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Fiere, inizio d’anno ricco di appuntamenti

A gennaio gli operatori hanno avuto un bel da fare, in giro per le numerose fiere di settore che affollano il primo mese dell’anno, in Italia (Milano, Vicenza) e all’estero (Dubai e Ginevra). Si è chiuso con un incremento del 12% di operatori qualificati della distribuzione il Macef – il salone milanese della Casa che dedica il 25% dei propri spazi al bijoux e all’accessorio moda – che si è svolto dal 15 al 18 gennaio. Buona la presenza di operatori (in forte crescita gli italiani, stabili gli esteri) e circa 90mila i visitatori.

«Dopo i segnali positivi sulla ripresa dei consumi provenienti dagli acquisti di Natale – commenta Enrico Pazzali, Ad di Fiera Milano – evidentemente il mondo della distribuzione ha acquisito fiducia e sente adesso l’esigenza di tornare ad investire». Significativo che i visitatori italiani provenissero in buon numero non solo dalle vicine regioni del nord ma anche dal centro e dalle regioni meridionali.

Quinta edizione del Premio The Best of Bijoux di Macef con due novità: l’introduzione, accanto ai tre tradizionali premi settoriali, di una quarta categoria “per la migliore immagine”, e l’istituzione delle “nomination”, dieci per ciascuna delle quattro categorie. Selezionate da una giuria composta dalle stylist Gloria Gnoli e Giulia Rebora con Naiche Tolio in rappresentanza della segreteria organizzativa, queste le aziende premiate: “Per il miglior uso dei materiali” Arte Etnico di Angela Ramirez, “per l’armonia con cui riesce a far convivere materiali diversi in una collezione coerente e di forte impatto”; Sezione “Miglior Collezione”: Mercato dei Folletti di Sonia Maria Gatti, “per l’impatto visivo e identificativo del marchio, coerenza cromatica e morbidezza dello stile”; Sezione “Miglior Design Innovativo” Giorgia Più, “per la capacità di trasformare materiali classici come il corallo e l’avorio in uno stile di assoluta tendenza”; Sezione “Miglior presenza in Fiera” Camomilla, “per la capacità comunicativa del brand, per la ricercatezza e lo studio dell’immagine e degli allestimenti scenografici”.

Dal 16 al 21 gennaio, all’insegna di una nuova epoca – Fiera di Vicenza si è trasformata in una S.p.A amministrata da Roberto Ditri (vedi intervista) – si è svolta Vicenzaoro First. Gli operatori accreditati alla chiusura della 62esima edizione sono stati 17.969 rispetto ai 13.154 del 2009. Moderato ottimismo tra gli espositori: 1500 aziende provenienti da 31 paesi esteri e da 58 province italiane hanno presentato novità e collezioni su 70 mila metri quadrati di superficie espositiva. Rinnovati gli appuntamenti con la Glamroom e Gemworld; numerosi i seminari e gli incontri tecnici destinati agli operatori per approfondire tematiche di comune interesse.

L’edizione numero 1 di Geneva Time Exhibition, il salone indipendente dell’orologeria, ha chiuso i battenti il 22 gennaio, dopo aver accolto circa 5500 visitatori: un buon risultato, se si tiene conto che si è trattato della prima edizione. Trentotto i marchi esposti che, nel corso di una settimana, hanno presentato le proprie collezioni ad un pubblico di professionisti, collezionisti ed appassionati. Alto artigianato di orologeria di brand famosi ma anche di aziende giovani e di talento, che hanno scelto la GTE per far conoscere il proprio nome sul mercato. Incoraggiante il dato sugli ordini: non soltanto contatti, dunque, ma una vera e propria ripresa del settore.

Calo nella produzione e nei fatturati. Tiene bene il mercato Cinese

Il settore viene da una recessione molto lunga e profonda. Nel 2009 la domanda di oreficeria e gioielleria ha registrato un pesante calo a livello globale di circa il 18%, con flessioni molto profonde negli Stati Uniti (-17%), nei Paesi Arabi e in Europa. I dati Assicor parlano di un calo di produzione del -17%; l’Istat invece segnala una diminuzione di fatturato del 25%. L’unico segno di tenuta è quello del mercato cinese, con un aumento della domanda di oro del 12% e una crescita dell’8% nella gioielleria. Per il 2010, le previsioni indicano una ripresa del mercato la cui dimensione sarà comunque legata all’andamento dell’economia nelle diverse aree del mondo.

Ascoltare, condividere e decidere: è la ricetta vincente di Roberto Ditri da gennaio amministratore delegato di Fiera di Vicenza, trasformata in S.p.A.

La sua carica di amministratore delegato di Fiera di Vicenza S.p.A. è stata ufficializzata soltanto il giorno precedente l’inaugurazione dell’edizione 2010 di Vicenzaoro First. Roberto Ditri, ingegnere vicentino, 62enne, arriva in un momento storico difficile a guidare la nuova S.p.A. derivante dalla fusione tra Immobiliare Fiera e società di gestione. La sua è la storia di un uomo d’azienda: negli anni ’70 alla Intersoll Rand Italia, poi per oltre 10 anni ha guidato, come Ad e direttore generale, la Marelli Motori. Presiede la sezione Meccanica e Metallurgica di Confindustria Vicenza ed è vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega all’internazionalizzazione. Conosce perfettamente l’inglese, tanto da sostenere il discorso di inaugurazione di First 2010 anche in lingua straniera, senza interprete.

Quale eredità ha ricevuto dal suo predecessore, Dino Menarin?
«Innanzi tutto questa edizione meravigliosa di Vicenzaoro First, rispetto alla quale, evidentemente, non ho alcun merito. Il mio ruolo ora è quello di ascoltare, perché vengo da un settore estraneo – ma solo per certi aspetti – alle dinamiche di questo comparto. Durante la fiera sono andato in giro a raccogliere informazioni, commenti e soprattutto spunti».

E quale atmosfera ha trovato tra gli espositori?

«Non si può parlare ancora di ottimismo, piuttosto di una positività. In questa fase di “studio” reciproco non posso far altro che trasmettere entusiasmo e comunicare a tutti che la mia filosofia è quella di fare squadra: gli errori di percorso vanno messi in conto ugualmente, ma il compito che i miei collaboratori ed io dobbiamo portare avanti è di presentarci sul mercato come made-in e come eccellenza. Non esiste più il “fazo tuto mi” (“faccio tutto io”, in dialetto vicentino): io devo prendere le scelte, ma solo dopo aver condiviso analisi e riflessioni con il mio gruppo».

Lei è un uomo d’azienda. Come coniugare le sue esperienze del passato con un settore così diverso?

«Le differenze sono soltanto apparenti, io parto dal presupposto che si tratta sempre di acquisto di beni. Perciò, avendo già la consapevolezza dei punti in comune – nella gestione, nel supporto – ora mi tocca imparare l’aspetto nuovo, quello del fashion e della moda. Se non ci fosse più niente da imparare, il cambiamento non avrebbe senso».

Quale sarà la sua prima “mossa”?

«Per ora non lo dico, ma ho già mille lampadine accese».

Il Consiglio di Amministrazione della nuova Fiera di Vicenza, indicato dagli azionisti di maggioranza all’unanimità (Comune, Provincia e Camera di Commercio) è composto di imprenditori e tecnici: Michele Amenduni, Paolo Brunello, Renato Corrà, Ambrogio Dalla Rovere, Antonio Pilastro e Stefano Stenta (Vice Presidente).


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