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Extremely Piaget: diamanti, oro e colore

Gli anni ‘60 e ’70 sono stati un periodo spensierato e unico nella storia del 20esimo secolo: a quei decenni torna a ispirarsi Piaget, la cui storia è stata segnata da quell’epoca. Fondata poco meno di un secolo prima, nel 1874, da George Piaget a La Côte-aux-Fées, un piccolo borgo arroccato sul versante meridionale del Giura svizzero, la Maison era ormai tra le più famose al mondo ma gli anni ‘60 avrebbero cambiato radicalmente la sua storia.

Presentata all’ultima Biennale des Antiquaires di Parigi, la collezione Extremely Piaget vuole dare risalto agli anni ‘60 e ’70, un periodo stellare nella storia creativa di Piaget che fu segnato dall’utilizzo dei materiali più preziosidiamanti, smeraldi, zaffiri, pietre dure e oro. Sono 88 i modelli di gioielleria e 37 gli orologi i cui audaci design giocano su asimmetria, fluidità e stilizzazione. In alcuni di questi modelli, il confine tra gioiello e orologio scompare completamente. Il colore è fortemente presente, in particolare nei quadranti in pietra dura – segno distintivo di Piaget – tanto che un intero segmento della collezione è stato battezzato “Extremely Colourful”.

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Raramente pietre preziose di una tale qualità in termini di colore e di chiarezza sono state utilizzate in un così grande numero come nel caso degli oltre 1.500 diamanti taglio marquise, un taglio che è un elemento distintivo dei gioielli Piaget ormai utilizzato da oltre mezzo secolo. I modelli in cui dominano questi diamanti sono raggruppati nel secondo segmento della collezione che ha preso il nome di “Extremely Sparkling“. Vi sono anche i grandi classici della Maison come gli orologi manchette, i quadranti degli orologi in pietra dura e i bracciali in oro con lavorazione a maglia. La collezione è caratterizzata anche da una grande libertà di movimento e dalla possibilità di indossare alcuni modelli che la compongono in modi diversi.

Tutto inizia dal colore. Colore che non era mai stato presente con una tale forza in una collezione Piaget, in primo luogo grazie alle pietre preziose, in particolare due smeraldi, uno taglio cabochon e l’altro taglio coussin, entrambi superiori ai 25 carati, un rubino inciso di oltre 20 carati e uno zaffiro taglio coussin da 20,2 carati. E poi, naturalmente, grazie alle pietre dure – turchesi, opali, giada, onice e lapislazzuli – utilizzate non solo per i quadranti degli orologi, ma anche per le creazioni di alta gioielleria. Così, ad esempio, le due estremità di un prezioso filo di turchesi che creano un lungo sautoir estremamente flessibile sono racchiuse in un motivo con smeraldi e diamanti in cui la pietra centrale è di oltre 23 carati.

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Gli orologi manchette sono solo un esempio delle creazioni in cui gioielleria e arte orologiera si incontrano sino a fondersi. La collezione offre un altro esempio in questo senso con i collier sautoir in oro ornati di lapislazzuli o medaglioni in turchese nei quali, da una delle estremità, pende un piccolissimo orologio di forma ovale. Lunghi sautoir con uno o più fili danzano intorno al collo delle donne che li indossano mentre gli orecchini incorniciano delicatamente il loro viso. I polsi sono decorati con bracciali manchette a volte impreziositi da turchesi e sezioni in opale molto sottili finemente incastonate nell’oro stesso.

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(Collier in oro bianco 18K con 84 diamanti taglio marquise, 160 diamanti taglio brillante, 3 smeraldi a goccia e 1 diamante taglio brillante)

“Piaget time…. measured only in gold!”: lo slogan pubblicitario della fine degli anni ‘70 è attuale oggi come lo era allora. L’oro è il metallo preferito dalla Maison ed è capace di regalare brillantezza e un bagliore caratteristico alle gemme preziose o alle pietre dure usate da Piaget per le proprie creazioni di gioielleria e orologeria. E, soprattutto, viene lavorato negli atelier della Manifattura secondo metodi che sono molto simili a quelli utilizzati in Haute Couture.

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(Anello in oro rosa 18K con 1 smeraldo taglio coussin)

Questa collezione è una dimostrazione delle qualità in campo orafo di Piaget e presenta diversi tipi di maglie particolarmente delicate – come nel caso dei bracciali con decoro ‘palace’ che fa sembrare la parte esterna del bracciale stesso come un nastro iridescente che alcuni paragonano alla seta grezza. L’interno del bracciale rivela centinaia di maglie intrecciate tra loro con un grado di precisione tale da conferire a questa sorta di tessuto una morbidezza eccezionale. Questo tipo di lavorazione non è utilizzato da Piaget solo per i bracciali di alcuni degli orologi, ma anche per una collana in oro rosa con turchesi e diamanti taglio marquise.

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(Collier in oro bianco 18K con 46 grani di turchese, 48 grani di crisopazio, 1 smeraldo taglio cabochon, 8 crisopazi a goccia, 8 turchesi a goccia e 388 diamanti taglio brillante)

Catturare la luce e orientarla verso l’esterno al fine di infondere i gioielli di un’eccezionale luminosità e brillantezza è, dopo il colore, l’altra caratteristica della collezione Extremely Sparkling. I diamanti sono stati ampiamente utilizzati come pietre centrali nei bracciali, nei collier, negli anelli o per disegnare i motivi degli orecchini e sono anche usati nelle sezioni esterne dei modelli, a volte come una doppia fila di gemme incastonate sugli orologi con taglio brillante, marquise o baguette.

Una delle star è un collier in cui i diamanti taglio marquise fanno da cornice a due splendidi smeraldi che può essere indossato in due modi diversi. Un altro protagonista è un bracciale a maglie in onice con diamanti incastonati. Il motivo centrale è diamante di sei carati taglio portrait. La natura specifica di questo diamante da sei carati risiede nella sua forma a smeraldo completamente piatta. La Maison ha scelto di dare a questa gemma una profondità particolare creando sotto di essa una serie di sfaccettature in oro lucido.

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(Collier in oro rosa 18K con 22 diamanti taglio marquise, 8 diamanti taglio brillante e 13 grani di turchese)

Per assicurare il massimo livello di brillantezza dei diamanti sono state utilizzate due eccezionali tecniche di incastonatura. La prima, messa a punto da Piaget negli anni ‘60, è conosciuta come jupon e prende il nome dalle sottovesti che un tempo servivano per fare fluttuare i vestiti di Haute Couture. Questa tecnica è utilizzata in particolare con diamanti taglio baguette fermati da castoni e disposti su una o due file, in modo da creare l’aspetto di un tessuto in movimento. L’ondulazione perpetua delle pietre crea riflessi cangianti straordinari.

Una tecnica di incastonatura ancora più eccezionale ha permesso la creazione di un orologio-sautoir ‘col Claudine’ in cui i diamanti regnano sovrani. Centinaia di gemme taglio marquise, brillante, a goccia o princess circondano un diamante centrale taglio brillante di due carati. Ogni castone è stato creato appositamente per la pietra che cinge e ciascuno di essi è collegato all’altro da maglie incredibilmente delicate.

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(Orecchino in oro bianco 18K con 28 diamanti taglio marquise e 20 diamanti taglio brillante)

Il collier è anche uno dei modelli simbolo della collezione: interamente creato con diamanti, è anche un lungo sautoir grazie ad una catena – anch’essa con diamanti – che parte dal centro del gioiello e arriva sino a raggiungere la vita della donna che lo indossa. Anche questo modello doppiamente prezioso si pone sul confine tra arte orologiera e arte orafa grazie a un segnatempo racchiuso in un pendente squelette rotondo di 26mm posto all’estremità della catena.

Per creare questa collezione particolarmente luminosa sono stati usati più di 1.500 diamanti taglio marquise cercati per mesi e acquistati in tutto il mondo dalla divisione di gemmologia di Piaget. Questo tipo di taglio, utilizzato da oltre mezzo secolo nelle creazioni di Piaget, trova la sua espressione migliore nella collezione.

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(Bracciale in oro rosa 18K con 32 diamanti taglio marquise e 23 grani di turchese)


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