di


Fope sfuma la cessione a CoMo

La decisione, influenzata dalla situazione conseguente all’emergenza Covid-19, segue un primo rinvio, voluto dall’acquirente per meglio valutare le ripercussioni che questa avrebbe avuto sull’azienda e proporre modifiche ai due accordi originari


Fope
resta alla famiglia Cazzola. Sfuma la vendita a CoMo. La maison vicentina, fondata nel 1929 da Umberto Cazzola, ha infatti comunicato che il passaggio di proprietà alla società d’investimenti facente capo a Claudio Costamagna e Andrea Morante non si farà. “CoMo – si legge nella nota diffusa – ha comunicato la decisione di non procedere all’acquisto delle azioni e così alla promozione della correlata opa, in considerazione della situazione straordinaria determinata dall’emergenza sanitaria in atto e ritenendo non avverate le condizioni sospensive cui era subordinata l’esecuzione delle operazioni».

La decisione, influenzata dalla situazione conseguente all’emergenza Covid-19, segue un primo rinvio, voluto dall’acquirente per meglio valutare le ripercussioni che questa avrebbe avuto sull’azienda e proporre modifiche ai due accordi originari.

I due contratti, sottoscritti il 21 febbraio, prevedevano infatti l’acquisizione da parte di CoMo del 71,2% del capitale sociale di Fope: il 59,16% sarebbe arrivato dall’accordo firmato con i fratelli Umberto e Ines Cazzola, il 12,04%, invece, da quello siglato con gli eredi di Giulia Cazzola, acquisizione però subordinata al rilascio delle autorizzazioni di legge. Dopo il closing, inizialmente previsto per il 20 aprile, CoMo avrebbe dovuto poi promuovere un’offerta pubblica d’acquisto obbligatoria per le restanti azioni, al corrispettivo di 9,25 euro l’una, senza che questo significasse il delisting del titolo, dal dicembre 2016 quotato al segmento Aim di Borsa Italiana.

Un affare che non avrebbe probabilmente avuto scossoni, anche alla luce dei molto positivi dati del bilancio consolidato 2019, a partire dai 35 milioni di ricavi, l’82% dei quali provenienti dall’export, con un +11,9% sul 2018.

Il Covid-19, però, ha messo i bastoni tra le ruote.

Il blocco dei mercati globali, il rinvio o la cancellazione delle fiere e la chiusura temporanea delle aziende, infatti, hanno fatto sorgere incertezze sul 2020, tanto che ad aprile le parti avevano concordato un rinvio del perfezionamento della vendita al 20 maggio, come si leggeva nella nota, “per avere una migliore visibilità sulla grave emergenza sanitaria in cui versa attualmente il Paese e sull’impatto che tale emergenza avrà sui risultati di Fope nell’esercizio in corso“. “Entro quella data – proseguiva il comunicato – CoMo intende proporre la modifica di taluni termini e condizioni dell’operazione per riflettere il nuovo contesto economico dovuto al Covid-19.  Qualora le parti non raggiungessero un accordo modificativo entro il termine ultimo, CoMo si riserva il diritto di far valere la cosiddetta “condizione mac” presente nel contratto”.

Accordo evidentemente non trovato, tanto che lunedì è stata posta la parola “fine” e la società è rimasta di proprietà della famiglia Cazzola che, come si conclude la nota, “nel prendere atto di tale decisione e del fatto che l’operazione non avrà luogo, ribadisce la piena fiducia nel futuro dell’azienda e dei suoi dipendenti ed il proprio impegno nella gestione di Fope nell’interesse di tutti gli stakeholder”.

www.fope.com


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *