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Fiera di Vicenza: infrastruttura, struttura, organizzazione e network

Nuovi contenuti: DNA del gioiello italiano, eccellenza, artigianalità, ricerca e network. Nuovi contenitori: nuovo padiglione da 15mila mq lordi, un parcheggio multipiano, ottimizzazione dell’offerta espositiva. Fiera di Vicenza si rinnova attraverso il progetto quinquennale “FDV 2011/15” e lo fa attraverso quattro grandi pilastri: infrastruttura, struttura, organizzazione e network.

Un progetto costruito, nei minimi dettagli e con un calendario preciso di step, dal gruppo dirigente della Spa vicentina presieduta da Roberto Ditri. “Un nuovo concetto di Fiera – ha spiegato Ditri -: vogliamo essere espressione del territorio e renderlo conosciuto a livello mondiale. Per essere competitivi dobbiamo investire in innovazione ed internazionalizzazione, che non vuol dire delocalizzazione ma conoscenza dei competitor. Da contenitore vogliamo diventare contenuto offrendo un servizio integrato a espositori e visitatori”. Si punterà sulla revisione dell’offerta fieristica con nuovi layout espositivi: ci saranno sezioni dedicate alle scuole internazionali e ai giovani designer e programmi di education e interscambio.

Corrado Facco e Roberto Ditri alla conferenza stampa di presentazione del progetto FDV 2011/15, Teatro Palladio, Vicenza © LaPresse

Ripensate anche le tre edizioni: quando sarà pronto il nuovo padiglione, nel 2013, la Fiera di maggio costituirà evento a sé stante con un format completamente nuovo e da allora sarà più semplice consolidare il ruolo di mediatore di conoscenza e generatore di relazioni che la Fiera vicentina persegue. A maggio 2011 sarà presentato un Premio internazionale per i diversi ambiti di declinazione della filiera dell’oro (dalla produzione fino alla comunicazione), un Concorso internazionale dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e ai nuovi designer ed un programma itinerante di networking sui mercati di maggior interesse. Non resterà fuori da questo rinnovamento il rapporto con il territorio: Fiera di Vicenza si farà promotrice di un museo in città per la rappresentazione di varie tipologie di gioiello ed è in cantiere anche la creazione di un Laboratorio/Osservatorio
permanente.

Ma cosa ne pensa chi in Fiera di Vicenza fa affari in qualità di espositore, produttore o dettagliante? «Sono state finalmente accolte le indicazioni della categoria – commenta Franco Pozzebon, presidente del gruppo Orafi di Confartigianato Vicenza e coordinatore del Tavolo di consultazione permanente che dialoga con la Fiera -, categoria che dovrà collaborare in prima persona perché il progetto sia efficace. Fiera di Vicenza investe e progetta, ma ci vorrà l’impegno di tutti». «Si sono aperti ampi margini di nuove forme di collaborazione con il mondo del dettaglio – spiega Giuseppe Aquilino, presidente della Federazione nazionale Dettaglianti Orafi Confcommercio -, finalmente si vede qualcosa di nuovo e di interessante per gli operatori, le cui esigenze sono state ascoltate».

«I punti di forza che potranno essere una vera svolta – chiarisce Bruno Guarona, presidente dell’Associazione orafa valenzana e titolare dell’aziende Bibigì – sono l’impulso all’internazionalizzazione e, soprattutto, la valorizzazione del Dna italiano. Siamo impegnati da anni a risollevare il significato emozionale del gioiello e questa mi sembra un’ottima strada».
«La Fiera di Vicenza è la più importante Fiera orafa italiana e una delle principali nel mondo – spiega Alba Cappellieri, professore di Design del gioiello al Politecnico di Milano, che collabora al progetto -. Questa ristrutturazione, che si estende con pari efficacia dal progetto degli spazi al progetto dei contenuti, ne evidenzierà il ruolo baricentrico non soltanto per il trade ma anche per la capacità di generare innovazione e cultura e attivare nuove sinergie con il territorio. È un progetto intelligente e innovativo che pone criticamente l’accento sul ruolo delle fiere nella contemporaneità, una sfida che l’attuale management saprà vincere».

Scheda progetto

FDV 2011/15: quattro obiettivi in cinque anni

Infrastruttura: costruzione di un nuovo padiglione monoplanare di oltre 15mila mq ad una sola campata, libera da pilastri o strutture interne, in prossimità dell’ingresso principale al quale sarà collegata. Un parcheggio multipiano adiacente al Centro Congressi.

Struttura: riprogettazione di percorsi interni, nuovi allestimenti e nuovi format espositivi.

Organizzazione: Innovazione e competitività per le imprese (comunicazione, marketing strategico, concorsi, workshop, attenzione al design).

Network: condivisione di strategie e di risorse per l’attività della fiera e del proprio target.

2011:    primi step in produzione
2012-13:    implementazione. Inaugurazione nuovo padiglione
2015:     nuovo assetto complessivo


La nuova Fiera di Vicenza e lo sviluppo dell’internazionalizzazione

Fiera di Vicenza ricostruisce la propria identità a favore di una visione più moderna ed internazionale. Qual è la filosofia?

Il mondo è cambiato e su questa scia Fiera di Vicenza, come il resto del mondo, deve reinventarsi, riposizionarsi. L’obiettivo non è quello di essere leader al mondo nella vendita di metri quadrati espositivi, ma diventare un landmark internazionale di contenuti, idee e visioni innovative. Vogliamo essere una ‘Fiera del futuro’ un luogo dove si vivano esperienze, un I-Pad dal quale downlodare applicazioni e concetti per sviluppare nuovi filoni di business per il settore. Gli operatori che desiderano essere in contatto con la migliore gioielleria del mondo, quella italiana, dovranno visitare Vicenzaoro. Con il nostro progetto lavoreremo inoltre su più fronti, dal web ai lay out espositivi, dal rinnovamento della nostra immagine all’interattività con i vari pubblici di riferimento. Il web diventerà lo spazio fondamentale per comunicare non solo con gli addetti ai lavori ma anche con i consumatori.

Rimarrà la configurazione tradizionale basata su tre edizioni l’anno?

VICENZAORO continuerà a declinarsi nelle edizioni, First, Charm e Choice. L’innovazione partirà da maggio 2011 per concludersi nel 2015. Le strutture esistenti vengono ripensate, altre costruite ex novo. Arriveremo ad avere nell’arco di 26 mesi un’infrastruttura qualificata e il completamento del primo stralcio del un nuovo piano espositivo. Già da maggio il padiglione I, dedicato alle partecipazioni internazionali, e Gemworld saranno ridefiniti, così come l’area del packaging. Anche Gemworld (il Salone delle pietre preziose) viene riposizionato al secondo, terzo e quarto piano del padiglione A con allestimenti e direzione creativa forniti dalla Fiera. Nel segno della coerenza espositiva e della valorizzazione delle aree di “servizio”.

Come si pone la “nuova” Fiera di Vicenza nei confronti della sperimentazione con materiali non nobili?

Come Fiera siamo molto attenti all’evoluzione generale del comparto, ma anche alla valorizzazione di una rinnovata cultura del gioiello, anche in questo modo si può contribuire al riposizionamento competitivo necessario alle aziende italiane. Sicuramente l’individuazione di elementi innovativi di design, di stile e anche perché no di materiali ‘non nobili’, è una delle armi competitive per differenziarsi e crescere.
La produzione italiana, il Made in Italy, porta il contrassegno dall’eccellenza e questa eccellenza è parte del nostro dna. Ci distinguiamo da tutti grazie ai nostri valori fondanti: storia, cultura, senso del bello, capacità creativa, innovazione.

Che ruolo avrà il dettagliante italiano in questo contesto?

Il dettagliante ha un ruolo fondamentale. La distribuzione è uno snodo fondamentale della catena del valore, e Fiera di Vicenza vuole coinvolgere sempre di più il mondo del dettaglio, che rappresenta la cartina tornasole di come sta evolvendo il mercato. Per l’edizione di Vicenzaoro Choice di settembre, Salone tradizionalmente legato al dettaglio internazionale, ci saranno le prime novità. I visitatori saranno guidati in un percorso organizzato ex novo sia dal punto di vista del prodotto che del posizionamento distributivo.

Gli sviluppi del progetto FDV 2011/15
Esposizione del progetto FDV 2011/15, Palazzo Bonin Longare, Vicenza © LaPresse

1 commento

  1. […] lui, inoltre, e con il direttore Corrado Facco, Fiera di Vicenza ha lanciato l’ambizioso piano quinquennale FDV 2011/2015 per il rilancio della formula fieristica, che tra le iniziative prevede anche l’ampliamento e […]


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