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Fatturati del settore orafo vicentino: sul podio Vieri, Filk, e Alessi Domenico

IL RISULTATO DEL CONFRONTO DEI FATTURATI DEL  SETTORE ORAFO VICENTINO: CAPOLISTA VIERI (126MILIONI DI EURO), SEGUITA DA FILK (118MILIONI DI EURO) E ALESSI DOMENICO (89MILIONI DI EURO)



Fatturato in leggero aumento e indicatori economici positivi per il settore orafo vicentino secondo lo studio Top500


Realizzato dal dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona su commissione di Pwc, organizzazione internazionale di servizi professionali alle imprese lo studio è stato pubblicato su Il Giornale di Vicenza.


FATTURATO

L’analisi ha esaminato i 307 bilanci 2017 pubblicati sul database Aida, considerando i settori fabbricazione articoli di gioielleria, oreficeria e articoli connessi, sia il commercio al dettaglio, il cui fatturato cumulato è risultato di 1.428 milioni, in crescita del 2,36% sull 2016. Tra questi, 943 milioni riguardano le Top20, il 2,74% in più rispetto all’anno precedente.

ALTRI PARAMETRI

Positivi gli altri indici reddituali, con aumenti anche a due cifre, come quello dell’Ebitda (risultato operativo al lordo degli ammortamenti), che segna un +10,54%, e dell’Ebit (reddito operativo) che sale del 13,49%. L’aumento dell’impatto positivo delle gestioni extra caratteristiche porta poi ad un raddoppio del reddito netto, che registra un’impennata del 100,28%.



In aumento anche la marginalità sulle vendite (Ebitda/fatturato) che sale dal 5,48% al 5,83% e la redditività del totale attivo (Roa), che passa dall’8,08% all’8,63%, grazie anche al +6,17% del reddito operativo. Trend positivo (da 4,16% a 4,61%) anche per la redditività delle vendite (Ros), mentre si riduce da 1,92% a 1,86% l’indice di rotazione del capitale (Rot). Impennata anche per la redditività netta (Roe) che sale dal 6,67% al 12,22%.


INVESTIMENTI

In questo contesto non fanno eccezione la capitalizzazione (+9,41%) e gli investimenti lordi (+6,17%), che portano anche a un aumento dell’indebitamento nei confronti delle banche (+11,26%) e a una conseguente leggera crescita del rapporto di indebitamento (debt/equity) da 0,60 a 0,61. Pressoché stabile (da 2,53 a 2,55), comunque, il rapporto debt/Ebitda, cioè la capacità di ripagare il debito attraverso il flusso di cassa potenziale generato dalla gestione reddituale operativa. Gli oneri finanziari diminuiscono poi del 13,96% parallelamente alla loro incidenza sul fatturato (da 0,57 a 0,48).


Venendo alle aziende, si conferma la Top5 del 2018, pur con un calo di fatturati per le aziende sul podio: capolista Vieri, sostanzialmente stabile con 126,16 milioni di euro (-0,49%) seguita da Filk (118,42), con un calo del 2,56% e Alessi Domenico (89,27; -0,49%). Più che positivi, invece, i risultati di Cormas (68,14; +9,3%) e Chrysos (64; +12,78%).


Roberto Coin

In sesta posizione il primo brand, Karizia (48,78; +21,50%), che fa registrare l’incremento più alto e sorpassa Roberto Coin (48,67; +5,68%), al quale, però, fa riferimento anche “La Quinta Stagione”, al 19° posto con un fatturato di 13,37 milioni (+16,37%). La Top10 è completata da Better Silver (48,39; +5,54%), Flavio Fraccari (45,62; +9,09%) e Lac (40,63; -1,99%). Per quanto riguarda i marchi, seguono Marco Bicego (38,79; -3,66%), Cielo Venezia 1270 (35,89; -3,92%), Fossil Italia (35,62; -12,82%), Fope (28,43; +21,25%), Muraro Lorenzo (20,42; -7,18%), D’Orica (14,98; +4,70%), World diamond group (14,25; -4,86%) e appunto La Quinta Stagione. Chiude la Top 20 Vittorio Cenzi (11,95; +18,56%).

Considerando l’aumento di fatturato, la Top5 è composta da Karizia (+21,5%), Fope (+21,25%), Vittorio Cenzi (+18,56%), La Quinta Stagione (+16,37%) e Chrysos (+12,78%). Il calo più significativo, invece, è quello di Fossil (-12,82%).

 


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