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Ferragamo, ricavi in lieve calo. Poletto nuovo amministratore

Dopo le dimissioni di Michele Norsa annunciato il successore, ex Ceo di Furla. Il primo trimestre 2016 vede una contrazione in Asia e Europa, in positivo le Americhe

Eraldo Poletto_nuovo ceo_gruppo Salvatore Ferragamo
Eraldo Poletto, da agosto nuovo Ceo del gruppo Salvatore Ferragamo

È ufficiale il nome del successore di Michele Norsa come amministratore delegato del gruppo Salvatore Ferragamo: il Cda dell’azienda ha infatti annunciato, nell’ambito della comunicazione sul rendiconto economico del primo trimestre 2016, la nomina di Eraldo Poletto a Ceo della società. Il piano di avvicendamento del vertice aziendale si perfezionerà in occasione del consiglio di Amministrazione del 2 agosto: Poletto ha all’attivo una consolidata esperienza nel settore del fashion e del lusso e ricopre la carica di CEO di Furla, avendo guidato lo sviluppo e l’internazionalizzazione della società a partire dal 2010. In precedenza ha contribuito al rilancio e allo sviluppo di Brooks Brothers (dal 1997 al 2010).

Il Presidente Ferruccio Ferragamo ha confermato l’accordo con Norsa che, con la conclusione del mandato di CEO della Salvatore Ferragamo S.p.A, prevede la continuazione della sua collaborazione con il Gruppo nella veste di Consulente Strategico. Norsa, dal canto suo, ha assicurato un avvicendamento con continuità nel presidio e conduzione aziendale. L’annuncio della successione è avvenuto in concomitanza con la diffusione dei dati economici sul primo trimestre, che ha visto i ricavi a 321 milioni di euro (-1,8% rispetto ai 327 milioni di euro al 31 marzo 2015).

Lo sguardo ai risultati per area geografica mostra l’Asia Pacifico, primo mercato in termini di ricavi per il Gruppo, in contrazione del 3% (-2% a tassi di cambio costanti), rispetto al primo trimestre 2015, principalmente dovuta al deterioramento del business a Hong Kong e Macao. I negozi diretti in Cina hanno registrato nel corso dei primi tre mesi dell’anno un decremento delle vendite del 6%, penalizzati anche dalla difficile base di confronto (+22%del primo trimestre del 2015).

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Uno degli ultimi monomarca aperti da Salvatore Ferragamo, in Cambogia

L’Europa ha registrato nel corso dei primi tre mesi del 2016 una diminuzione dei ricavi del 4% anche a causa di un minore afflusso turistico, negativamente influenzato dai tragici attentati terroristici a Parigi e Bruxelles. Il Nord America segna invece un risultato con il segno più: aumento dei ricavi pari al 1%(-4%a tassi di cambio costanti). Il business retail, nonostante la forza della valuta che ha negativamente impattato sui flussi turistici negli Stati Uniti, ha riportato una crescita del 6%, mentre il business wholesale è sceso del 7%. Segno più anche per il Giappone, +2% (stabili a tassi di cambio costanti2), in rallentamento rispetto alla crescita riportata negli ultimi mesi del 2015. Centro e Sud America hanno proseguito sul trend di crescita (+8% a tassi di cambio costanti), seppure penalizzata dalla valuta, registrando ricavi stabili nel corso dei primi tre mesi del 2016.

Al 31 marzo, il canale distributivo del Gruppo, per un totale di 663 negozi, conta su 386 punti vendita diretti, mentre il canale Wholesale e Travel Retail su 277 punti vendita monomarca operati da terzi, e sulla presenza nei principali Department Store e Specialty Store multimarca di alto livello. Tra le categorie di prodotto, le calzature hanno registrato ricavi stabili rispetto ai primi tre mesi del 2015, mentre borse e accessori in pelle hanno riportato una contrazione del 3% (contro una difficile base di confronto, +16%nel primo trimestre del 2015). I profumi hanno conseguito un aumento dei ricavi del 2%.


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