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Export veneto, boom del Bello e ben fatto

Il Sistema Statistico della Regione prevede per il 2019 un’espansione dell’oreficeria in Cina e Emirati Arabi: per proteggere il made in Italy siglato protocollo con Unioncamere e Prefettura

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BB&B: sono indicati così nelle analisi statistiche i “prodotti belli, buoni e ben fatti” costituiti da beni finali di fascia medio alta, di antica tradizione ed artigianalità ma innovativi nel design e nelle tecnologie, realizzati con standard qualitativi e professionalità elevati e appartenenti ai settori: alimentare, arredamento, abbigliamento e tessile-casa, calzatura, occhialeria e oreficeria-gioielleria.

Il Veneto deve a questa fascia di prodotti un terzo delle esportazioni manifatturiere: è uno dei dati che emergono dal rapporto elaborato dalla sezione Sistema Statistico della Regione. “Le vendite all’estero di tali prodotti – commenta il vicepresidente assessore regionale alla statistica Marino Zorzato – costituiscono una risorsa importantissima, incardinata nel patrimonio genetico dell’imprenditorialità di un territorio che non si è mai sottratto alle sfide imposte dal mercato”.

Veneto_Incidenza BBF su export

Nel 2013 il BB&B veneto ha avuto una performance migliore rispetto a quella dell’export veneto complessivo. Infatti, le esportazioni dei prodotti BB&B sono cresciute nel 2013 del 4% rispetto al 2,8% di quelle totali. Un ruolo sempre più centrale è occupato dai “nuovi mercati“, quei Paesi caratterizzati da un reddito medio pro-capite inferiore alla media mondiale, ma che presentano dei ritmi di crescita più elevati rispetto alle economie occidentali.

L’export di BB&B verso i “nuovi mercati” è cresciuto nell’ultimo anno dell’8,8%. La Russia è risultata il maggior importatore di BB&B veneti, ma sta crescendo in maniera significativa anche il ruolo della Cina e, anche se in maniera più modesta, quello degli Emirati Arabi Uniti e del Brasile. In particolare, nel 2013 le esportazioni venete di BB&B destinate ai “nuovi mercati” hanno mostrato una maggiore vivacità nell’alimentare e nelle calzature.

Veneto_Esportazioni BBF

Tra i settori considerati l’oreficeria e la gioielleria, legate al distretto produttivo di Vicenza, si attesta su una quota del 3,1% rispetto alla totalità dell’export regionale. La previsione al 2019 evidenzia, per il comparto orafo, un export atteso in crescita soprattutto in Cina e Emirati Arabi Uniti (che già costituiscono i principali mercati di destinazione) rispettivamente a 450 e 350 milioni di euro a prezzi 2012.

Veneto_BBF oreficeria

Per difendere questo primato, la Regione ha siglato pochi giorni fa un protocollo d’intesa  “Per la lotta alla contraffazione e alla pericolosità dei prodotti, a tutela della concorrenza leale e della sicurezza e salute dei consumatori”, primo esempio in Italia nel suo genere: a firmarlo, l’Assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, il Presidente di Unioncamere Veneto Fernando Zilio e il Prefetto di Venezia Domenico Cuttaia.

“Tramite il protocollo – ha spiegato l’Assessore Donazzan – possiamo attribuire compiti e responsabilità in un quadro ordinato di soggetti partecipanti. Faremo innanzitutto un’azione prioritaria di sensibilizzazione della cittadinanza anche attraverso le scuole (che devono educare alla responsabilità) e le associazioni di categoria; poi il tema della contraffazione sarà inserito stabilmente nei lavori dei Comitati per la sicurezza e l’ordine pubblico gestiti dalle Prefetture e infine, con il coordinamento di Unioncamere, la qualità dei prodotti sarà sottoposta a controlli molto più stringenti”.

Nella fase attuativa il Protocollo prevederà l’organizzazione delle attività in base alle aree d’intervento, attraverso la costituzione di tavoli di coordinamento, guidati di volta in volta da un capofila che avrà il compito di garantire la direzione delle iniziative e il monitoraggio delle attività.

 


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