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Federorafi, Giannotti coordinerà la formazione: “Fare squadra per preparare i giovani”

Il presidente del Centro orafo il Tarì è stato scelto dal Consiglio direttivo per guidare le iniziative rivolte alla formazione tecnico-specialistica

Vincenzo Giannotti-min
Il presidente del Tarì Vincenzo Giannotti

Sono tempi di bilanci per Confindustria Federorafi, il cui Consiglio direttivo si è riunito a Vicenzaoro per fare il punto sulle attività intraprese nel corso dell’anno – dal progetto Jewellery Export Lab con l’Agenzia Ice alla partecipazione attiva a Milano XL – ma anche tempi di progettazione. Così, il direttivo ha scelto Vincenzo Giannotti, presidente del Centro orafo il Tarì – entrato formalmente nella compagine associativa lo scorso gennaio – per coordinare a livello nazionale le iniziative rivolte alla formazione tecnica/specialistica. È proprio il vertice del centro di Marcianise a spiegare a Preziosa Magazine in cosa consiste questo nuovo ruolo.

Presidente, come è nato questo incarico?
“Il confronto fa parte del gruppo per statuto e fin dal nostro ingresso in Federorafi, a gennaio, abbiamo discusso della volontà di fare squadra. Ho presentato un progetto di coordinamento della formazione a livello nazionale, che il Direttivo ha apprezzato molto e quindi… eccomi qui. Sono molto orgoglioso di questo nuovo passo, sia a livello personale sia in qualità di presidente del Tarì, un Centro unico nel suo genere. Abbiamo già avuto modo di testare la sinergia con Federorafi ospitando una delle tappe del Jewellery Export Lab, il progetto di internazionalizzazione che hanno lanciato con l’Agenzia Ice per rendere le imprese più competitive sui mercati esteri partendo proprio dal loro interno. L’entusiasmo che abbiamo registrato tra i soci che hanno preso parte all’iniziativa ci ha dato una spinta ulteriore”.

In che cosa consiste il coordinamento nazionale per la formazione?
“L’idea è quella di mettere insieme una squadra nazionale che non snaturi le singole realtà ma anzi faccia tesoro delle reciproche competenze. Federorafi può contare sulla mia totale disponibilità così come su quella del Tarì. Il progetto è in fase iniziale: stiamo analizzando il fabbisogno per poter tracciare interventi concreti che rispondano alle esigenze dei singoli territori. L’idea è coordinare un progetto unico da mettere al servizio del settore orafo: ci metteremo intorno a un tavolo di volta in volta per discuterne. Naturalmente, non parliamo solo di artigianato orafo, ma di tutte le professionalità necessarie al settore, anche quelle relative alla vendita e al digitale”.

Il Tarì Design School avrà un ruolo in questo progetto?
“La lunga esperienza della Scuola ci è certamente di aiuto: il Tads può dare un contributo importante, dal momento che al proprio interno forma le professionalità più varie, dall’orologiaio all’incastonatore fino al designer. In questi ultimi anni ha portato avanti progetti originali e di successo: un anno fa, ha ospitato una giornata di recruiting organizzata da Bulgari in collaborazione con Adecco per la selezione di ex studenti formatisi  nelle aree di incastonatura e oreficeria. Nei prossimi giorni, a partire da domani, ci sarà al Tads una nuova edizione delle selezioni per l’inserimento nella Masterclass che darà l’opportunità di accedere alla Bulgari Academy”.

Qual è l’obiettivo di una formazione coordinata?
“L’unicità del gioiello italiano ha bisogno di nuove leve per essere prodotta, trasmessa e comunicata. E queste leve sono i giovani: parlo da padre e da imprenditore, ma non c’è soddisfazione più grande di vedere i ragazzi crescere e diventare professionisti altamente qualificati. Ho provato molto orgoglio nell’osservare gli allievi del Tads che hanno avuto l’opportunità di trasferirsi a Valenza per conoscere dall’interno una realtà internazionale come Bulgari: quando li ho visti partire, ho visto brillare i loro occhi. Se tutte le istanze formative di qualità del Paese si mettono insieme, senza prevaricazioni né antagonismi, il numero di professionisti aumenterà esponenzialmente a tutto vantaggio dell’immagine del gioiello italiano”.


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