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Fatture elettroniche e fatturazione semplificata: le novità della legge di Stabilità

La Legge di Stabilità (Legge 228/2012), approvata a fine anno dal Parlamento, contiene alcune interessanti novità (al comma 325, che modifica il Dpr 633/72) in tema di procedure di fatturazione, entrate in vigore il 1 gennaio. Tali norme recepiscono quanto stabilito dalla Direttiva UE del 13 luglio 2010, n. 2010/45/UE. Ecco le più significative :

Fattura elettronica

L’intenzione del Legislatore è di facilitare l’uso di questo strumento, per i vantaggi in termini di semplificazione gestionale che possono derivarne alle imprese. La novità sostanziale consiste nel fatto che la nuova norma affida al soggetto passivo IVA la possibilità di stabilire le modalità con le quali assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura.

Tali modalità possono consistere :

1.    nell’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente

2.    in sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati

3.    in altri “sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile”

4.    in “altre tecnologie in grado di garantire l’autenticità dell’origine e l’integrità dei dati”.

Come si vede, la norma lascia ampia libertà di scelta a colui che deve emettere la fattura elettronica, superando le precedenti rigidità tecniche, purché il sistema prescelto sia di assoluta affidabilità in ordine alla garanzia dell’autenticità, dell’integrità e della leggibilità del documento.

Attenzione: il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all’accettazione da parte del destinatario. Se il destinatario richiede l’emissione della fattura in forma cartacea, non sarà possibile emettere la fattura elettronica. Le fatture elettroniche, nonché quelle create in formato elettronico che però non sono state inviate per via telematica causa mancata accettazione del destinatario e quelle cartacee potranno essere conservate elettronicamente. L’archivio elettronico delle fatture dovrà essere accessibile in maniera automatizzata agli organi di controllo, stampabile e trasferibile su altro supporto informatico.

Fattura semplificata

Viene aggiunto l’art. 21 bis al Dpr 633/72, il quale prevede che le fatture di importo inferiore a 100 euro e le fatture rettificative (note di variazione) possono essere emesse in forma semplificata, indicando solo i seguenti dati:

a) data di emissione;

b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco;

c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

d) numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;

e) partita IVA o codice fiscale del cliente residente in Italia, o, se il cliente è residente in altro Stato membro dell’UE, il solo numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro. Si possono omettere tutti gli altri dati identificativi del cliente normalmente presenti in fattura;

f) descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi. Non è necessaria l’indicazione precisa della natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi, come indicato dal Dpr 633/72 per le fatture ordinarie;

g) ammontare dell’importo complessivo lordo e dell’imposta incorporata, oppure dell’aliquota;

h) per le note di variazione, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

La fattura semplificata non è ammessa per le cessioni intracomunitarie.

La legge prevede che il Ministero potrà elevare il limite per le fatture semplificate sino a 400 Euro.


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