il turista sapeva dove andare e cosa cercare ma oggi anche Ponte Vecchio si è unificato al mercato e alle mode. Si compra di tutto, anche il ricordino, col rischio di trasformarsi in una strada di marchi e di rivenditori. Per fortuna qualcosa sta cambiando, si inizia a puntare nuovamente alle creazioni esclusive, all’unicità.

Come è cambiato il gioiello negli ultimi 100 anni?

Il gioiello vero, quello classico non cambia. Sa disporsi ai gusti del tempo ma senza mai perdere identità.

C’è un brand Piccini posizionato in altre gioiellerie e all’estero?

Mi piacerebbe portare i nostri gioielli all’estero ma noi non siamo un brand, la nostra è una filosofia e sarebbe molto complesso sradicare da Ponte Vecchio l’anima di Piccini. Certo, è il futuro che immagino ma per adesso sono i turisti da tutto il mondo, tanti dagli Stati Uniti, che continuano a venire nel nostro negozio. Lo fanno da generazioni.

Siete anche concessionari?

Sì, siamo concessionari di importanti aziende ma volutamente selezionate fra quelle a conduzione familiare come la nostra: Patek Philippe, Vhernier, Zoccai…

Chi disegna?

Io e Carlotta, ultima allieva di mio zio Armando. I disegni si evolvono ma per la realizzazione ricorriamo esclusivamente alle antiche tecniche artigiane.

gioielli-fratelli-piccini-firenze-2

Elisa Tozzi Piccini

gioielli-fratelli-piccini-firenze-7

La fede Venere in oro giallo 18kt e smalto

gioielli-fratelli-piccini-firenze-4

Anello in platino con zaffiro Burma 8,55ct e smeraldi colombiani 4,76ct

gioielli-fratelli-piccini-firenze-6

Orecchini Medusa in oro giallo con brillanti e pietre di luna, disegnati e realizzati da Armando Piccini

gioielli-fratelli-piccini-firenze-5

Collezione Tetti, anello in oro, diamanti e lapislazzuli

Loading image... Loading image... Loading image... Loading image... Loading image...

Tra le ultime creazioni?

C’è ‘Moments’, una linea di fedi uniche come l’amore per le quali classico e moderno coincidono. Sono realizzate interamente a mano e la loro particolarità sta nel fare di un dettaglio, preso in prestito da opere famose, la loro identità. Ponte Vecchio per esempio è la silhouette del ponte incisa nell’oro, se si accostano i due anelli, per lui e per lei, sembra che l’uno si specchi nell’altro proprio come il ponte si specchia nella superficie dell’Arno; Venere invece riproduce con gli smalti i fiori dell’omonimo quadro del Botticelli; Duomo riprende le geometrie e i rosoni della cinta ottagonale che sta alla base della cupola di Santa Maria del Fiore…. Sono tante e diverse perché ognuno possa scegliere quella che sente veramente sua, magari dichiarandosi qui sul nostro terrazzino come avrebbero fatto due innamorati nel ‘500, perché no.

Quanto premia l’artigianalità e la qualità in un mercato usa e getta?

Sono fondamentali e vanno protette. La Fratelli Piccini ne ha fatto il suo segno distintivo.

Il gioiello che più vi rappresenta?

Il classico. I pezzi unici con pietre colorate o con pietre incise. In poche parole l’alta gioielleria.

Cosa c’è nel futuro di Piccini?

Mi auguro che non cambi, che custodisca le sue eccellenze, che si innovi senza mutare filosofia. Mio figlio Luchino ha solo dieci anni e non immagino cosa vorrà fare da grande, per ora so che condividiamo gli stessi desideri e mi basta.

Mai senza?

Un anello.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *