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Forme, il tempo dei gioielli: oggetti preziosi che richiamano luoghi

Per tutti i venerdì di luglio una mostra a Napoli: cinque designer ricreano gli spazi dell’antica Cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa

Fictilia. Orecchini in argento 925 decorato a niello. Tecnica diretta della cera persa

Gioielli che richiamano luoghi, oggetti preziosi che ricalcano il patrimonio architettonico delle città. Una mostra che li espone è stata inaugurata a Napoli e gli scorci cui sono ispirati sono quelli dell’antica Cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa in procinto di divenire “Patrimonio dell’Umanità” certificato dall’Unesco “come paesaggio e patrimonio culturale che conserva un ruolo sociale attivo nella società contemporanea”.

L’esposizione “FORME. Il tempo del gioielli”, allestita al Piano Mostre dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, mette in mostra 5 designer di gioielli – e gli oggetti prodotti dagli allievi del Laboratorio di restauro dei metalli del Suor Orsola – Rosalba Balsamo, Daria Catello, direttrice del laboratorio, Rosita Caiazzo, Livio Pontieri e Leopoldo Repola (tutti laureati all’Università Suor Orsola Benincasa). Un dialogo ancor più suggestivo perché riannodato attraverso gli scatti fotografici di Mario Carotenuto e Mattia Valerio. La mostra è aperta per tutto il mese di luglio ogni venerdì dalle ore 10.00 alle ore 14.00 (per prenotare una visita guidata gratuita chiamare il numero: 3472374210).

Collana in poliammide tinto nero, 3d Printing

La mostra a cura di Désirée Risolo, Pamela Palomba e Annamaria Cuomo, soci di Alsolet, l’Associazione laureati in Lettere dell’Università Suor Orsola Benincasa, vuole, come anticipano i curatori, “intrecciare attraverso il medium fotografico i diversi mondi creativi accomunati da quella gioia da cui etimologicamente il gioiello deriva, significante di una sensazione impegnativa ed elevata”.

Livio Pontieri ha creato i suoi gioielli per la mostra cercando un contatto con materiali costitutivi come il tufo, e con particolari accessori sopraggiunti nel tempo che hanno fatto la storia del luogo, come le lucertole in terracotta che decorano il camminamento interno al muro di clausura o la meridiana ottocentesca. Il bronzo sintetizza le principali tracce dei cavapietre e dei picconi da cava che si incrociano passaggio dopo passaggio, l’argento traduce gli aspetti formali del marmo.

Collana in vetro di Murano con ciondolo in pietra lavica e onice chiusura in ottone argentato

Con Leopoldo Repola, architetto, è il virtuale la base di partenza per ricreare nuove forme artistiche grazie all’impiego della modulazione software che approda alla realizzazione di un modello in cera e poi del pezzo finito con la fusione di Livio Pontieri.Rosita Caiazzo adopera per i suoi monili vetri di Murano, coralli, turchesi, quarzo rosa, fumé e citrino, onice, corniola, madreperla, agata, occhio di tigre, ambra, elementi metallici come l’ottone; elementi preziosi come oro e argento che creano forme fitomorfe e simboliche.

Rosalba Balsamo espone gioielli prodotti con la tecnica del 3d Printing per la sua ultima collezione, mediante la quale vengono creati oggetti tridimensionali da strati di materiali sovrapposti. Una tecnica che rende possibile a creazione di pezzi unici e quasi impossibili da realizzare con le tecniche orafe tradizionali. Daria Catello si serve degli intrecci dell’argento e del rame per generare suggestive trame visive, rivelando dettagli della superficie decorativa e scandendo diaframmi verso canti di mondi diversi.

Credits fotografici:

www.mariocarotenuto.com

Collana in radice di bambù rosso chiusura in ottone dorato

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