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Eternal Platinum

Una tradizione antica, già in uso presso gli antichi romani, attribuisce all’anello nuziale la simbolicità dell’infinito: per la sua forma circolare in cui l’inizio e la fine non sono distinguibili, la fede è il simbolo dell’amore eterno, del sentimento raro che unisce due persone, sentimento durevole e prezioso come il platino. Ed è alla fede in platino che è dedicata Eternal Platinum, una grande mostra organizzata da Platinum Guild International, allestita dal 5 al 30 Novembre 2008 presso la Triennale di Milano.

Le fedi in platino diventano opere straordinarie realizzate da ventuno artisti: sette maestri del design, sette della moda e sette del gioiello, testimoni (e fautori) dell’eccellenza italiana secondo quelle caratteristiche di “bello e ben fatto” che contraddistinguono il Made in Italy anche nell’ambito dei preziosi. E’ questa un’occasione unica: per la prima volta la fede in platino viene pensata, meditata e disegnata da veri e propri maestri del progetto, esportatori di bellezza italiana in tutto il mondo, qui riuniti dall’esposizione curata da Alba Cappellieri, professore di design del gioiello al Politecnico di Milano.

Non più solo oggetto simbolo di una promessa, la fede in platino si fa occasione di riflessione progettuale da parte di professionisti che elaborano il progetto declinandolo secondo diverse anime: il design, la moda e il gioiello. Ventuno nomi di prestigio riconosciuto e condiviso, tra i quali: Pierluigi Cerri, Aldo Cibic, e Patricia Urquiola per il design, Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferré, Alberta Ferretti, e Antonio Marras, per la moda, Gabriele De Vecchi, GianCarlo Montebello, Rossella Tornquist, e Annamaria Zanella per il gioiello. Ventuno più due: Claudia Bombara e Barbara Antolini, due studenti del corso di perfezionamento in design del gioiello del Politecnico di Milano, a testimoniare l’interesse per la fede in platino anche di giovani progettisti.

Esplorare le qualità del platino: questo è quanto ha fatto ognuno degli ideatori coinvolti nel progetto, ideando e creando un manufatto di grande personalità, così che in ogni fede si rivela il pensiero dell’artista nei riguardi di ciò che essa rappresenta: l’amore eterno. I disegni che accompagnano i modelli aiutano a comprendere il processo che ha portato alla loro realizzazione e come l’approccio di chi li crea riesca a permeare in profondità l’oggetto finale.

Esplorare le qualità del platino: una lega pura al 95%, il cui colore bianco rimane invariato nel tempo, ragion per cui diventa il metallo ideale per il design italiano d’eccellenza. Filo rosso che lega design, moda e gioiello, il platino è un metallo eccezionalmente duttile e altrettanto durevole, che si presta alla concretizzazione di idee originali, avvicinando professionisti molto diversi per linguaggi e ambiti di riferimento. I più insigni maestri della gioielleria, da Fabergé a Cartier, hanno sempre preferito, non a caso, lavorare con il platino puro.

Ventitré fedi d’autore, risultato di un processo che unisce la materia preziosa e il pensiero filosofico, sono in mostra alla Triennale di Milano, vere e proprie opere d’arte, raccolte in un catalogo inglese/italiano edito da Skira. Ventitrè declinazioni dello stesso oggetto, incredibilmente diverse tra loro ma accomunate dal medesimo intento, i cui progetti sono disponibili sul sito internet www.eternalplatinum.com, per permettere anche a chi non ha potuto recarsi in Triennale di avere una visione completa dell’evento. Una mostra che parte da Milano per approdare nei prossimi anni in altre parti del mondo, nell’idea di portare in giro la forza creativa ed espressiva del Made in Italy.

Tre volte 7 (più due): opere e maestri

Da sx La fedi di Antonia Astori - La fede di Andrea Branzi - La fede di Pierluigi Cerri - La fede di Antonio Citterio

I Designer
Una linea a zig zag che sdoppia i livelli in una composizione articolata ed elegante è la fede di Sergio Asti. L’idea dell’ingranaggio, compenetrazione e movimento come nella coppia dà vita all’anello di Antonia Astori (1). Due figure che si tengono per mano sopra un cerchio sono la rappresentazione dell’amore per Andrea Branzi (2). Un cerchio nell’altro, uniti ma separati: è l’ispirazione raffinata di Pierluigi Cerri (3). Il simbolo dell’infinito nell’eternità del platino: Aldo Cibic. Arancio intenso nel perimetro interno per il segreto da indossare di Antonio Citterio (4). Un ottagono sinuoso dalla doppia anima è la proposta di Patricia Urquiola.

Da sx La fede di di Albino D’Amato - La fede di Gianfranco Ferrè - La fede di Antonio Marras

Gli Stilisti
Micro boules saldate a catena, le perle in platino di Albino D’Amato (5). Sfaccettature del metallo come dell’amore per Salvatore Ferragamo. Un nodo flessuoso ed elegante nel nome di Gianfranco Ferrè (6). Tre sezioni e nove diamanti, tradizione e rinnovamento nell’anello di Alberta Ferretti. Sonora e dinamica coma la vita: è la fede di Pierluigi Fucci. Tecnica nella materia per la fede sarda di Antonio Marras (7). Pubblico e privato, fede di coppia per Debora Sinibaldi.

Da sx: La fede di Barbara Antolini -La fede a due sezioni di Claudia Bombara - La fede di GianCarlo Montebello

Gli Studenti
Dentature sigillo d’amore per il talento di Barbara Antolini (8). La T e la U del ‘tu’ nelle fede a due sezioni di Claudia Bombara (9).

Gli Orafi
Geometrie complementari sono quelle di Giampaolo Babetto. Gabriele De Vecchi fa rifulgere il platino a specchio per tre fedi in una. Misteriosa ed elegante: Alba Poleghi Lisca dona volume alla bidimensionalità della lastra. La perfezione imperfetta del cerchio nella creazione di GianCarlo Montebello (10). Un nastro in platino piatto che si piega e si ripiega senza fermarsi mai: l’amore per Rossella Tornquist. Una fede a contrasto, il colpo da maestro di Giorgio Vigna. Il tormento della materia scolpito nell’anello di Annamaria Zanella.


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