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Export, nell’oro la performance migliore del secondo semestre è quella aretina

Il periodico Monitor dei distretti di Intesa Sanpaolo evidenzia segnali di ripresa: bene anche Vicenza (+5%); in lieve calo il comparto produttivo di Valenza (-0,8%)

Export, i distretti italiani hanno affrontato il secondo trimestre dell’anno con performance altalenanti. Tra i tanti Distretti produttivi analizzati dal periodico rapporto Monitor di Intesa Sanpaolo, spiccano quelli dell’oreficeria di Valenza, Vicenza e Arezzo. In lieve calo il primo, stabile la crescita del comparto veneto, boom per il distretto aretino: questi in estrema sintesi i dati relativi ai principali poli produttivi di oreficeria e gioielleria in Italia, che si muovono sul mercato grazie alle quote provenienti dall’estero.

Il complesso dei distretti industriali italiani ha mostrato un andamento migliore, registrando un aumento tendenziale dei valori esportati pari al 3,9%. Spiccano, soprattutto, i distretti delle regioni del Sud (+11,5%), insieme a quelli della Toscana (+6,7%) e della Lombardia (+4,8%). Al contempo, però, regioni ad alta intensità distrettuale come il Friuli-Venezia Giulia e le Marche hanno accusato riduzioni delle vendite estere.

Andando più nel dettaglio, l’oreficeria di Valenza si muove in un contesto regionale che nel secondo trimestre del 2013 ha visto l’export rimanere stabile sui livelli del corrispondente periodo dell’anno precedente, e registra un -2,1% dovuto soprattutto alle vendite in negativo nei mercati maturi. Nel passaggio tra il primo e il secondo trimestre il calo delle vendite estere dell’oreficeria di Valenza è stato più contenuto (-0,8%)  scontando anche il rientro dei prezzi dei metalli preziosi: le quotazioni in euro dell’oro sono diminuite nel secondo trimestre 2013 del 13,8% rispetto al corrispondente periodo del 2012.

A livello di sbocchi geografici, si segnala il nuovo calo subito sul mercato svizzero dopo l’exploit del biennio 2010-2011 e l’inversione di tendenza verificatasi negli Stati Uniti dove la diminuzione è stata a due cifre. Buone indicazioni sono, invece, venute dal Giappone e da alcuni mercati europei come Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. Rispetto alla migliore performance mai registrata dal 2006, Valenza si pone a -56% rispetto al primo semestre 2011, dove ha conseguito il risultato migliore degli ultimi 8 anni.

Cifre record per i distretti toscani, guidati dal comparto orafo di Arezzo (+15,4%) e dal settore moda-pelletteria. Nel secondo trimestre 2013 le esportazioni dei distretti tradizionali della regione – seconda dietro la Lombardia – hanno superato la cifra di 3 miliardi di euro, grazie ad una ulteriore accelerazione rispetto ai dati già positivi del primo trimestre. I distretti della Toscana si stanno confermando tra le realtà maggiormente in grado di sfruttare le opportunità sui mercati internazionali nel panorama manifatturiero italiano ed europeo, grazie al mantenimento di tassi di crescita elevati, seppure in lieve decelerazione, sui nuovi mercati e al netto miglioramento registrato sui mercati tradizionali.

La crescita dei distretti toscani ha continuato, dunque, anche nel secondo trimestre del 2013 ad essere trascinata principalmente dai distretti del lusso: è proseguito a ritmi intensi lo sviluppo delle esportazioni del distretto dell’oreficeria di Arezzo. Il risultato appare ancora più significativo se confrontato con le performance degli altri distretti orafi (Vicenza +5% e Valenza -0,8%) e se si tiene conto del contestuale rientro dei prezzi dei metalli preziosi. Sono soprattutto i mercati extra-UE a determinare il successo delle vendite di gioielli aretini: Emirati Arabi Uniti (+25,5%), Stati Uniti (+17,1%), ma anche destinazioni meno esplorate negli scorsi anni come Hong Kong (+32,7%) e Turchia (+16,1%), paesi a loro volta produttori di gioielleria che aprono la strada verso i consumatori cinesi, russi e dell’Asia centrale.

Passando al Veneto, il secondo trimestre dell’anno si è mantenuto su un sentiero di crescita positivo in linea con la media italiana (3,6 vs. 3,9%) –  il tredicesimo trimestre di crescita consecutiva – e tra i 23 distretti veneti monitorati un buon ritmo di crescita ha registrato l’oreficeria di Vicenza (+5% rispetto al primo trimestre), andata bene in Svizzera, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti e arretrata sul mercato tedesco.

Il 2013 sarà un altro anno difficile per l’economia italiana e il commercio estero resterà l’unica fonte di crescita. Il ciclo economico internazionale presenta indicazioni di leggera ripresa, anche grazie al recupero dei flussi commerciali trainato dai paesi asiatici, OPEC e dagli Stati Uniti, mentre l’Eurozona rimarrà in recessione almeno fino al 2014, secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo.

La fiducia delle imprese manifatturiere italiane (sia secondo l’indagine Istat che in base alla survey PMI) mostra da qualche mese un trend di ripresa. Le prospettive di superamento della fase recessiva dell’economia italiana restano affidate nel breve termine principalmente alla capacità delle imprese di sfruttare al meglio le opportunità di crescita presenti sui mercati internazionali e, in particolare, al di fuori dell’area euro. A questo proposito i Monitor di Intesa Sanpaolo fanno ben sperare alcune indicazioni che emergono dai dati appena rilasciati dall’Istat sul commercio estero italiano di luglio: l’export di manufatti verso la Cina è tornato a correre (+24,5% tendenziale, con risultati particolarmente positivi nel sistema moda), mentre le vendite in Russia hanno mostrato segnali di accelerazione. Inoltre, la stabilizzazione del ciclo nei Paesi UE sembra iniziare ad avere effetti positivi sulle esportazioni italiane verso i nostri maggiori partner commerciali: a luglio, infatti, l’export italiano di manufatti verso la Francia e la Germania ha registrato un aumento tendenziale pari all’1,9% e al 2,4% rispettivamente, dopo che nei primi sei mesi dell’anno avevano accusato un calo del 3% e del 4,4%.


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