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ICE: Ferdinando Fiore “Il nostro obiettivo è accompagnare le aziende all’estero”

Ferdinando Fiore

“Il nostro obiettivo è accompagnare le aziende all’estero e veicolare i valori del gioiello Made in Italy”

IL NUOVO DIRIGENTE DELL’UFFICIO BENI DI CONSUMO CONFERMA IL FORTE IMPEGNO DELL’AGENZIA ICE


Un rapporto fitto, costante, cresciuto nel tempo con l’aumentare delle iniziative e delle aziende coinvolte: l’ICE-Agenzia ha con la gioielleria un legame intenso. Collettive, mostre autonome, attività di scouting: una lunga lista d’interventi e azioni a sostegno del settore, fondamentale per l’economia italiana, come spiega a Preziosa Magazine Ferdinando Fiore, dallo scorso novembre Dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo presso la Sede di Roma di ICE Agenzia.

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Come è nato il rapporto di ICE con la gioielleria?
Con circa 8.000 imprese il settore contribuisce in modo significativo all’economia del paese. La produzione italiana è leader nel mondo per qualità dei gioielli, design esclusivo, innovazione di prodotto e di processo. Un comparto fondato soprattutto su “family company”: l’organizzazione in distretti consente, tuttavia, di superare il limite rappresentato dalla piccola dimensione nel momento in cui le aziende si proiettano sui mercati esteri. In questo scenario l’ICE ha da sempre incentrato l’attività di supporto su progetti che inglobino iniziative con connotati altamente operativi. Per accompagnare le aziende sui vari mercati e veicolare i valori del gioiello Made in Italy, ICE ha operato, negli ultimi decenni, secondo diversificate modalità: dall’organizzazione di collettive in fiere internazionali consolidate a campagne promozionali di forte impatto su mercati maturi e domestici sviluppando, parallelamente, un’attività di scouting su mercati nuovi con attività più leggere e meno impegnative per le aziende.

Quali sono stati i passi più importanti dell’Agenzia per il settore?
Accanto ai format più classici, ICE sviluppa anche azioni meno rischiose quali mostre autonome, seminari, workshop con incontri B2B, meeting Point. Tale attività è, naturalmente, realizzata attraverso il supporto della rete estera che ha la percezione delle dinamiche e tendenze sui mercati locali. Attraverso un lungo percorso, ICE oggi organizza partecipazioni collettive a fiere consolidate come Hong Kong, ormai appuntamento di riferimento con una partecipazione collettiva crescente, anno per anno, fino a circa 200 aziende italiane nell’edizione 2015. Parallelamente l’ICE si muove verso nuovi mercati di difficile accesso diretto: tra questi, senz’altro, la Corea del Sud, gli Emirati Arabi Uniti, l’Est Europa, dove ICE organizza eventi autonomi, in mancanza di rassegne fieristiche. Senza dimenticare l’organizzazione di eventi rivolti a valorizzare piccole e delimitate realtà territoriale valorizzandone specificità e originalità: ne è un esempio il Piano Sud, sviluppato attraverso incoming o partecipazioni collettive, elaborate con lo specifico obiettivo di valorizzare le originalità delle attività produttive delle Regioni della convergenza.

 

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Può fornirci una “fotografia” del settore in numeri?
Il numero di iniziative e di aziende coinvolte è cresciuto anno per anno: ad oggi la banca dati ICE conta 4000 aziende orafe. Nel corso del 2015 sono state realizzate circa 15 iniziative promozionali specifiche tra partecipazioni collettive, mostre autonome b2b, incoming di operatori esteri alle principali manifestazioni fieristiche italiane, azioni di comunicazione. Le aziende che hanno partecipato sono circa 700, di cui 80 newcomers. A queste vanno, naturalmente, aggiunte le aziende che hanno richiesto servizi dedicati agli uffici esteri. Gli operatori intervenuti in occasione di incoming a fiere in Italia (VicenzaOro, OroArezzo e Tarì) sono stati complessivamente 410.  

Qual è lo stato di salute del settore?
I dati dei primi nove mesi 2015 confermano che le esportazioni italiane di gioielleria sono cresciute dell’11% circa rispetto allo stesso periodo 2014, passando da 4,3 a 4,8 miliardi di euro, confermando un saldo positivo 2,7 miliardi rispetto alle importazioni, benché cresciute nello stesso periodo. I principali mercati di esportazione si confermano Svizzera e Emirati Arabi (il 40% del totale). Aumentano anche le vendite verso Hong Kong, hub dell’Asia, e verso gli Usa, che registrano un incremento di domanda poco superiore all’8%, rispetto ai primi 9 mesi 2014, attestando la propria quota di mercato vicino al 12% dell’export Made in Italy.

Sul fronte dei consumi interni, il calo registrato potrebbe essere imputabile anche alla modifica del gusto e della cultura, con tutta probabilità favoriti dalla debolezza economica e dal continuo aumento dei prezzi delle materie prime. Il 90% delle circa 8000 aziende orafe italiane del settore esporta, con una propensione all’export di ben oltre i 2/3 del fatturato complessivo. Il mercato vale 7 miliardi di euro circa, con un export che rappresenta il 70% del giro d’affari. E, nonostante la recessione e le quotazioni di metalli e pietre preziose, si registrano segni di vitalità, nell’alta gamma, ma anche in quella più fashion. Una ulteriore spinta la si attende dalla applicazione degli accordi TTIP, con l’abbattimento del dazio per i prodotti del settore attualmente soggetti a quote variabili tra il 5 e il 10%, nonché dalla ragione di cambio euro/dollaro, insieme al calo del prezzo dell’oro.

Progetti futuri?
Un insieme di iniziative promozionali diverse, elaborate allo scopo di rispondere alle diverse esigenze delle imprese italiane. In particolare, si segnalano, tra i progetti imminenti, la Collettiva italiana a VicenzaOro Dubai (14/17 aprile), “Tesori nascosti: viaggio nella gioielleria meridionale”, Incoming di operatori esteri con B2B per il Piano Export Sud, (27 aprile – 1 maggio). Proseguiremo con un incoming a Oroarezzo, a maggio, e una sfilata di gioielli alla JCK di Las Vegas; a giugno sarà anche la Mostra Gioielleria con incontri in Europa Orientale. Nella seconda metà dell’anno avremmo una collettiva alla IJS di Miami, un workshop con incontri B2B a Madrid, Missioni di acquisto nell’ambito del Piano USA, la partecipazione collettiva all’IJT 2017 per la terza annualità del Piano Export Sud e il ritorno a Hong Kong, a marzo del prossimo anno. In programma anche l’incoming di operatori del Kazakhstan e Asia Centrale verso manifestazioni e distretti italiani.


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