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Fiere e nuovi scenari

È inutile negarlo, la fusione tra la Fiera di Vicenza e la Fiera di Rimini è un evento che si presta a tante interpretazioni.

È un’abdicazione da parte dell’ente palladiano o una scelta strategica in grado di modificare gli asset futuri del comparto orafo? Certo è che il nuovo soggetto, Italia Exhibition Group, nato dalla fusione, con i suoi 160 milioni di euro di fatturato, 61 manifestazioni da gestire e oltre 250 dipendenti dislocati su cinque sedi operative, risulta essere sicuramente un player di tutto rispetto nello scenario internazionale. In Italia è secondo solo a Fiera di Milano che con 337 milioni di fatturato e 114 manifestazioni rimane leader.

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La firma della fusione tra Fiera di Vicenza e Rimini Fiera. Da sinistra: Lorenzo Cagnoni, presidente Italian Exhibition Group; Matteo Marzotto, vicepresidente; Corrado Facco, direttore generale IEG; Roberto Rinaldini

Quello che scopriremo nei prossimi mesi è quanto le fiere dell’oro saranno considerate centrali dalla nuova governance, visto che Fiera di Vicenza potrà contare, nel nuovo consiglio di amministrazione, solo su 2 consiglieri su 9. L’appuntamento di gennaio sarà sicuramente un primo momento in cui potremo verificare l’andamento del nuovo corso. Ad esempio, la manifestazione sarà presentata come sempre dalla collaudata coppia Matteo Marzotto e dal direttore generale Corrado Facco? O il vicepresidente cederà il passo al nuovo numero uno Lorenzo Cagnoni? Oppure, il duo si trasformerà in un trio? Problemi formali che possono essere sostanziali quanto i reali piani di sviluppo legati al mondo dell’oro.

Da tempo, confermato anche al nostro giornale dal direttore Facco, sappiamo che la fiera intende proporre nella tarda primavera un “ridisegnato appuntamento orafo-gioielliero”. Ma in quel periodo non sono già calendarizzati i saloni di OroArezzo e Tarì Mondo Prezioso? Non esistono protocolli d’intesa firmati con i rispettivi presidenti che prevedono forme di collaborazioni? Si potrebbe ipotizzare che l’evento in questione possa essere realizzato con la partecipazione di uno di questi due soggetti?

Di sicuro sia il presidente del Tarì Vincenzo Giannotti, sia quello di Arezzo Fiere e Congressi Andrea Boldi possono dirsi soddisfatti del lavoro svolto quest’anno e di conseguenza avere tanto da mettere sulla bilancia.

Nel frattempo un nuovo soggetto associativo si sta affacciando sulla scena italiana. Si tratta dell’Associazione Gioiello Moda Italia, presieduta da Maurizio Manca direttore creativo della maison Bozart, nata con l’intento di promuovere e difendere la reputazione e la tradizione di un segmento importante quanto quella della gioielleria più blasonata.

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Sono soci fondatori del nuovo sodalizio, oltre ad aziende storiche del Made in Italy, la Fiera di Milano e noi di Preziosa Magazine. L’associazione, inoltre, opera con il supporto tecnico-accademico di Alba Cappellieri, docente di Design del Gioiello e dell’Accessorio al Politecnico di Milano.

Vi terremo aggiornati sulla sua attività e sulle tante iniziative che intendiamo mettere in campo.


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