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Fope. I novant’anni dell’azienda vicentina

Un bilancio in crescita, nuovi mercati e l’omaggio a Giulia Cazzola A raccontare non solo i numeri, ma anche i progetti è l’amministratore delegato Diego Nardin

Fope si tinge di verde. Quello vivace di un bilancio 2018 decisamente positivo, che ha trascinato anche il titolo in borsa, e le due tonalità chiare del rebranding, in occasione dei 90 anni dalla fondazione dell’azienda vicentina, che è stato anche l’ultima creazione di Giulia Cazzola, alla quale è stato dedicato l’incipit del brandbook: “Giulia, this is for you”. Accanto al restyling, per celebrare il compleanno “tondo” è stata presentata a Baselworld “Eka Anniversario”, una rivisitazione della collezione che nel 2007 lanciò la maglia Flex’it.

Fope – Eka Anniversario

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Eka Anniversario

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Eka Anniversario

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Eka Anniversario

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Un verde bello brillante è quello dei numeri del bilancio 2018, a partire dal fatturato salito da 28 a 31,26 milioni con un incremento dell’11,5%. I ricavi sono poi passati a 3,35  milioni contro i 2,33 del 2017 (+43,77%), l’Ebitda da 3,9 a 6,1 milioni (+56,4%) e l’Ebitda margin al 19,5% (era del 13,9%). A raccontare non solo i numeri, ma anche i progetti e ciò che sta dietro un bilancio più che positivo è l’amministratore delegato Diego Nardin.

Un 2018 di cui non potete lamentarvi… quali sono state le azioni che hanno portato a questi risultati?

Diego Nardin – CEO FOPE

Abbiamo investito ulteriormente sui nostri mercati più forti, Regno Unito, Germania e Usa. Questi ultimi hanno fatto registrare una incremento del 24%, ma anche l’Europa è cresciuta dell’11% e persino in Italia abbiamo fatto un buon +9%, che può però essere facilmente ricondotto ad acquirenti stranieri, visto che è concentrato soprattutto nelle località turistiche. Ad oggi abbiamo circa 600 clienti e negli ultimi tempi ci siamo focalizzati sempre più su quelli di fascia alta, che è il nostro target, lasciando i piccoli che non funzionavano.

 

Nuovi mercati?

Sì, abbiamo aperto alcuni punti vendita in Australia e Nuova Zelanda, due mercati molto concentrati nelle città, ma molto ricchi, che credo potranno darci soddisfazioni. In questo modo siamo presenti ovunque, tranne che in India e Cina, ma soprattutto quest’ultima richiede investimenti ingenti, che al momento preferiamo focalizzare sui mercati tradizionali, continuando ad esempio ad aprire “shopping shop”, che servono a diffondere nel mondo il nostro stile, con un’esperienza d’acquisto simile a quella del negozio di Venezia, pur in un contesto multimarca.

Tra i mercati forti c’è anche il Regno Unito, dove la Brexit può rappresentare un’incognita. Come vi state muovendo là?

Dopo quella negli Stati Uniti, nel 2018 abbiamo aperto una filiale a Birmingham, per dare un contatto diretto con l’azienda. Abbiamo coinvolto i nostri tre agenti, dando loro il 25% delle azioni di Fope Jewellery Ltd. Questo non ha quindi comportato cambiamenti per i clienti e avere un’azienda là potrà agevolarci anche in caso di problemi legati alla Brexit, che comunque non penso ci saranno. Ritengo che gli affari, ormai, siano sempre più impermeabili ai fattori sociopolitici. Se una donna vuole un bracciale, se lo compra.

La nuova sede Fope

Per il 90° anniversario vi siete regalati rebranding e ampliamento della sede

Sì, il primo è stato pensato e curato da Giulia Cazzola. Ha semplificato graficamente il logo, aggiungendo “dal 1929”, per sottolineare la storia di Fope e “Vicenza”, il luogo dove è nata l’azienda e vengono prodotti i gioielli, che è ancora un territorio d’eccellenza. Con lo stesso obiettivo è stata scelta la palette di colori, due nuance di verde chiaro ispirate al tetto della Basilica Palladiana.

E lo stabilimento?

Stiamo aggiungendo il terzo piano, su un progetto dell’architetto Flavio Albanese, di Asastudio, dove si sposteranno degli uffici e saranno creati una sala conferenze e uno showroom. Al secondo piano passerà una parte della produzione e progressivamente aumenteremo anche il personale.

Fope – Love Nest

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Infine, la borsa. Dopo il delisting di Damiani siete l’unica azienda orafa italiana quotata

Sì, se si eccettuano quelle che fanno parte di grandi gruppi internazionali. Nel 2018 è aumentato il patrimonio netto, abbiamo proposto agli investitori un dividendo di 0,35 euro per azione e dopo l’approvazione del bilancio il titolo è salito. E abbiamo riscontrato l’interesse anche di investitori internazionali.

www.fope.com


FOPE  The ninetieth anniversary of the Vicenza-based company. A growing balance sheet, new markets and a tribute to Giulia Cazzola

Two shades of green and bright economical results for Fope. The latter due to a decidedly positive balance sheet for 2018 and to the results on the stock exchange, while the two light green tones, inspired by the roof of the Basilica Palladiana, are the ones chosen for the rebranding that marks the 90th anniversary of this company. The rebranding was the last project carried out by Giulia Cazzola, to whom the brandbook was dedicated with the words: “Giulia, this is for you”. As well as the restyling, the round-number event involved the presentation of “Eka Anniversario” at Baselworld, a review of the collection that in 2007 launched the Flex’it chain. Especially bright are the numbers of the 2018 balance sheet, starting from the sales that have increased by 11.5% from 28 to 31.26 million. The CEO, Diego Nardin, told us about not only the numbers, but also the projects and what lies behind the more than positive balance sheet.

 

How did you achieve these results?

We invested more heavily in our strongest markets: the UK, Germany and the USA. The latter recorded an increase of 24%, but also Europe has grown by +11% and even in Italy we have made a good +9%.

Do you have any new markets?

Yes, we have opened some stores in Australia and New Zealand. In this way we are present everywhere, apart from India and China.

The United Kingdom represents a strong market, even though Brexit is a wild card. How are you doing business there?

In 2018 we set up a branch in Birmingham. We involved our three agents, giving them 25% of the shares of Fope Jewellery Ltd. This will help us if there are issues related to Brexit, though I don’t think there will be any. I believe that business is now becoming increasingly impervious to socio-political factors.

For the 90th anniversary, you have carried out rebranding and expansion of your headquarters

Yes, the former was arranged by Giulia Cazzola. She simplified the graphics of the logo, adding “since 1929”, to draw attention to the history of Fope, and “Vicenza”, the place where the company was founded and the jewels are produced, and which is still an area of excellence.

In what way are you changing your premises?

We have commissioned the architect Flavio Albanese, of Asastudio, to design a third floor, we are currently building.

Tell us about the stock exchange. Since the delisting of Damiani, you are the only Italian goldsmith company to be listed.

Yes, if you exclude those companies that belong to large international groups. In 2018, the equity increased and we proposed to our investors a dividend of 0.35 euros per share, and after the approval of the financial statements the share price rose. And we also drew the attention of international investors.

 


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