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Ernesto Hausmann non è più e lascia nel settore orologiero il segno incancellabile della sua grande personalità e di una forte passione

ERNESTO HAUSMANN

 

Bisogna fare un passo indietro lungo oltre duecento anni per percorrere la storia di Hausmann & Co. dal suo esordio. Un inarrestabile crescendo che ad oggi conta tre negozi nella capitale. Tutto è incominciato in un periodo in cui il desiderio di possedere un proprio segnatempo diventa esigenza ed è l’orologiaio Giovanni Romano Ricci a cogliere questo bisogno aprendo una bottega nel cuore della città, in Via del Corso. Il successo è immediato, grazie anche ai contatti con i più prestigiosi maestri orologiai, in particolar modo di Ginevra. Niente di industriale, tutto costruito a mano dall’alta meccanica alle incisioni, alle smaltature, alle cesellature, alle incastonature per quei gioielli che faranno della precisione una propria qualità sempre più eccelsa. Il laboratorio di Giovanni Romano Ricci diventa industria ma è il 1870 quando Ernst Hausmann, un orologiaio del nord della Germania prima si associa con Innocenzo Ricci, figlio di Romano, e più tardi ne rileva l’intera attività. È l’uomo giusto per mantenere alta la tradizione della Casa e la Ditta Hausmann diviene ambasciatrice dell’alta orologeria romana, anche i rapporti con le autorità religiose sono privilegiati, tant’è che ancora oggi è l’orologeria di fiducia della Città del Vaticano. Per il suo laboratorio seleziona i migliori orologiai, fino ad associarsi con un suo conterraneo, Hermann Frielingsdorf, tecnico di rara competenza. È l’inizio della “Ditta Hausmann & C.”.

Oggi questo racconto registra una nota dolente. Ernesto Hausmann, erede di Ernst, è scomparso questa mattina. Una tra le figure di riferimento del comparto orafo-gioielliero nazionale ed internazionale, classe 1935, che sin da giovane ha seguito le sorti dell’azienda di famiglia accanto al padre Franz, contribuendo a far conoscere ed apprezzare la professionalità della sua azienda e dedicandosi con passione alle problematiche di categoria. Passione che lo ha portato a ricoprire dapprima (1977-1979) la presidenza degli orafi romani e, dal 1991 al 2000, quella della Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi, di cui era attualmente Presidente onorario. A livello internazionale, dal 1993 al 1997 è stato Presidente del settore dettaglio (IV Settore) di C.I.B.J.O. (World Jewellery Confederation) a cui aderiscono le Associazioni di 44 paesi. Recentemente, dal 2008 al 2011, sempre in ambito C.I.B.J.O, è stato Presidente del  settore B-distribuzione.

Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi Confcommercio ha espresso il suo cordoglio riferendo che “Il mondo orafo con le sue associazioni di rappresentanza ha perso un esempio per i colleghi, un dirigente sindacale  fermo, lungimirante, dalla sconfinata passione per il proprio lavoro. Devo molto a lui, che mi è stato sempre molto vicino con consigli e suggerimenti di cui ho fatto tesoro nella mia vita associativa. Un vero e proprio padre per tutti noi. Ciao Ernesto”.

Steven Tranquilli, direttore della Federazione, lo ricorda come “Grande persona e grandissimo personaggio, che colpiva per la sua signorilità, il modo di coinvolgerti nelle sua sconfinata passione per il nostro mondo. Un uomo da cui personalmente ho avuto il privilegio di imparare molto attraverso consigli sempre attenti e puntuali. Quante riunioni, con lui e con il suo grande amico Rodolfo Di Dato, su e giù, come lui amava dire, lungo la penisola, quasi a voler unire le tante realtà associative presenti sul territorio. A Ernesto, e sono sicuro di rappresentare il pensiero di tutti, dobbiamo molto e sicuramente i suoi insegnamenti rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Ernesto!”.

 

ERNESTO HAUSMANN

 

 


2 commenti

  1. Apprendo con grande dolore della scomparsa di Ernesto. Ho condiviso con lui alcuni sentieri della mia vita e lo ricordo come grande figura che al di là degli aspetti professionali sapeva anche stimolare i sentimenti di pura e disinteressata amicizia. Esprimo ai familiari il mio personale cordoglio e confido che coloro che hanno raccolto il suo testimone sappiano operare con lealtà e dirittura morale proprio come lui .


  2. Un personaggio, una personalità, una persona, che non aveva bisogno di alzare la voce per farsi sentire.
    Credeva fortemente nella possibilità di colmare le carenze di “mentalità associativa” con un intelligente e competente lavoro di squadra, con la ragionevolezza e la serenità del confronto.
    Serenità e ragionevolezza erano il suo stile.
    Annalisa Fontana – Gianni Roggini


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