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Faraone Mennella, l’amore dietro le ragioni di un successo planetario

Una vita diversa dalle tante

Roberto Faraone Mennella

Ci sono giorni che non dovrebbero mai arrivare, giorni in cui una realtà inimmaginabile manda in corto mente e cuore lasciandoti sprofondare in una voragine di fragilità.

In uno di questi giorni, la sorte ha centrato Amedeo come un pugno in faccia per dirgli senza mezzi termini che aveva perso l’altra metà della sua vita, Roberto.

Giusto il tempo di prendere coscienza che vivere, d’ora in avanti, sarà tutta un’altra storia, la notizia è già rimbalzata da un continente all’altro, da gente comune a grandi star internazionali. La partecipazione è immensa e conferma quello che Amedeo già sapeva: mezzo mondo stima il suo Roberto, mezzo mondo vuole bene al suo Roberto, mezzo mondo è sinceramente affranto per la scomparsa del suo Roberto. E ciò lo riempie di orgoglio. Ma davanti a quel baratro Amedeo non rimane a guardare. Mette i ricordi al sicuro nel cuore e va avanti.

Insieme abbiamo fatto più di quello che avremmo potuto immaginare, poi il percorso tutto d’un tratto è cambiato lasciandomi solo con quel bagaglio di valori umani, culturali e artistici che abbiamo costruito insieme. Un patrimonio inestimabile che ora devo preservare e condividere. È complicato, ma lo posso fare. Lo devo fare. È la vita, a volte ti costringe a ricominciare tutto daccapo.”

Roberto Faraone Mennella e Amedeo Scognamiglio

Proviamo a riavvolgere il nastro. Loro si conoscono da sempre, sono entrambi di Torre del Greco – discendono da due famiglie storiche, importanti, la Scognamiglio è tra i big nella lavorazione artigianale di cammei e corallo da sei generazioni, la Faraone Mennella latifondisti. Ma la parte migliore della loro vita incomincia lontano, molto distanti da dove avrebbe potuto accadere. Sarà la Grande Mela la città della loro fantastica intesa, sentimentale e professionale. New York, qualcosa di molto più grande di loro che gestiranno con grande ambizione e determinazione, da veri padroni di casa e mai da ospiti, come è nel loro modo di fare.

Quando? Nel 1990.

Dove? Alla festa di compleanno di una comune amica. Sarà questa l’occasione che darà inizio ad un’amicizia che già sa di complicità e di intimità e che si concreterà in una inossidabile unione negli anni dell’università.

Intanto, tra la City e Torre del Greco, Amedeo prosegue la tradizione di famiglia: incide cammei, la sua arte, e partecipa alle più importanti fiere di settore insieme al padre.

Frequentavamo Giurisprudenza, Roberto con zero entusiasmo, perché quella di studiare legge non è mai stata una sua priorità piuttosto una scelta imposta dalla famiglia. Che non gli piacesse era evidente. Io leggevo e ripetevo ad alta voce, lui disegnava, ovunque, su qualsiasi cosa gli capitasse sottomano. Era nato per l’arte.

Lui non vuole tornare in Italia. Loro non vogliono tornare in Italia. Entrambi hanno altre aspirazioni.

Kaleidoscope of hope

Amedeo non ha bisogno di spendere molta energia per convincere Roberto che quella facoltà non è giusta per lui. In men che non si dica Roberto si iscrive alla Parsons The New School For Design, la più importante al mondo dove si sono laureati anche Donna Karan, Marc Jacobs, Tom Ford…. Festeggiano la laurea in design e marketing nel ’99, con tanto di lancio di cappello in perfetto stile Big Apple. Il mito ha inizio! “Vivevamo felici senza immaginare nemmeno lontanamente un futuro professionale insieme. Poi Roberto, che intanto aveva seguito stages di gioielli da Dior e perfino da Bergdorf Goodman, inaspettatamente mi dice che vuole parlare di lavoro. Ok, dimmi, gli rispondo. Ma la parte germanica ereditata dalla bisnonna tedesca che lo vedeva preciso, rigoroso, metodico, stacanovista – Roberto sosteneva che la fatica spezza la malasorte -, pretende un meeting, proprio come si fa in un’azienda. Ci incontriamo da Starbucks sulla 57esima e davanti ad una tazza di caffé butta lì un’idea che per me suona più allettante di una proposta di matrimonio: ‘Mettiamo su una società’!

Nel 2001 nasce la R.F.M.A.S., acronimo dei nostri nomi, che poi diventerà RFMAS GROUP.

Mettere su un brand non è un’impresa impossibile, la difficoltà è mandarlo avanti, magari con successo, come hanno fatto loro. “Avevamo le idee chiarissime. Nessun dubbio. In quegli anni in America imperava la fine jewellery noi invece puntammo sul Jewelry design, un settore ancora inesplorato, e con un occhio attento alla moda e uno al lusso creammo qualcosa in bilico tra bigiotteria e gioielleria, un gioiello che le donne avrebbero comprato per se stesse, per il semplice gusto di farsi un regalo. Lontani da ogni conformismo lavorammo ad un concetto di bellezza totalizzante, che ha poi definito la nostra identità in un contesto internazionale. Roberto disegnò la prima collezione, ‘Stella’, ancora tra i nostri top, molto distante dal classico e da ogni riferimento torrese, tranne che nel nome che voleva essere anche un omaggio a sua nonna che le aveva ‘passato’ il talento.

Orecchini Collezione Stella

I loro gioielli piacciono e molti grandi brand iniziano a corteggiarli. Il successo è in vorticosa ascesa. Anche la fashion director di Neiman Marcus, Sandra Wilson si complimentò ma precisando che secondo lei la collezione Stella era ‘troppo europea’, in America non avrebbe funzionato perché ‘scopriva troppa pelle’ (era un gioco di cerchi, in oro 18 kt). Ma ci ripensò e qualche settimana dopo li convocò alla presenza di importanti buyers. Un trionfo. Arrivarono ordini da 20, 20 e 20 per ogni singolo pezzo. L’avrebbero lanciata nei migliori negozi di NYC. Un sogno… con un piccolo problema: Roberto e Amedeo non disponevano dei soldi necessari a produrla. Ma loro nelle favole ci credono, e fanno bene.

Arriva una lettera con un assegno da 300mila dollari firmato Neiman Marcus. Si può andare avanti! Partirono per l’Italia dove avrebbero fatto realizzare i gioielli ma, nonostante si trattasse di una produzione importante, con miope visione nessuno prese in considerazione il progetto. Solo Paolo Cuccaro con lungimiranza disse Sì. Questa collaborazione durò 10 anni e fu sostanziale alla loro affermazione. Volevano il top, in tutto, anche nelle vetrine per le quali scelsero come loro musa Linda Fargo, di Bergdorf Goodman.

Roberto disegnava alta gioielleria, Amedeo continuava l’antica arte di incidere i cammei a mano, come da tradizione, per il brand che porta il suo nome, Amedeo, conquistando dive, blasonate e nuove generazioni, perché quei pezzi cult dissacrano la loro originaria classicità. Intanto negli States sono famosi anche in TV. Ma il loro mantra rimane “essere outsider”, anche quando Samantha Jones in Sex and the City o Maryl Streep ne Il diavolo veste Prada, oppure Spike Lee, Alicia Keys, Brooke Shields, Charlize Theron, Sarah Jessica Parker, Rihanna, Michael Jordan … sono visti in giro con creazioni Faraone Mennella.

Samantha Jones – Sex and City

Si lavorava in simbiosi, in quello che era stato il primo studio di Elsa Peretti. I ruoli erano opposti ma in quello spazio sconfinato, arredato interamente da Roberto, dividevamo la stessa scrivania. Roberto impegnato nell’Alta Gioielleria, io con maggiore attenzione al brand che porta il mio nome, anche se lo studio creativo era diretto da noi due insieme. Tutto era ponderato, indagato, filtrato perché nulla fosse lasciato al caso, anche la scelta del nome, strategica:Faraone Mennella” – la casata di Roberto -, perfetto con quell’idea di grandezza e duale, anche se il mio più grande desiderio è stato dare spazio a Roberto perché fosse libero di esprimersi senza limiti e senza condizionamenti. Roberto era gli occhi, io la penna. Era una sfida, e l’abbiamo vinta creando un brand riconosciuto nel mondo. Tutto da soli, perfino la comunicazione, per rimanere indipendenti e di nicchia. Artisticamente incorruttibili. E senza mai lasciar trapelare che fosse un marchio messo su da due ragazzi. Rifarei tutto.”

Meryl Streep – Il Diavolo veste Prada

Chi era Roberto? Una persona speciale di grande talento. Un uomo di classe che pretendeva il meglio ma che si lasciava guidare unicamente dalla passione. Che fosse un grande artista lo dice quella sua visione imprevedibile di mettere insieme pietre e oro che faceva emergere la sua vena geniale. Lo faceva con uno stile con cui era difficile confrontarsi, un’attitudine affatto comune che gli è valsa il Rising Star Award del Fashion Group International nella categoria gioielli ed a VicenzaOro, nel 2017, il Premio Palladio per Best Italian Jewellery DesignersAggiungeva emozione e sorpresa, il nostro segno distintivo. La sua creatività è un omaggio all’eleganza che ha consacrato la Faraone Mennella leader della gioielleria di lusso, e resterà nella storia. Perfino il New York Times gli ha dedicato un tributo, solitamente riservato ai personaggi “storici”, mentre Pomellato ha voluto postare sui suoi social il proprio pensiero per Roberto. È qualcosa di veramente incredibile se si pensa che il mondo della gioielleria è notoriamente molto “insulare”, molto poco consociativo. Sì, credo che abbiamo investito proprio bene il nostro tempo insieme. Non avrei potuto desiderare di più.

Ora cosa è cambiato? “Il nostro è nato come brand artigianale del lusso, di quelli che segnano i tempi, e rimarrà tale. Abbiamo conquistato l’Europa, l’Asia e gli Stati Uniti, abbiamo punti vendita a Londra, New York, Los Angeles, Pechino e Capri, dove un range di clienti di forte personalità si aspetta che quel sogno che abbiamo raccontato non abbia mai fine. Per loro e per quelli che verranno la collezione Stella resterà un classico senza tempo. Per tutte le altre linee ci saranno variazioni sul tema ma nulla di più perché la nostra immagine possa restare immutata. Faraone Mennella sarà come cristallizzato nel tempo, un tributo a Roberto. Di rimando c’è Amedeo, brand artigianale unisex, genuinamente contemporaneo, trasgressivo, sempre più in crescita e sempre fuori dal coro.”

L’ultimo tocco di genialità?  A testimonianza della sua genialità, Roberto mi ha lasciato una creazione inedita, l’ha disegnata negli ultimi tempi – in realtà non ha mai smesso di farlo. È un bracciale in oro bianco e argento con diamanti bianchi, acquamarina, topazi azzurri e zaffiri blu. Spettacolare. Non è riuscito a vederlo realizzato. Un pezzo unico, e resterà tale. Per il timore di perdere qualcosa di così bello e di così prezioso emotivamente sarei tentato di tenerlo per me, per sempre, ma Roberto non approverebbe per cui verosimilmente andrà ad un collezionista.

faraonemennella.com

 

Faraone Mennella the love behind the reasons for a planetary success

A life different from many

There are days that should never come. In one of these the fate has centred Amedeo to tell him, in no uncertain terms, that he had lost his other half, Roberto. The news bounced from continent to continent, from ordinary people to big international stars. The participation was immense and confirms what Amedeo already knew: half the world is sincerely heartbroken by the passing of his Roberto. And that fills him with pride. But in front of that abyss Amedeo does not stand by and watch. He places memories in a safe place, his heart, and moves on. “Together we did more than we could have imagined, then everything changed leaving me alone with that baggage of human, cultural and artistic values that we had built together and that I must now preserve and share. It’s complicated, but I have to do it. It’s life, sometimes it forces you to start all over again”.

Both from Torre del Greco but the Big Apple became the city of their fantastic understanding, sentimental and professional.

When? In 1990.

Meanwhile, in the City, Amedeo continued the family tradition: he engraves cameos, his art, and participates in the most important trade fairs with his father. We attended Law at university, Roberto with zero enthusiasm, because studying law had been a choice imposed by the family. I read and repeated aloud, he drew, everywhere, on anything that came into his hands. He was born for art”.

Amedeo convinced Roberto that that faculty was not for him and Roberto enrolled in Parsons The New School For Design, the most important in the world where Donna Karan, Marc Jacobs, Tom Ford have also graduated.

They celebrated their degree in design and marketing in ’99, in perfect Big Apple style. The myth began! “We lived happily without even remotely imagining a professional future together. Then Roberto, who in the meantime had followed jewellery courses at Dior and even at Bergdorf Goodman, told me that he wanted to talk about work. Pursuing his German side inherited from his great-grandmother, he asked for a meeting, as is done in a company. We meet at Starbucks on 57th and in front of a cup of coffee he slipped a more tempting idea of a marriage proposal there: ‘let’s start a company’!

In 2001 R.F.M.A.S. the acronym of our names, was born and later became RFMAS GROUP.“We had very clear ideas. In those years in America the fine jewellery reigned, we instead focused on the still unexplored Jewellery design and created a jewel that women would buy for themselves. Roberto designed the first collection, Stella, still among our top ones”. People liked their jewels and many big brands started to woo them. Success was rising fast. Neiman Marcus fashion director Sandra Wilson also complimented them but pointed out that, in her opinion, it was ‘too European’, in America it would not work because it ‘revealed too much flesh’ (it was an effect of circles, in 18 kt gold). He reconsidered it and summoned them to the presence of important buyers. A triumph. They launched it in the best stores in NYC. A dream … with a small problem: Roberto and Amedeo did not have the money to produce it. But a letter arrived with a $ 300,000 check signed by Neiman Marcus. And that was the beginning! They left for Italy to make the jewels but, despite being an important production, nobody took the project into consideration. Only Paolo Cuccaro said Yes. This collaboration lasted 10 years and was substantial to their affirmation.

They wanted the top, in everything, even in the windows for which they chose Linda Fargo, by from Bergdorf Goodman, as their muse.

Roberto designed high jewellery. Amedeo continued the ancient art of carving cameos by hand, as per tradition, for the brand that bears his name, Amedeo, conquering divas, emblazoned and new generations, with cult pieces that desecrate the original classicism. Meanwhile, in the States they became famous on TV too. But their mantra continued to be “being outsiders”, even when Samantha Jones in Sex and the City or Meryl Streep in The Devil Wears Prada, or Spike Lee, Alicia Keys, Brooke Shields, Charlize Theron, Sarah Jessica Parker, Rihanna, Michael Jordan… were all seen around wearing Faraone Mennella creations. We worked in symbiosis. Roberto engaged in High Jewellery, I for the brand that bears my name, even if the creative studio was directed by the two of us together. Everything was considered, even the choice of the name: “Faraone Mennella” – Roberto’s family – perfect with that idea of greatness and duality, even if my greatest desire was to give Roberto space to be free to express himself without limits and without conditions. Roberto was the eyes, I was the pen.

Who was Roberto? “A very talented special person. A classy man who wanted the best but who let himself be guided only by passion. A great artist, a unique style with which it was difficult to compare to and that earned him several awards. He added emotion and surprise, our hallmark. Even the New York Times has paid tribute to him. I think we spent our time together very well. I couldn’t have wished for more.

Now what has changed? Ours was born as an artisan brand of luxury, of those that mark the times, and will remain so. We have conquered Europe, Asia and the United States, we have stores in London, New York, Los Angeles, Beijing and Capri, where a range of customers with strong personalities expects that our dream will never end. As a testament to his genius, Roberto left me an unpublished creation, he had designed it in recent times – he never stopped doing it. It is a titanium bracelet, spectacular. He did not see it finished. A single piece, and will remain so. Emotionally I would be tempted to keep it for myself, but Roberto would not approve so it will likely go to a collector.


1 commento

  1. ADOR-Associazione Designers Orafi says:

    Nice memo …


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