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Flessione nell’ingrosso di pietre preziose, Assogemme conferma l’andamento negativo

Nell’analisi condotta dall’osservatorio dell’Associazione in calo la fiducia delle imprese nella classe politica

“Il comparto ha bisogno di segnali concreti”: è questa la richiesta formulata alla classe politica da Assogemme, a fronte dei dati della periodica ricerca semestrale dell’Associazione Italiana fra le Aziende delle Pietre Preziose ed Affini sulla fiducia delle imprese diffusi ieri. Per il quarto semestre consecutivo il commercio all’ingrosso di pietre per l’oreficeria denuncia una flessione: l’indagine affronta l’indice di andamento del secondo semestre 2012 che, nonostante un lieve miglioramento, è di gran lunga inferiore alle attese. Neanche sull’inizio del 2013 si può fare grande affidamento: dai dati non emerge una significativa ripresa.

Questi i dati salienti che emergono dalla ricerca semestrale dell’Osservatorio Assogemme (curata dall’istituto di ricerca Quaster) – giunta alla sua quarta edizione – sull’andamento e il sentiment economico: il 44.9 per cento delle imprese del campione prevede un primo semestre 2013 “in calo” ed un 28.6 per cento addirittura in “forte calo”, dopo almeno due anni di flessione costante.

Risultano pressoché stabili gli indici di innovazione (2.66 contro 2.61 del primo semestre 2012): non si arresta dunque la ricerca di soluzioni per la competitività del comparto e si investe nel miglioramento dei processi (+10.5%) e nell’individuazione di nuove aree geografiche in cui operare (+2.5%) a scapito dello sviluppo di nuovi prodotti (-4.8%) e nuovi servizi (-0.9%).

Dieci gli argomenti selezionati per la ricerca, focalizzati sui temi a carattere “politico” cari alle imprese sottoposti al panel per un riscontro circa la rilevanza e la realizzabilità: il primo dato che emerge è che tra la rilevanza presunta di un argomento e la percezione della sua realizzabilità (entrambi valutati su una scala da 1 a 10) c’è un grande scarto in termini numerici, come è possibile verificare osservando la seguente tabella.

Temi

Importanza

Realizzabilità

Eliminare il costo del lavoro dalla base imponibile IRAP

7,90

2,46

Ridurre gli oneri sociali per abbassare il costo del lavoro

8,35

2,42

Aumentare le ore lavorative annue con esenzione Irpef e contributi

6,88

3,15

Prevedere un credito di imposta per gli investimenti in ricerca

7,88

3,08

Prevedere incentivi fiscali per i contratti di rete

7,52

3,27

Aumentare i fondi pubblici per l’internazionalizzazione

7,73

3,17

Favorire la valorizzazione delle opportunità di Expo 2015

7,31

3,98

Rafforzare i tribunali delle imprese e ridurre i tempi della giustizia

8,50

3,08

Ridurre e semplificare gli oneri burocratici

9,27

3,10

Migliorare e favorire l’accesso al fondo di garanzia per le PMI

8,38

3,29

Media

7,97

3,10

In particolare grande sfiducia si registra in merito alla possibilità di ridurre gli oneri sociali per abbassare il costo del lavoro (8,35 contro il 2,42), mentre sembra più realizzabile l’ipotesi di favorire la valorizzazione delle opportunità di Expo 2015 (è minore lo scarto tra l’importanza del tema e la sua realizzabilità). I temi più urgenti, comunque, sembrano essere: alleggerire gli oneri burocratici e allineare i tempi della giustizia civile alla media europea, rafforzando i tribunali delle imprese, e l’accessibilità al fondo di garanzia per le PMI.

“Le nostre imprese – ha commentato Paolo Cesari presidente di Assogemme, aderente a Confindustria (nella foto a sinistra) – si confrontano quotidianamente su queste urgenze: norme e regolamentazioni non commisurate alla dimensione delle piccola impresa, tempi e oneri per il recupero dei crediti, garanzie bancarie. I commercianti di pietre per l’oreficeria sono sempre più schiacciati dal contingente e dal necessario, con conseguenti limitazioni per lo sviluppo. Sul tema del lavoro, molte imprese hanno ridotto drasticamente il personale e una semplice incentivazione alle assunzioni non porterà nell’immediato ad alcun piano di inserimento lavorativo. L’indagine evidenzia le misure ritenute necessarie per favorire il recupero di competitività delle imprese di settore, ma denuncia anche una certa disillusione sul fatto che il nuovo Governo possa riuscire ad adottarle tempestivamente ed efficacemente”.

“L’innovazione nel comparto – ha proseguito Cesari – si è oramai ridotta alla pura ricerca di economie: l’obiettivo è ottimizzare i flussi di attività e ridurre le funzioni, per abbattere i costi produttivi e di commercializzazione. Un comportamento che giustifica anche le risposte fornite in merito alle priorità politiche che il nuovo Governo dovrebbe assumere”.


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